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L'Apis
n.5 - 2003
Ci stiamo avvicinando al periodo estivo,
momento fondamentale per la lotta alla varroa. Proponiamo, come d'abitudine,
le indicazioni operative, accompagnate dalle necessarie considerazioni
sulle variabili ambientali, per affrontare razionalmente e tempestivamente
l'acaro.
Nel periodo estivo la lotta alla varroa entra nel
vivo. E', infatti, di fondamentale importanza intervenire con il trattamento
TAMPONE. L'obiettivo è affrontare una situazione che, se non considerata
in tempo utile, rischia di diventare critica. L'infestazione di varroa
raggiunge, appunto, nel periodo estivo un livello tale da compromettere
lo sviluppo futuro dell'alveare. Ci accontentiamo con questo intervento
di riportare il numero di varroe ad una soglia accettabile (alcune decine),
rimandando al TRATTAMENTO RISOLUTIVO autunnale il compito di azzerarle
completamente o quasi. Il periodo consigliato in cui intervenire, in particolare
nelle zone a clima continentale, è agosto, meglio se con avvio
dei trattamenti all'inizio del mese.
Con quale prodotto? La scelta deve tenere conto di diversi fattori tra
i quali principalmente ricordiamo: il rischio di comparsa di fenomeni
di resistenza della varroa, l'inquinamento che può comportare l'uso
di alcuni principi attivi e la presenza di covata.
Timolo
E' il principio attivo che la Commissione Sanitaria U.N.A.API., anche
per quest'anno, ritiene basilare. L'annata trascorsa ha posto in evidenza
un aspetto di rilevante importanza e che merita di essere sottolineato.
L'azione del timolo, come più volte ricordato, è strettamente
legata alle temperature ed all'umidità. Il principio attivo per
funzionare adeguatamente richiede non solo temperature giornaliere almeno
sui 30 gradi, ma anche temperature notturne non basse. Inoltre quanto
minore è l'umidità tanto maggiore è l'evaporazione.
L'estate scorsa, almeno al nord, è stata invece fresca ed umida,
condizioni non favorevoli all'ottimale efficacia del timolo. Problemi
grossi? Solo se non si è riusciti a pulire a fondo gli alveari
nel periodo autunnale. Chi invece ha potuto operare bene nell'autunno
precedente avrà notato solo una maggiore caduta di acari in occasione
del successivo trattamento con l'ossalico, senza che le api abbiano patito
particolari conseguenze. Questo conferma la stretta interdipendenza tra
il trattamento estivo e quello autunnale: non si può valutare la
riuscita di uno se non alla luce dell'esito del trattamento precedente.
Ribadiamo da tempo che il trattamento con timolo funziona su livelli di
infestazione non superiori alle 2000-3000 varroe.
C'è
chi avanza un sospetto di insorgenza di resistenza della varroa al timolo,
almeno in determinate zone d'Italia. La Commissione Sanitaria dell'U.N.A.API.,
a tal proposito, ha organizzato in collaborazione con istituti di ricerca
prove di efficacia finalizzate alla verifica di tale ipotesi, al momento
ritenuta assai improbabile dai ricercatori.
E' possibile utilizzare timolo sia in preparati commerciali che in formulati
casalinghi. La Commissione Sanitaria dell'U.N.A.API., in collaborazione
con svariate associazioni apistiche territoriali, ha messo a punto diverse
prove, con relativo protocollo, per testare le diverse modalità
di somministrazione del timolo.
Attualmente il timolo è disponibile in due prodotti commerciali:
API-LIFE-VAR e APIGUARD.
L'API-LIFE-VAR è costituito da tavolette di materiale inerte (Oasis)
impregnate di timolo, mentolo ed eucaliptolo. Per ogni alveare si impiega
una tavoletta, divisa in tre-quattro parti, posizionate sul listello portafavo.
Si devono effettuare tre interventi a distanza di 6-7 giorni (più
caldo c'è, minore deve essere l'intervallo). Per ogni alveare si
effettuano tre somministrazioni e si usano, quindi, tre tavolette. E'
indispensabile rimuovere i residui delle tavolette alla fine dell'ultimo
intervento.
