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foto reportage reportage dal mondo dell'apicoltura
UN CENNO SUGLI UNGHERESI
articolo pubblicato sulla rivista francese "Abeilles & Fleurs", maggio 1995. Tradotto da Adele Della Valle

Il corso di formazione apistica attuato dal settembre '93 al giugno '94 si è chiuso con un viaggio di studio in Ungheria a cui hanno partecipato anche numerosi apicoltori professionali.
Il progetto è stato finanziato da: CDEA di Var (Comitato di incoraggiamento all'agricoltura), SRFD (Servizio regionale di formazione e sviluppo), Ministero dell'Agricoltura, le ditte (lckowicz - Bolline - 84), (Nicotplast - Morons Montagne - 39), (Swarm - Boogciel - 78), Cfppa di Hyéres. Ringraziamo il mondo apistico ungherese che ha reso possibile il viaggio.

Storia dell'Ungheria e del miele
Paese socialista, dopo gli avvenimenti della fine degli anni ottanta (perestroika, caduta del muro di Berlino) l'Ungheria, con la prima elezione libera, creò una nuova identità agli inizi degli anni novanta, ed un grande sconvolgimento si ripercosse sulla sua vita sociale ed economica.
Grande paese agricolo ha sempre cercato di svilupparsi differenziando le sue produzioni agricole, forestali ed apistiche.
Le produzioni legate all'apicoltura rappresentano dal 5% al 7% delle esportazioni agricole.
Prima del 1990 l'apicoltura ungherese era controllata in modo monopolistico da Hungaronectar che:
La carnica è docile e non deriva- produceva le attrezzature apistiche;
- seguiva tecnicamente gli apicoltori;
- organizzava la produzione divulgando, tramite un bollettino tecnico di informazione su radio nazionale, dati sull'andamento delle fioriture;
- formava gli apicoltori e gestiva la raccolta e la commercializzazione dei prodotti.
Nel 1983 nacque un piccolo sindacato di apicoltori (il MME) che raggruppava in 93 zone 5.000 apicoltori così suddivisi: 20% degli aderenti con un numero di alveari da 200 a 300 (250.000 alveari); 50% con circa 50 alveari; il 30% con un numero di alveari da 10 a 20.
Attualmente oltre a questo sindacato esistono: un'associazione di allevatori di regine (M.M.O.E.) raggruppante 40 allevatori con una media di 100 alveari per produttore; ed un centro apistico a Godollo composto da un Istituto di ricerche apistiche, una struttura di formazione universitaria apistica e da una struttura di formazione pratica apistica che organizza formazione a distanza per corrispondenza con qualche stage a Godollo.
Nel 1990 più di 50 esportatori di miele si contendevano il mercato. Oggi sono in via di diminuzione. E certi fallimenti hanno apportato danni economici ad alcuni apicoltori.
Sguardo sulle produzioni ungheresi
Con un totale di 600.000 colonie l'Ungheria conta da 25.000 a 30.000 possessori di alveari, una media da 20 a 25 alveari per apicoltore.

Il miele
La produzione annuale di miele è di circa 14-15.000 tonnellate, in media 25 chili per alveare.
Il miele di acacia rappresenta circa l'80% della produzione totale; il restante 20% proviene dalla colza, dal girasole, e vari fiori (tabacco selvatico, tiglio, melata, ecc.).
Il consumo interno di miele è stimato al 10% della produzione, il rimanente è immesso sul mercato internazionale.

Polline UnghereseIl polline
La produzione ungherese annuale è di circa 5 tonnellate, destinate esclusivamente all'esportazione.
L'ape carnica è una grossa allevatrice e raccoglie molto polline: da 10 a 15 kg. per alveare e per anno. Le principali fonti di polline sono: salice, castagno, girasole, facelia (con grandi estensioni messe a coltura), papavero (coltivato per il suo utilizzo medico alimentare), rosolaccio e fruttiferi.

La pappa reale
La produzione è debole: da 10 a 20 chili per anno, con solamente 5-10 produttori.

La propoli
Di lunga tradizione medica e veterinaria questa produzione è stimata in circa 2 tonnellate annue.

