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ETICHETTA MIELE

VIVERSANIEBELLI n.24/2004
Di Manuela Soressi

Acquistare un barattolo di miele in Italia, in Francia, in Olanda o in Spagna, finora significava comprare prodotti molto diversi tra loro. Colpa di legislazioni nazionali che stabilivano regole differenti per la definizione delle varietà e delle caratteristiche del miele. Per rimediare a questa situazione delicata, che poteva creare condizioni di concorrenza sleale, l'Unione Europea ha emesso una direttiva comunitaria, la n.2001/110/CE, che uniforma la definizione merceologica di questo prodotto. In pratica, stabilisce cos'è il miele (sembra ovvio, ma come vedremo non lo è affatto), ne definisce la classificazione e chiarisce quali indicazioni devono comparire sulle etichette delle confezioni, introducendo nuove informazioni che permettono al consumatore di saperne di più sul prodotto che sta per acquistare. La direttiva comunitaria entrerà in vigore dal prossimo 1 agosto e porterà molte novità sulle confezioni, a partire dalla rintracciabilità del miele, ossia dall'obbligo di indicare da dove proviene. Vediamo come cambieranno le etichette e quali nuovi indicazioni conterranno.

COME CAMBIA L'ETICHETTA

  • La direttiva comunitaria stabilisce innanzitutto cos'è il miele e ne rimarca la sua peculiarità di alimento puro, privo di additivi o di altre aggiunte.
  • Per garantire maggiori informazioni a uso dei consumatori, la norma europea dispone che vengano indicati in etichetta il paese d'origine del miele o in alternativa se è frutto di una miscela di mieli.
  • Inoltre fissa le denominazioni e le caratteristiche dei vari tipi di miele definendone i parametri chimico-fisici.
  • Stabilisce anche che l'etichetta possa essere completata con indicazioni concernenti l'origine regionale, territoriale o topografica, e l'origine floreale o vegetale, oppure con criteri di qualità.

COS'E' IL MIELE?
La direttiva comunitaria stabilisce innanzitutto cos'è il miele e lo definisce così: "la sostanza dolce naturale che le api producono dal nettare di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o dalle sostanze secrete da insetti succhiatori che si trovano su parti vive di piante che esse bottinano, trasformano combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell'alveare". Semplificando al massimo questo concetto, si può dire che il miele è il prodotto realizzato dalle api metabolizzando il nettare assunto dai fiori o dalle parti vive delle piante. Le api raccolgono il nettare, lo arricchiscono con loro sostanze specifiche (gli enzimi), lo immagazzinano e lo lasciano maturare nei favi dell'alveare. A questo punto si inserisce l'uomo che estrae i favi, scoperchia meccanicamente le celle e estrae il miele per mezzo di una centrifuga. E poi si passa alla filtratura o alla decantazione, due tecniche che hanno entrambe lo scopo di eliminare i pezzettini di cera rimasti, o le bollicine d'aria inglobate nella centrifugazione. Finite queste operazioni, il miele è pronto per essere confezionato.

  • La definizione di miele inserita nella direttiva europea significa che al miele non può aggiunto nessun altro ingrediente alimentare, neppure gli additivi. Niente conservanti, ma neanche coloranti o aromatizzanti: l'aroma e il colore del miele sono quelli che gli derivano dalle piante "bottinate" dalle api.
  • Seconda conseguenza: dal miele propriamente detto non può essere estratto nessun componente organico od inorganico (ad esempio, il polline), salvo il caso che questo sia necessario per eliminare eventuali sostanze estranee. In questo caso però il prodotto non può essere definito solo "miele" ma va specificato se si tratta di "miele filtrato", o "miele industriale"..

I TIPI DI MIELE
La direttiva comunitaria n. 2001/110/CE introduce una nuova classificazione del miele, in base all'origine e al metodo di produzione o estrazione.
A) PER ORIGINE

  • "miele di fiori o miele di nettare: è ottenuto dal nettare di piante;
  • " miele di melata" proviene principalmente dalle sostanze secrete da insetti succhiatori che si trovano su parti vive di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante.

