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Controllo della Varroa con l'utilizzo di patogeni fungini

"American Bee Journal" n. 10/03: "Varroa control with fungal pathogens" a cura di Lambert H. B. Kanga e Walker A. Jones del Dipartimento di Agricoltura, Servizio Ricerca Agricola, dell'Università di Weslaco, Texas.

Sul numero di ottobre dell'America Bee Journal, è apparsa una nuova ricerca sulla possibilità di contenere la varroa attraverso l'utilizzo di funghi patogeni per l'acaro.
La prima parte dell'articolo indica il parassita Varroa destructor come il più grande problema dell'apicoltura mondiale, su Apis mellifera e cita i danni causati alle colonie: perdite di peso, malformazioni e una durata media della vita delle api minore, oltre ad essere la varroa vettore di altre malattie.
L'articolo prosegue facendo notare come, la particolare biologia di quest'acaro non consente l'uso di molte strategie di lotta e ne indica i difetti: la lotta bio-meccanica (telaino trappola, ecc.) richiede molto lavoro ed ha efficacia variabile; i prodotti chimici quali i piretroidi (es. Apistan), gli organofosforati (es. coumaphos) ed altri utilizzati in apicoltura più o meno legalmente hanno problemi di residui nel miele e/o nella cera oltre che di resistenza dell'acaro agli stessi; gli acidi organici (es. acido ossalico, acido formico) richiedono più applicazioni e molti sono temperatura-dipendenti; gli oli essenziali, infine, (es. timolo) presentano efficacia variabile.
Questo quadro generale, che ha portato enormi problemi alle aziende apistiche, ha fatto sì che si ricercassero metodi alternativi di lotta. Con questo lavoro, gli autori hanno dimostrato che i funghi Hirsutella e Metarhizium offrono nuove promettenti strade per il controllo della varroa.
Strisce ricoperte di basse quantità di spore fungine (4 g di Metarhizium anisopliae per alveare senza covata e 6 g con covata) sono state applicate 2 volte a distanza di 21 giorni. L'efficacia è risultata la stessa dell'Apistan. La mortalità della varroa è stata significativa per oltre 42 giorni ed il picco di cadute si è avuto 3-4 giorni dopo l'applicazione delle strisce con le spore. Al termine delle prove, le colonie trattate con le spore fungine e con Apistan avevano recuperato forza ed avevano una minore quantità di varroa residua rispetto alle colonie di controllo.
I trattamenti con spore fungine, inoltre, non danneggiano né la covata né le giovani api e non impediscono lo sviluppo della colonia né influenzano la dimensione della famiglia. Ciò era già stato dimostrato da studi effettuati in precedenza. Si era visto che, su 2519 api morte e raccolte, il 43% di mortalità era causata da altri funghi, il 27% era dovuto a cause naturali e, solo il 29% della api morte mostrava l'infezione da M. anisopliae, dimostrando così l'innocuità del fungo per contatto ed ingestione che, per contro offre un soddisfacente controllo della varroa negli alveari.
Gli autori prospettano l'utilizzo del fungo nelle strategie di lotta alla varroa e si augurano che i partner dell'industria farmaceutica s'ingegnino nell'offrire un prodotto fungino efficace, economico e di facile applicazione.

(Da L'Apis n.3 - 2004)

4 Agosto, 2010 -