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Il progetto Regionale "Miele di Castagno Piemonte"

(25 novembre 2001) L'essenza arborea Castanea sativa rappresenta uno dei costituenti principali dei boschi di latifoglie dell'Italia del Nord ed in particolare di quelli collinari e pedemontani su tutto il territorio piemontese.
Tra gli areali vocati, italiani e non, la regione Piemonte ha indubbiamente una posizione di spicco perché questa pianta, oltre che trovare climi e suoli particolarmente adatti al suo sviluppo, è espressione storica radicata nella cultura locale.
Fin dai tempi remoti, infatti, la castanicoltura ha assunto nella nostra regione una rilevanza particolare per l'economia agricola delle popolazioni montane e collinari che ricavavano da questa pianta legname per attrezzi di uso quotidiano, ma anche per costruire e riscaldare le case e per estrarre il tannino; foglie per la lettiera e l'alimentazione del bestiame. Specialmente i frutti, le castagne, hanno però sfamato per secoli generazioni di montanari ed hanno costituito la base alimentare delle popolazioni rurali che in esse trovavano rimedio a carestia e povertà, rappresentando una valida alternativa ai cereali quali fonte di energia e proteine.
Per quanto concerne l'apicoltura, da testimonianze scritte si può dedurre che l'uso del miele doveva essere relativamente diffuso negli strati sociali rurali fin da epoche remote, ma anche che fosse ben apprezzato dalle classi più abbienti per le quali lo zucchero importato dall'Oriente costituiva invece un alimento di lusso.
Nell'ambito del territorio piemontese non è un caso che una delle zone di più vecchia tradizione apistica, quale è il cuneese, sia anche l'area dove la castanicoltura ha visto la sua massima diffusione. Si delinea in tal modo un sottile filo di collegamento tra boschi di Castanea sativa e produzione di miele di castagno che porta fino ai nostri giorni. Dopo anni di declino della castanicoltura, dovuto ad una serie di circostanze sfavorevoli di natura fitopatologica e di ordine socio - economico (spopolamento delle aree collinari e montane), dall'inizio degli anni '80 si sta assistendo ad un'inversione di tendenza ed ad un'attiva ripresa della domanda. Laddove la gestione del castagneto risente di una tradizione minore, questa pianta si mantiene comunque come specie boschiva naturalizzata nell'ambito della fascia altitudinale tipica, che va dai 200 agli 800 m s.l.m..
L'importanza apistica del castagno in Piemonte è rilevante e nelle zone in cui la sua diffusione è maggiore si producono cospicue partite di miele monoflora e all'inizio dell'estate il suo polline può costituire il 100% del raccolto.
Per l'apicoltura piemontese la fioritura del castagno rappresenta pertanto un appuntamento tanto sicuro, grazie al lungo periodo interessato, quanto importante per l'abbondanza del raccolto.
Generalmente, dal punto di vista organolettico il miele monoflora di castagno ha sapore piuttosto amaro, non cristallizza o cristallizza molto irregolarmente, è di colore ambrato scuro con la tendenza a diventare sempre più scuro a seconda della presenza più o meno accentuata, in miscela naturale, della melata prodotta sulla stessa pianta.
I mieli di castagno a prevalenza di nettare tendono ad avere un colore più chiaro, un maggiore contenuto di umidità e odore e sapore più accentuati; quando invece è presente la melata, il colore è più scuro, il contenuto di acqua inferiore, odore e aroma sono meno pungenti ed il gusto è meno amaro.
Il miele di castagno prodotto nell'ambito del territorio della regione Piemonte può vantare di possedere caratteristiche qualitative ed organolettiche intermedie e soprattutto singolari, grazie ad una ottimale combinazione di nettare e melata, tale da conferirgli un sapore aromatico equilibrato, arrotondando il retrogusto amaro e l'aroma tannico.
E proprio grazie a queste caratteristiche uniche il miele di castagno piemontese trova ampio impiego in cucina, quale ingrediente di piatti dolci e salati (ad esempio le carni) oppure in abbinamento ad altri cibi (formaggio) producendo un piacevole contrasto.
Data l'ampia fascia vegetazionale occupata, nella sola regione Piemonte, dalla specie arborea Castanea sativa (dall'alta Val d'Ossola alle più meridionali vallate del cuneese fino ai boschi misti collinari e delle aree pedemontane), sia in purezza che in consociazione con altre essenze, la denominazione "castagno del Piemonte", diversamente da quanto avviene per altri prodotti agroalimentari, non può individuare una tipologia dotata di univoche peculiarità.
Nel passato sono state condotte analisi e ricerche sul prodotto "miele di castagno" senza, però, arrivare mai a fornire una visione più dettagliata delle problematiche e delle caratteristiche di questo miele calato nella realtà regionale. Per tale motivo è stato avviato nell'anno 2000 un Progetto piemontese con l'obiettivo di approfondire la conoscenza della realtà produttiva fino a giungere ad una caratterizzazione del "Miele di Castagno del Piemonte".
Il programma dei lavori si articola fondamentalmente in 4 fasi:
1 - Studio conoscitivo del prodotto, mediante un'indagine sulla distribuzione geografica e sulla consistenza economica a livello regionale della produzione di Miele di Castagno, prelievo di campioni ed analisi del contenuto pollinico e dei parametri chimici, fisici ed organolettici.
2 - Individuazione di uno standard qualitativo del "Miele di castagno Piemonte".
3 - Studio di un marchio identificativo del prodotto rispondente alle caratteristiche evidenziate, da impiegare a scopo promozionale.
4 - Studio e produzione di un'etichetta.
Poichè la valorizzazione di una produzione agroalimentare con la funzione di determinarne la specificità e la riconoscibilità da parte del consumatore deve obbligatoriamente partire da un approfondito studio conoscitivo, nel corso dei prossimi mesi si intende proseguire la raccolta di campioni da inviare all'analisi organolettica e di laboratorio.
Coloro che fossero interessati a prendere parte al Progetto potranno contattare i tecnici Aspromiele e fornire n. 2 vasi da 500 grammi ciascuno del miele di castagno prodotto unitamente alla scheda di rilevamento compilata.
Ulderica Grassone

Scarica la scheda di rilevamento (formato word 28 kb) (formato pdf 10 kb)

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Aspromiele - sede operativa - Corso Crimea 69 -15100 Alessandria
Tel 0131-286640


ultima modifica: 4 Agosto, 2010 -