Giro d'orizzonte dei prodotti dell'alveare
Il miele viene usualmente sperimentato negli ospedali come medicinale.
Le trappole per il polline sono raccolte ogni giorno. L'ape carnica propolizza o molto poco o niente affatto. Attualmente sul pioppo si ottengono produzioni di 300 grammi/giorno con alveari selezionati. Ci sono due periodi di produzione, primavera ed autunno. La propoli è di color marrone. Circa 50 varietà di pioppi sono state segnalate ai fini di questa produzione.
Altri vegetali sui quali si raccoglie la propoli sono: il salice che dà una propoli giallo limone ed il castagno che dà una propoli rossa. Prima del 1990 il Ministero autorizzava i tests sugli effetti medicamentosi della propoli, test oggi proibiti.
Esisteva una unità di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti a base di propoli a Godollo, ma non è sopravvissuta per ragioni economiche.

Varroa e problemi sanitari
Nelle prime annate di diffusione della varroa venne utilizzato un prodotto a base di Amitraze (Varrescens), la cui efficacia era del 50%, ma fece morire il 50% delle colonie. Nel 1989, nonostante il prodotto fosse vietato dalla legge, si diffuse la produzione di fogli artigianali fumiganti a base di Klartan, al prezzo di 30-40 Forints per anno e per alveare.
Sono autorizzati l'Apistan (costo 240-360 Forints per anno e per alveare) ed il Varroacid, prodotto a base di olii essenziali.
Altro problema sanitario è rappresentato dalle micosi, alle quali le carniche sono particolarmente sensibili. I trattamenti contro questi funghi sono di due tipi: Chino Funin in vaporizzazione (utilizzato anche nella medicina umana contro le micosi dei piedi);
aceto al 10% in vaporizzazione (ben accettato dalle colonie).

Api e pesticidi
Esiste una legislazione molto specifica per i prodotti fitosanitari in Ungheria:
* i prodotti fitosanitari non sono facilmente disponibili. Per ottenerli bisogna avere una formazione specifica e essere autorizzati;
* l'applicazione è molto regolamentata e per utilizzare questi prodotti l'agricoltore deve avvertire gli apicoltori. Le strutture agricole sono grandi e riconosciute e ciò facilita i controlli. In caso di incidenti il ricorso ai tribunali è sistematico.

Regina carnicaL'istituto apistico di Godollo
Creato nel 1899, due anni dopo la nascita dell'Istituto agricolo, è situato in un complesso universitario ed agricolo di 34 ettari e vi lavorano 8 ricercatori. Comprende: una Università agricola, un centro di formazione, un arboreto, un Istituto di meccanica, di batteriologia, di ricerche sperimentali sugli animali ed un museo dell'apicoltura.
Gli istituti agricolo ed apistico, riuniti all'inizio del secolo, raggruppano oggi tre grandi settori di attività: apicoltura, acquacoltura (dal 1967) e alimentazione di conigli e volatili. In tutti i casi si procede alla riproduzione di capi selezionati. I suoi finanziamento provengono per un terzo dalla vendita dei capi selezionati (conigli, volatili ecc.), per un terzo da sovvenzioni (50% statali) e per il restante terzo dai privati.

