mieli d'italia

HOME PAGE SITO 2001-2010
Apicoltura | Indirizzi utili | Miele e prodotti alveare | Servizi

Questa pagina è estratta dal vecchio sito di mieliditalia.it.
Per navigare all'interno del vecchio sito utilizza i link di colore marrone.
Se vuoi navigare nel nuovo sito utilizza i link di colore arancio o VAI AL SITO NUOVO


VARROA: CONSIGLI ESTIVI 2002

Con agosto la lotta alla varroa entra nel vivo. Vi presentiamo, alla luce delle esperienwze passate, la proposta di lotta della Commissione sanitaria UNAAPI.

Eccoci in prossimità del primo intervento, denominato tampone, che la Commissione Sanitaria dell'U.N.A.API. propone nel piano di lotta alla varroa. Sottolineiamo l'importanza di questo intervento: il livello d'infestazione inizia ad essere elevato e, se non abbassato tempestivamente, può compromettere la vitalità delle api che andranno a svernare. Per quanto riguarda i prodotti consigliati, sulla base dei risultati emersi nelle prove condotte nell'estate 2001, il più affidabile rimane l'ApiLifeVar; la commissione sanitaria U.N.A.API. provvederà, anche quest'anno, a verificarne sia l'efficacia, sia il peso delle tavolette.

1- Il corretto posizionamento delle parti di tavoletta é indispensabile per la riuscita dell'interventoAltri prodotti per il trattamento tampone, come IPEREAT e APEDIN VAPOR, si stanno affacciando nel panorama apistico; le ancora scarse ricerche e prove di campo, ed i pochi dati sperimentali pubblicati li collocano ancora nel limbo dell'attesa, pur avendo componenti utilizzabili anche da apicoltori inseriti nella certificazione biologica.
L'ApiLifeVar, come più volte scritto sulle pagine di Lapis, consiste in tavolette di materiale inerte (Oasis) impregnate di oli essenziali: timolo, mentolo, eucaliptolo.
Viene commercializzato dalla Chemicals Laif in buste di plastica sigillate, ognuna contenente due tavolette. Le modalità di trattamento sono: trattare in estate il più presto possibile, non oltre i primi di agosto. Per ogni alveare si impiega una tavoletta, divisa in tre-quattro parti, che vanno posizionate sul listello portafavo. Si devono effettuare tre interventi a distanza di 6-7 giorni (più caldo c'è, minore deve essere l'intervallo).
Per ogni alveare si usano tre tavolette. Alla fine dell'ultimo trattamento è consigliabile eliminare tutti i residui delle tavolette.

E' importante ricordarsi che, per limitare i rischi di saccheggio, occorre trattare contemporaneamente l'intero apiario; a tal fine è, inoltre, necessario che la forza delle famiglie presenti nell'apiario sia omogenea. Evitare il cambio di regine durante il trattamento. Per abituare le api all'odore di timolo alcuni apicoltori preferiscono mettere un giorno prima del trattamento un pezzetto di tavoletta.
Il trattamento è efficace anche in presenza di melario purché la tavoletta venga posizionata sui listelli portafavi del nido.
In quasi tutte le situazioni italiane in agosto non c'è raccolto e pertanto si può togliere il melario; fanno eccezione le zone in cui c'è raccolto di melata o di solidago ed erba medica. In questi casi l'uso dei melari dovrà essere finalizzato o alla costruzione di Al termine del ciclo di interventi con ApiLifeVar é necessario rimuovere i residui delle tavolettefogli cerei o alla produzione di miele per l'alimentazione delle api.

Alternative
Le alternative a questa proposta non sono molte. Apedin Vapor e Ipereat, come precedentemente ricordato, mancano ancora di sufficienti prove sperimentali e delle successive indispensabili verifiche di campo. A tal proposito la Commissione Sanitaria U.N.A.API. provvederà con il programma di lavori in calendario per questa estate a verificare l'efficacia di questi prodotti in modo tale da poter esprimere un giudizio di merito per la prossima stagione.