B) PER METODO DI PRODUZIONE E/O ESTRAZIONE
Una premessa doverosa: il miele può essere estratto dagli alveari e trattato in modi diversi. Comunque, quello migliore è quello sottoposto a basse temperature, perché conserva tutte le sue proprietà nutrizionali originarie che non vengono degradate dall'eccessivo calore. Ecco i tipi di miele che si possono ottenere con le varie tecniche di produzione:

  • "miele di favo": quello immagazzinato dalle api negli alveoli dei favi
  • "miele con pezzi di favo o sezioni di favo nel miele": contiene anche uno o più pezzi di miele in favo;
  • "miele scolato": ottenuto scolando i favi;
  • "miele centrifugato": che si ottiene mediante la centrifugazione dei favi
  • "miele torchiato" per far uscire il miele dai favi si ricorre a una forte pressione o a un riscaldamento che arriva al massimo a 45° C di temperatura.
  • "miele filtrato": è sottoposto alla tecnica della microfiltrazione (la stessa usata per l'acqua o il latte microfiltrati). In pratica, viene fatto passare attraverso una membrana dai fori piccolissimi, che trattengono pollini e impurità. Il risultato è un miele "ripulito" ridotto ad una semplice miscela di zuccheri impoverita da tutti gli apporti oganoletticci e pollinici che che ne fanno un alimento salutare e gli danno aroma e carattere.
  • "miele per uso industriale - unicamente a uso culinario": si tratta di un miele vecchio, sottoposto a cottura ad alte temperature, che per il gusto e l'odore anomali è adatto solo come ingrediente in altri prodotti alimentari.

DA DOVE PROVIENE?
Il miele non è tutto uguale, anzi. A seconda della zona dove viene prodotto e del tipo di fiori bottinato dalle api cambia molto le sue caratteristiche. Proprio per lo stretto legame esistente tra qualità e origine del miele, la Ue ha ritenuto necessario che sull'etichetta sia indicato il paese d'origine in cui il miele è stato raccolto. Ecco le nuove dizioni che si potranno leggere sulle confezioni del miele venduto nei negozi:

  • "miele italiano" (oppure francese, spagnolo, ecc): indica che il prodotto è stato raccolto in alveari situati nella nazione indicata. Possono essere specificate anche la regione di provenienza (ad esempio, Emilia-Romagna) o la zona (ad esempio, Castelli Romani);
  • "miscela di mieli originari della CE": significa che il prodotto è stato ottenuto mescolando mieli provenienti da diversi paesi europei;
  • "miscela di mieli non originari della CE": in questo caso si tratta di un mélange di mieli esclusivamente extracomunitari;
  • "miscela di mieli originari e non originari della CE": il prodotto è frutto del mix di mieli prodotti in Europa e mieli provenienti da altri continenti.

Emerge quindi una possibilità di scelta per il consumatore. Chiunque si orienti su un "miele miscelato" deve sapere che acquista un miele su cui non si ha il coraggio d'indicare con onestà e precisione la zona di produzione; acquista un prodotto frutto di una "rielaborazione di tipo industriale" giust'appunto di una miscelazione.

LE INDICAZIONI FACOLTATIVE
A fianco delle informazioni obbligatorie, la nuova normativa comunitaria ammette anche delle indicazioni facoltative, che riguardano:

  • l'origine floreale o vegetale (ad esempio "miele di acacia" oppure "miele di arancio"): se il prodotto è interamente o principalmente ottenuto dalla pianta indicata e ne possiede le caratteristiche organolettiche, fisico-chimiche e microscopiche;
  • l'origine regionale, territoriale o topografica. Esiste, ad esempio, una linea di mieli biologici sulle cui confezioni sono indicati il nome e cognome degli apicoltori che lo hanno raccolto, la provincia di provenienza, la data di raccolta, i consigli d'uso, la numerazione progressiva del vaso e del lotto e gli abbinamenti gastronomici che ne esaltano il gusto e il profumo.
  • criteri di qualità specifici, come le denominazioni d'origine o i marchi di qualità. E' il caso del miele "da agricoltura biologica" oppure del Miele della Lunigiana, il primo tra quelli prodotti in Italia ad aver ottenuto qualche mese fa la Dop (Denominazione di Origine Protetta).

IN ATTESA DELLA STG
Sono passati oltre due anni da quando, sulla Gazzetta Ufficiale Ue del 12 marzo 2002, è stata pubblicata la richiesta di assegnare la STG (Specialità Tradizionale Garantita) al Miele Vergine Integrale. Ma da allora tutto si è fermato. Eppure, sottolinea la Coldiretti, si tratta di un riconoscimento fondamentale per distinguere il vero miele dalle imitazioni. Il miele vergine integrale è un alimento vivo, non trattato con alte temperature, caratteristico nella sua origine geografica e botanica, molto diverso dal miele proveniente da zone diverse, miscelato e trattato termicamente.

