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L'Apis
n.3 - 2003
Un tour fra aziende leader, attrezzature
ed imprenditività d'avanguardia.
Gran disponibilità al confronto e signorile accoglienza a base
di "cannolicchi", paste di mandorle, magnifici vini e tanto
calore.
Per
un convegno invernale degli apicoltori professionisti, manifestazione
a metà tra impegno lavorativo e svago (per chi è colpito
da "sindrome apistica"), non si poteva scegliere luogo migliore.
La Sicilia, ed in particolare l'area compresa tra le Città del
Miele di Sortino e Zafferana Etnea , superati i forti disagi causati dalla
recente eruzione dell'Etna, hanno saputo offrire una eccellente ospitalità
fatta di simpatia, disponibilità, luoghi intrisi di storia, anche
apistica, e ..., perché no, di buona cucina e magnifica pasticceria.
Saziate così le curiosità eno-gastronomiche, due autobus
hanno condotto tra mete turistiche e visite aziendali l'affollato gruppo
degli apicoltori partecipanti.
Il
benvenuto nella terra degli antichi fasciddari ci è stato dato
con la visita alla Valle dell'Anapo, che ospita la più grande Necropoli
d'Europa della tarda età del bronzo, la Necropoli di Pantalica.
Questo luogo incantato, immerso nel contrasto tra il bianco della roccia
calcarea, custode d'importanti testimonianze del passato, e la rigogliosa
vegetazione che si sviluppa lungo il corso del fiume Anapo, conserva una
"antica posta di fasceddi" ancora in attività. Con l'entusiasmo
di una vita d'apicoltore ci sono state descritte le diverse fasi operative
che caratterizzavano la gestione dei fasciddari: dalla crescita della
colonia alla raccolta del miele (senza ricorso all'apicidio, e vale la
pena sottolinearlo), dal prelievo delle covate per la formazione degli
sciami artificiali al nomadismo a dorso di mulo. Insomma, di bugni villici
i siciliani non ne vogliono sentire parlare perché, a ragione,
gli apicoltori isolani si possono considerare non solo quali eredi della
grande civiltà della Magna Grecia ma, pure quali precursori dell'apicoltura
razionale. Il filmato di documentazione storica della tecnica sicula,
reso disponibile dall'azienda apistica Oliva di Solarino
(presente ai lavori congressuali, in vario modo, con ben tre generazioni)
infine, ha fatto apprezzare la tecnica, la velocità e la capacità
manuale dell'apicoltore nell'eseguire certe delicate operazioni, dal prelievo
dei favetti di covata ..... alla disinvolta manata di letame per la sigillatura
finale dello sportellino!
Lasciato alle spalle questo pregevole assaggio di storia dell'apicoltura
siciliana, è cominciato il tour vero e proprio, ossia quello che
ci ha portati in visita presso quattro significative aziende locali: in
ordine temporale, la Cooperativa Apistica Colibrì di Solarino in
provincia di Siracusa; l'Apicoltura Privitera di Gravina (CT) e l'Azienda
F.lli Coco di Zafferana Etnea e, in chiusura dei lavori, la Cooperativa
Apicoltori Etnei di Zafferana Etnea (CT).
La
Cooperativa Colibrì, che attualmente conta sei soci per un totale
di circa 4000 alveari gestiti in produzione, è stata costituita
nel 1988 con lo scopo preciso di "commercializzare insieme".
Come ci ha spiegato Michele Barbagallo, presidente della cooperativa,
ogni socio gestisce in modo autonomo i propri alveari e, poiché
il reddito dei singoli soci è in funzione del prodotto conferito,
ognuno è incentivato ad aumentare le produzioni e quindi a far
crescere la struttura stessa. La cooperativa si occupa non solo della
produzione di miele, ma offre anche nuclei e servizi di impollinazione
ed alleva regine nel periodo primaverile per immetterle sul mercato, a
partire dal mese di aprile. Con una gestione nomade degli alveari le produzioni
sono ottenute principalmente sulle fioriture d'agrumi, di timo, d'eucaliptus
e di castagno. L'impollinazione è effettuata, invece, in colture
sotto serra, quali meloni, fragole e angurie.