Luca Allais
Commissione Sanitaria UNAAPI

UNA VECCHIA CONOSCENZA
Da alcune zone giunge notizia che l'Apistan, viene riproposto come prodotto nella lotta alla varroa. La firma produttrice delle strisce ne consiglierebbe l'utilizzo, se abbiamo capito bene, ad anni alterni. Alcuni, memori delle stragi d'api a metà anni novanta, potrebbero interpretare, in effetti, tale proposta quale furbesca operazione di marketing dei produttori e venditori di sciami artificiali per vivacizzare, ulteriormente, il mercato ed i prezzi delle famiglie d'api. Ma questa, così come altre interpretazioni maliziose, non è alla base della discussione su un possibile riutilizzo di fluvalinate. La resistenza della varroa agli acaricidi è oggi, infatti, verificabile con un test di laboratorio messo a punto dall'Università di Udine. Il metodo è così sensibile da consentire di accertare livelli di resistenza percentualmente molto limitati. Pare che, in assenza di principio attivo, gli acari resistenti abbiano capacità riproduttive più limitate e che quindi vi sia, ogni anno, una significativa regressione della resistenza. Tale regressione, vale sottolinearlo, si attua solo e se in un ambito territoriale ben definito nessuno usa quella molecola e se vengono utilizzate molecole diverse dai piretroidi per debellare la varroa. Uno studio, effettuato su popolazioni di varroa della regione Friuli Venezia Giulia, ha accertato la regressione della resistenza (è in corso di pubblicazione il lavoro che documenta tali risultati).
La Commissione Sanitaria dell'UNAAPI, in merito al riutilizzo di Apistan, propone quali elementi da ponderare attentamente:
-Lo studio sulla regressione della resistenza ha valore solo ed unicamente per il territorio ove è stato effettuato ovvero non è tale da consentire di affermare che nel territorio nazionale ci sia stata, con sicurezza, una remissione della resistenza. Potremmo supporlo, laddove avessimo elementi certi che, in effetti, nessuno abbia utilizzato fluvalinate e/o piretroidi negli ultimi anni. La supposizione, in definitiva, conterrebbe non pochi elementi d'azzardo.
- Quando una resistenza si manifesta, può velocemente regredire, a determinate condizioni, ma altrettanto velocemente ricomparire.
- Il fluvalinate ha notevole persistenza; la molecola lascia residui stabili in quantità apprezzabile nella cera. E' una molecola non utilizzabile da parte di chi pratica l'apicoltura biologica.
D'altra parte è utile soffermarsi su alcuni aspetti positivi quali:
-- L'Apistan è uno dei pochi prodotti autorizzati per la lotta alla varroa.
-- In caso di alta infestazione e di insufficiente efficacia di altri preparati può essere preso in considerazione quale arma, con efficacia temporanea, nell'ambito di una logica di più interventi annui contro la varroa.
Chi decidesse di avvalersi di Apistan può considerare, quindi, le seguenti avvertenze di utilizzo:
-- Può, forse, avere un qualche senso, ma solo "una tantum", quale prodotto "tampone".
-- Bisogna essere certi che nessuno, nell'areale in cui si opera, l'abbia usato negli ultimi anni; qualora non si abbia tale informazione il rischio di inefficacia è più rilevante.
-- Non si può essere sicuri sui livelli di efficacia se non dopo averlo utilizzato.
-- Dopo una somministrazione l'efficacia diventerà, con alta probabilità, inadeguata. Potrà, forse, essere riutilizzabile, con un minimo di probabilità di sufficiente efficacia tampone, solo dopo svariati anni dall'utilizzo "una tantum".
-- Le strisce di Apistan devono essere lasciate nell'alveare il tempo strettamente necessario e lontano dal raccolto di miele.
-- Non deve, assolutamente, più essere usato alla vecchia maniera quale unico intervento annuale, ma deve tassativamente essere considerato quale "Tampone" da usare in rotazione ed alternanza con altri principi attivi non appartenenti alla famiglia dei piretroidi.
In conclusione un'arma che potrebbe essere riconsiderata se non fosse che le condizioni per il suo utilizzo sono tali e tante da renderne assai difficile la speranza e la possibilità di un uso oculato e di un risultato efficace.

Commissione Sanitaria UNAAPI

ultima modifica:12 Aprile, 2004 -