L'APIGUARD è un gel brevettato, la cui formulazione consente di
rilasciare il timolo gradualmente. Viene commercializzato dalla ditta
VITA EUROPE sia in vaschette che in secchielli.
Vaschetta: il trattamento da applicare ad ogni alveare consta di 2 somministrazioni,
impiegando ogni volta una vaschetta di Apiguard, a distanza di due settimane.
La vaschetta deve essere aperta e posizionata sui telaini di covata. Andrà
sostituita con una seconda vaschetta dopo due settimane, se vuota, altrimenti
si lascia la vaschetta nell'arnia fino a che il gel non è completamente
scomparso. Il prezzo è elevato e… la vaschetta, richiudendo il
coprifavo, viene schiacciata dallo stesso, rendendo necessario creare
uno spazio, ad esempio capovolgendo il coprifavo se dotato di telaio.
Secchielli: si tratta di secchielli contenenti kg 3 di gel, sufficienti
per 60 alveari. Il gel andrà spalmato su di un supporto (cartone,
plastica…) delle dimensioni di 10x20 cm su cui si stenderanno 25 g di
Apiguard. Il trattamento consta di 2 somministrazioni ad alveare ad intervalli
di una settimana (N.B. l'applicazione diretta sotto il coprifavo è
assolutamente sconsigliata in quanto, in presenza di alte temperature,
si sono verificati effettivi negativi sulle colonie trattate). Rispetto
all'API-LIFE-VAR va segnalato il vantaggio di richiedere due soli interventi
e di non dover procedere alla finale rimozione di residui di prodotto;
per contro ogni singolo intervento è assai più laborioso
e lento, richiedendo una preventiva preparazione di idonei supporti e
la necessità di stendere il prodotto sugli stessi; operazione,
quest'ultima, che può essere condotta solo al momento dell'utilizzo.
Alcune considerazioni conclusive sul timolo. Il trattamento è efficace
anche in presenza di melario purché il prodotto venga posizionato
fra nido e melario. In molti aerali in agosto non c'è raccolto
ed il melario può essere tolto. Fanno eccezione le zone con importazione
di melata e, più raramente, solidago ed erba medica. In questi
casi l'uso dei melari dovrà essere finalizzato o alla costruzione
di fogli cerei o alla produzione di miele per l'alimentazione delle api.
Con
i trattamenti a base di timolo è importante ricordare che, per
limitare i rischi di saccheggio, occorre trattare contemporaneamente l'intero
apiario, che la forza delle famiglie deve essere omogenea e che durante
il trattamento è da evitare il cambio di regine.
La Commissione Sanitaria U.N.A.API sta sperimentando nuove modalità
di somministrazione del timolo (cartoncini impregnati o, semplicemente,
timolo in cristalli sciolto in capsule (da vaso) e come tale inserito
nel nido). I protocolli vengono inviati a tutti coloro che li richiedono
attraverso l'apposito forum nel sito dell'U.N.A.API.: www.mieliditalia.com.
Apistan
E' oggi nuovamente proponibile, almeno per chi non conduce una apicoltura
biologica. Sono però necessarie alcune considerazioni. Alla base
del suo possibile riutilizzo è la certezza della regressione della
resistenza della varroa al fluvalinate sul territorio in cui si opera;
solo un'accurata indagine di campo, condotta da Istituti di ricerca qualificati,
può sgombrare il campo da ogni dubbio. Se, e solo se, la farmacoresistenza
è regredita, l'Apistan può essere utilizzato e per un solo
anno; il riaffermarsi della resistenza è, infatti, velocissimo
(potrà, poi, essere riproposto trascorsi alcuni anni). E' fondamentale
a questo punto essere tutti d'accordo sull'anno in cui utilizzarlo e ciò
è possibile se esiste il coordinamento dell'associazione e se le
indicazioni fornite vengono seguite… Non è facile! Restano comunque
più che note le problematiche connesse ai residui del piretroide
nella cera, ben verificate e conosciute a chi oggi si cimenta nella difficile
ricerca di cera esenta da residui.
Luca Allais
Roberto Barbero
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