IN PRATICA

  • Le caratteristiche organolettiche e chimiche del miele dipendono dalla pianta d'origine, dalla zona di provenienza, dal periodo in cui viene raccolto, dalla specie di api che lo produce, ma soprattutto dalla tecnica con cui viene realizzato. Invece il colore, il sapore e l'aroma variano in funzione della pianta da cui viene ottenuto.
  • Per comprare un miele di qualità, è meglio preferire quello italiano o quantomeno quello che indica con onestà da dove proviene sapendo che il termine "miscela" equivale ad un prodotto industriale, che riporta anche la data di raccolta o il termine preferibile entro cui consumarlo, e la varietà floreale da cui proviene.
  • Il miele liquido e trasparente non è migliore di quello denso e cristallizzato. Anzi, nei mieli industriali la liquidità viene ottenuta attraverso un trattamento termico, la pastorizzazione, che diminuisce le qualità nutrizionale del prodotto. Gli unici tipi di miele che rimangono liquidi naturalmente per lungo tempo sono quelli di acacia, di castagno e di melata.
  • Deve presentarsi omogeneo. I barattoli con una zona liquida sopra e una solida sotto indicano un prodotto di qualità scadente, troppo umido o vecchio.
  • Un buon miele deve presentare un odore leggermente pungente, un sapore lievemente acre e ricco di sfumature e retrogusti.
  • Mai comprarlo sfuso: la legge stabilisce che tutto il miele destinato ai consumatori deve essere preconfezionato all'origine in contenitori chiusi.
  • E' sempre bene assumerlo insieme a una bevanda, perché lo si metabolizza meglio. Ma la bevanda non dev'essere troppo calda, altrimenti "pastorizza" il miele degradandone i nutrienti.
  • Va conservato in barattoli chiusi (altrimenti fermenta in pochi giorni), lontano dalle fonti di calore.

NUTRIZIONE
Non è un caso se si utilizza l'espressione "sei dolce come il miele": questo prodotto è infatti composto per l'80,3% da glucidi, tra cui fruttosio e glucosio. Il restante 19,7% è composto quasi interamente (18%) da acqua e in misura molto minore da proteine, vitamine, minerali ed enzimi (che lo rendono facilmente digeribile). 100 g apportano 323 calorie.

  • I suoi zuccheri sono assorbiti ed utilizzati facilmente da tutte le cellule dell'organismo fornendo energia di pronto uso: in particolare, il glucosio passa immediatamente nel sangue, mentre il fruttosio si trasforma in glicogeno e si deposita nel fegato, rilasciando nel tempo la sua azione energetica.
  • Il suo potere dolcificante è molto superiore a quello dello zucchero normale (il saccarosio), mentre l'apporto calorico è inferiore del 22% rispetto al saccarosio (che ha circa 400 calorie ogni 100 g). Dunque, il grande vantaggio del miele è che apporta all'organismo delle calorie prontamente disponibili, senza richiedere processi digestivi e senza fornire, nel contempo, sostanze indigeribili o dannose.
  • Zuccheri a parte, l'interesse nutrizionale del miele sta nei suoi componenti minori che, seppur presenti in basse quantità, costituiscono un complesso di sostanze capaci di esercitare un'ampia azione benefica sull'organismo umano.
  • E' un'ottima fonte di energia, aumenta la resistenza e migliora il rendimento fisico.
  • Ha proprietà antisettiche nei confronti dei microbi patogeni per la presenza di acido formico e germicidina (un antibiotico naturale).
  • Grazie all'elevato contenuto di fruttosio, è emolliente e ha proprietà addolcenti e fluidificanti utili per calmare la tosse e lenire le infiammazioni delle vie respiratorie. Inoltre favorisce l'eliminazione delle sostanze tossiche e nocive, aiutando la funzionalità del fegato e la diuresi.
  • Si stanno studiando le sue capacità antiossidanti, legate alla presenza dell'acido citrico e dell'acido formico, che sembrano partecipare ai sistemi di difesa che l'organismo umano attiva contro i radicali liberi.


DA EVIDENZIARE IN ETICHETTA

  • il tipo di miele
  • l'origine geografica o regionale del prodotto
  • l'indicazione della pianta da cui proviene


DIZIONARIO
POLLINE:
l'elemento fecondante maschile del fiore che viene attivamente raccolto da api a questa bottinatura dedicate, che lo comprimono in due piccole borse poste sull'ultimo paio di zampette che poi lo trasportano e conservano nelle cellette del favo nell'alveare. Così facendo le api garantiscono l'impollinazione e la produzione di seme gran parte della flora. E' presente nel miele e nel nettare. Le api se ne nutrono, oltre che di miele, per il suo ricco contenuto di proteine nobili più elevato che quello del rosso d'uovo e nell'alimentazione umana agisce come antiastenico, antidepressivo e tonico dell'umore.


ultima modifica:18 Novembre, 2004 -