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(Varroa
destructor)
VARROA:
CONSIGLI PRIMAVERILI
(4/2001) di
Luca
Allais
Commissione Sanitaria UNAAPI
Se in questo momento della stagione trovassimo
già alveari con una carica di varroe troppo elevata, non
è sicuramente il caso di rinviare il problema ad altri momenti.
La crescita esponenziale del parassita sarebbe infatti in grado
di arrecare gravissimi danni alle famiglie ancor prima che si possa
intervenire con il consueto trattamento tampone estivo. Dubbi su
una eccessiva presenza di varroa devono venire soprattutto a chi
non ha effettuato i trattamenti invernali o ha utilizzato sostanze
a rischio di efficacia oppure ancora a chi si trova in zone dove
il rischio di reinfestazione è molto alto.
Cosa
usare in questo periodo? Non abbiamo una vasta gamma di prodotti
disponibili e dovremo andare per esclusione; fortunatamente i lavori
condotti dalla Commissione Sanitaria dell'UNAAPI ci vengono in aiuto.
Si sconsigliano innanzitutto i principi attivi di sintesi in quanto,
essendo ormai prossimi i raccolti e non potendo rispettare i tempi
di carenza, il rischio di inquinare il miele è troppo elevato.
Si sconsiglia anche l'utilizzo dell'acido formico e del timolo in
quanto l'efficacia è legata alla loro evaporazione. Nel periodo
primaverile le temperature, soprattutto le minime notturne, non
forniscono ancora garanzie di evaporazione ottimale.
Il timolo, inoltre, nel periodo primaverile ha dimostrato di perturbare
assai il normale sviluppo delle famiglie.
Assumono così rilievo i risultati di una recente sperimentazione
condotta dalla Commissione Sanitaria dell'UNAAPI. Lo scorso anno,
come apparso in un recente articolo pubblicato da L'Apis, è
stato testato l'utilizzo dell'acido ossalico una volta al mese per
verificare se tale metodologia applicativa potesse sostituire il
trattamento tampone estivo. I risultati ottenuti sono stati da questo
punto di vista negativi: l'acido ossalico "una volta al mese"
non è in grado di contenere a sufficienza lo sviluppo della
popolazione del parassita ed il trattamento tampone deve comunque
essere effettuato. Però, senza alcun dubbio, una certa azione
di contenimento esiste.
Il
consiglio che si può dare è che limitandoci ad un
solo trattamento mensile con acido ossalico (es. a maggio, a giugno
e a luglio), in corrispondenza del prelievo dei melari, è
possibile portare senza eccessivi danni le api fino al momento canonico
(agosto) in cui effettuare l'intervento tampone estivo. La soluzione
da utilizzare ha i seguenti dosaggi: 1 litro di acqua con 400 grammi
di zucchero e 80 grammi di acido ossalico diidrato. La soluzione
andrà preparata sciogliendo, eventualmente scaldando sul
fuoco, lo zucchero (400 g) in 700 g di acqua; a parte si pongono
gli 80 g di acido ossalico diidrato in un contenitore (va benissimo
una bottiglia) e si aggiungono 300 grammi di acqua calda (è
necessaria una temperatura di 60 70°C); si chiude la bottiglia,
si agita sino ad ottenere una soluzione perfettamente trasparente
che dovrà essere unita allo sciroppo non appena si sarà
raffreddato. La soluzione una volta preparata è stabile e
può essere impiegata nel corso dell'intera campagna dei trattamenti,
avendo cura di agitarla bene prima dell'uso al fine di sciogliere
eventuali cristalli di ossalico, e saltuariamente durante l'impiego
in apiario. La soluzione andrà gocciolata tra i favi, direttamente
sulle api, in ragione di 5 cc per talaino.
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ultima modifica:
04.08.2010
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