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Anche chi
vende miele all'ingrosso è tenuto all'HACCP
(10
ottobre 2001) Chiunque commercializzi il proprio miele è
tenuto, dal 1/4/2000, oltre ai vari adempimenti igienico sanitari
(autorizzazione del sindaco, libretto sanitario aggiornato, ecc.)
all'adozione ed aggiornamento della procedura di autocontrollo HACCP,
pena pesanti sanzioni (fino a 60 milioni). Il decreto Legislativo
336/99 consentiva un'interpretazione tale da escludere da tale obbligo
la produzione primaria.
Per produzione primaria si intende quella ove non vi sia confezionamento
e vendita al consumo ma cessione, in contenitori di varia pezzatura,
a trasformatori e commercializzatori. Con la circolare n 11/2001
del Ministero della Sanità tale interpretazione non è
più possibile in quanto si dice che una serie di strutture
(inclusi i laboratori di smielatura per il miele) sono tenute "all'applicazione
di un sistema di autocontrollo ai sensi delle varie normative verticali...,
pertanto quanto previsto dal D.Lgs 336/99 deve essere inteso come
un integrazione del sistema di autocontrollo già messo in
atto dagli stabilimenti di prima trasformazione".
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