Selezione e piano di allevamento apistico
La legislazione ungherese proibì le importazioni di api di qualunque origine per salvaguardare la carnica. La selezione è effettuata in stretta collaborazione tra l'istituto di Godollo e gli apicoltori di "M.M.O.E.".
Si hanno attualmente 25 linee (ecotipi di caotica ungherese) e circa 25 allevatori seri collaborano con l'Istituto.
Questo lavoro rigoroso incomincia all'inizio di ciascuna annata apistica. I prelievi, le analisi, le autorizzazioni di allevamento, il controllo della discendenza devono essere conclusi prima dell'inizio della stagione di commercializzazione delle regine.
In questo quadro ogni anno l'allevatore seleziona 5 delle sue colonie su criteri che a lui sono proposti per ciascuna delle sue linee. Queste scelte sono comunicate dall'Istituto che delega un ricercatore nella gestione del controllo dei criteri morfologici delle colonie selezionate. Se queste colonie rispondono alle caratteristiche "Carnica", egli effettuerà nel medesimo momento un prelievo di almeno 100 api immediatamente sottoposte ad analisi biometrica presso il laboratorio dell'istituto.
I principali criteri biometrici sono:
- indice cubitale (da 2,4 a 3); è stata accertata una debole correlazione tra l'indice cubitale e la produttività in miele (da 0,2 a 0,3 kg di miele supplementare); colorazione dell'addome (meno del 4% di api gialle);
- la colorazione gialla (che si tende ad eliminare) proviene probabilmente da colonie di Apis mellifera ligustica introdotte oltre 130 anni fa e non risponde ai bisogni dell'apicoltura ungherese;
- lunghezza della ligula (da 6,5 a 7 mm); si stima una molto forte correlazione tra la lunghezza della ligula e la produttività (2 kg di miele in più per anno per le specie a ligula lunga).
Se i campioni analizzati rispondono a questi criteri biometrici, l'allevatore è autorizzato ad allevare questi ceppi.
Nondimeno:
- se 5 ceppi di ciascuna linea sono selezionati non potrà che allevare solo su tre di essi (a lui la scelta);
- se un solo ceppo risponde a questi criteri egli potrà allevare unicamente quello.
Un alveare pronto per il nomadismoA partire dal momento della scelta l'Istituto invia un telegramma all'allevatore per precisare le colonie sulle quali può lavorare. Dopo la scelta delle prime regine viene effettuato un controllo del peso di 10 regine per ceppo e se il peso è inferiore a 200 mg ne viene sconsigliato l'allevamento (questo difetto è, generalmente, attribuito a non appropriata tecniche di allevamento o a mancanze e difetti morfologici delle regine).
Una correlazione molto forte è stata accertata tra il peso delle regine ed il numero di ovarioli, che deve essere compreso tra 250 e 280.
Questo rigore nella selezione ha permesso di aumentare la produttività da 10 a 15 kg di miele supplementare per anno in media. Il piano di selezione è, tuttavia, costoso: 3.000 Forints per analisi per ceppo, rimborsati dallo stato.

Tecniche di allevamento ali"istituto di Godollo
La tecnica utilizzata è quella del doppio innesto con larve appena schiuse: 38 famiglie di allevamento sono tenute in arnie separate verticalmente in due parti, una con la regina feconda ed una orfana.
L'innesto si esegue con larve di 1-2 giorni.
Il giorno dopo l'introduzione le larve sono prelevate con una pinza curva e sostituite con uova di tre giorni. Il tasso d'accettazione delle larve è del 95%, e del 45% per le uova, 56 cellette sono allevate da un ceppo. Dopo l'opercolazione si pone la covata a 34°C con un'umidità dell'80-90%. Alla nascita, le regine sono nutrite sul fondo dei telai con una miscela di miele (3/4) ed acqua (1/4), qualche ora dopo sono marchiate e, 10 minuti dopo che la regina feconda è stata prelevata, vengono introdotte senza scorte di api e senza protezioni. Se necessita le regine saranno nutrite con candito: 1 kg di miele più 4 kg di zucchero.

Formazione apistica
Si fa per corrispondenza, mediante una serie di libri su biologia, tecnologia, malattie, piante mellifere, allevamento, tre videocassette, questionari da compilare e due stages di una settimana. Sono circa 1.000 le richieste inviate ogni anno e solamente da 20 a 50 i partecipanti.
La scuola dispone di una quindicina di alveari. Gli allievi (20 nel 1993) erano al di sotto dei trent'anni, sei non erano apicoltori, due avevano 200 alveari e gli altri12 possedevano tra 28 e 60 alveari.

Visita ad un allevamento famigliare membro di M.M.O.E. a Tamasi
Questo allevamento famigliare, iniziato 44 anni fa, è gestito da un ingegnere agronomo e si compone di circa 200 alveari. La manodopera è costituita dal padre a tempo parziale, dai figli a tempo pieno (lavorano in azienda dal 1983) e da due donne a metà tempo.
Le produzioni per anno: circa 10 tonnellate di miele, 1.000 regine commercializzate, 100 autoconsumate, 1.000 kg. di polline e pappa reale (l'ingegnere è uno dei più grossi produttori ungheresi di pappa reale).
Il nomadismo è fatto da due persone. Le arnie sono chiuse con una griglia sia superiormente che inferiormente ed il tutto è tenuto con cinghie in modo molto ingegnoso.
Gli alveari sono posti allineati perché non esiste deriva nella carnica. Si pratica la commercializzazione sia all'ingrosso che al dettaglio: la robinia è venduta all'ingrosso a 120 Forints (miele stoccato in fusti), il millefiori è venduto a 90 Forints (più 15% se la richiesta è tanta). Al dettaglio la robinia è venduta a 200 Forints ed il tiglio a 150 Forints.
Il prezzo del miele alla produzione segue il corso del prezzo dello zucchero più il 15%, con variazioni secondo la varietà. L'allevatore costruisce lui stesso i suoi alveari.

Mellifera: Società di commercializzazione del miele per l'esportazione
Fondata nel 1988 da 900 apicoltori, questa struttura conta ogni 1.200 apicoltori e gestisce 3.500 tonnellate di miele, composte per il 50% da miele di robinia.
Il capitale di impresa è stimato in un milione di Forints ed appartiene agli apicoltori.
Le esportazioni si rivolgono a Francia, Austria, Germania, Inghilterra e Giappone.
La Francia importa tra 1.000 e 1.500 tonnellate di miele di robinia per anno. Il millefiori è richiesto principalmente da Germania, Austria e Grecia.
Il miele è confezionato in fusti da 150 kg. Il produttore propone quantità e qualità; due prelievi per fusto effettuati presso il produttore sono inviati uno a Mellifera e l'altro ad un laboratorio privato. Dopo i risultati delle analisi Mellifera fa una proposta di prezzo. Se il produttore è d'accordo si raggruppa il miele che viene poi miscelato e riconfezionato in fusti da 300 kg per l'esportazione. I produttori non sono obbligati a vendere a Mellifera, mentre Mellifera è obbligata ad acquistare dagli apicoltori associati.
I prezzi praticati sono gli stessi che per il resto del mercato, ma il produttore è pagato in contanti al momento del ritiro del miele. Egli può nondimeno avere anticipi dalla tesoreria di Mellifera che pagherà con interessi superiori a quelli bancari.
La destabilizzazione dell'apicoltura ungherese nel quinquennio 1985-1990, periodo in cui Hungaronectar interveniva sul mercato, portò alla disorganizzazione dell'offerta e circa 50 commercianti in miele si spartirono il mercato, proprio nel momento in cui la Cina diventava il più grande esportatore mondiale di miele. Il prezzo del miele cadde del 50%, numerosi invasettatori fallirono trascinando con sé molti apicoltori.
Nel 1993 restavano ancora 32 esportatori di cui 6-7 importanti. Mellifera rappresenta il 33% delle esportazioni in volume di affari ed il 25% in tonnellaggio.
Lo stato sovvenziona le esportazioni al 30%. Per esempio, se il miele di acacia è venduto a 120 Forints all'esportazione Mellifera ne paga 90 Ft e lo stato 30.

L'arboretum
Fondato nel 1902, con lo scopo di introdurre essenze botaniche non esistenti in Ungheria (ad esempio la robinia), occupa oggi una superficie di 350 ettari ed impiega tre persone.
Il suo scopo è di essere un centro di selezione e moltiplicazione di piante (l'Ungheria esporta molto legname). Nell'arboretum sono disponibili numerose specie per la vendita.
Dopo numerosi travagli storici non rimane che il 20% degli alberi piantati all'origine. In Ungheria la foresta copre il 20% del territorio ed il 20% è rappresentato dalla robinia generalmente coltivata per i suoi fusti tagliati all'età di trenta anni ed esportati. I tre obiettivi perseguiti nella selezione della robinia sono: la qualità del legname, il rendimento, l'apicoltura.
La robinia non sopporta i geli troppo precoci in autunno (nel 1962 una sola acacia sopravvisse a Godollo). Per la resa apistica una settimana di fioritura (durata normale) è troppo breve.
La selezione ha permesso di identificare una varietà a fioritura persistente: peccato che la morfologia del fiore non permetta il prelievo di nettare alle api. Bisogna dunque continuare le ricerche per il conseguimento di una nuova varietà che fornisca due fioritura all'anno.
La selezione sulla robinia per l'apicoltura è basata su tre criteri: quantità di fiori, quantità di nettare per fiore, periodo di fioritura in relazione alla precocità ed alla durata.

Museo internazionale dell'apicoltura
Ubicato a Godollo rappresenta una tradizione apistica molto dettagliata ed è un giro obbligatorio per i turisti.


ultima modifica: 4 Agosto, 2010