Dal
punto di vista strutturale, la cooperativa ha costruito (senza altra fonte
di finanziamento se non le tasche dei soci) 250 mq di capannone adibito
esclusivamente a laboratorio comune d'estrazione del miele, allo stoccaggio
temporaneo dei melari prima della loro smielatura ed all'immagazzinamento
del miele per il suo conferimento a Conapi. L'opificio, nella pur semplice
tecnica edilizia, è provvisto d'accorgimenti di coibentazione dal
calore per la migliore salvaguardia della qualità del miele, nelle
fasi di lavorazione e stoccaggio. Una semplice rampa consente la miglior
movimentazione e carico e scarico dei bancali dei melari dei soci con
un economico transpallets. L'impianto di estrazione è costituito
da una disopercolatrice, due smelatori da 42, una vasca di decantazione
riscaldata, una pompa a vite ed una pressaopercoli a vite senza fine,
della ditta Cosminox.
Dopo una giornata e mezza di lavori congressuali, durante i quali l'ampia
sala dell'Hotel Emmaus (gestito da squisiti, calorosi e disponibili frati)
è rimasta sempre affollata e nonostante la stanchezza dilagante,
venerdì pomeriggio i soliti due autobus ci hanno portato in visita
presso due aziende apistiche, risollevando l'animo di tutti.
L'Apicoltura
Privitera, certificata biologica, ha sede a Gravina e vanta una rispettabile
tradizione apistica familiare, essendo giunti oramai alla terza generazione
di apicoltori.
L'azienda è nata, infatti, nel 1943 con il nonno che ha dato inizio
ad una gestione professionale dell'apicoltura attrezzandosi con arnie
razionali per la produzione di miele. A quell'epoca la quasi totalità
della produzione veniva infustata e spedita ai commercianti del Nord.
Il papà Giuseppe, e siamo alla seconda generazione, decise di ampliare
il parco api fino agli odierni circa 800 alveari in produzione. L'attuale
Apicoltura Privitera, gestita dai giovani di famiglia con l'aiuto di alcuni
collaboratori, si dedica totalmente alla produzione (oltre che di vino,
olio ecc..) di miele che viene commercializzato interamente al dettaglio,
sia direttamente in azienda, sia attraverso alcuni punti vendita un po'
particolari, come erboristerie e negozi di prodotti siciliani. Il punto
vendita dei prodotti tipici, così come l'attrezzatura fieristico/didattica
(magnifici gli smielatorini con pareti completamente trasparenti), risultano
esemplari e sono valsi quale un intero convegno sulle tecniche e possibilità
di marketing.
Le
produzioni principali di miele sono fatte sulle fioriture di arancio,
sulla, eucalipto e castagno, mentre il timo ed il limone rappresentano
i prodotti di nicchia.
Quando la curiosità e l'eccitazione del confronto avevano provocato
un gran brusio nel locale, nonostante i coloriti quanto espliciti richiami
all'ordine di Panella, improvvisamente tutti hanno taciuto: il signor
La Fata, il collaboratore principale per la conduzione delle api, ha mostrato
uno strumentino geniale, da lui ideato, e prodotto da Cosminox, composto
di due elementi leggeri ed abbinabili, che, con minimo sforzo, consente
di sollevare e slittare in avanti il/i melario/i pieno/i per effettuare
la visita del nido o, con un ulteriore accorgimento, posizionare l'apiscampo
senza sollevare peso.
Per la smielatura l'azienda utilizza attrezzatura Cosminox con un interessante
disopercolatrice a flagelli che ha agevolmente disopercolato, sotto i
nostri occhi, favi freddi di miele d'eucalipto e smelatori con cestello
calibrato in materiale plastico per alimenti, dotati di una sede per i
favi "ad invito", con facilitazione di posizionamento degli
stessi.
E quindi l'azienda dei fratelli Coco di Zafferana Etnea. Questi due fratelli,
appena il più grande ultimò il servizio di leva, iniziarono
a "guardare" una cinquantina di alveari. Era il 1980. La crescita
del numero di alveari fu graduale, seguendo passo passo quella delle capacità
professionali, fino ad oggi che in due persone, con l'aiuto di uno stagionale,
gestiscono circa mille alveari. Mentre per un certo periodo della loro
attività professionale hanno svolto anche servizio d'impollinazione,
attualmente l'azienda è indirizzata unicamente alla produzione
di miele. Il nomadismo è normalmente limitato a due soli spostamenti
nel corso della stagione. Il raccolto principale è, pertanto, l'agrumi,
accompagnato da un 20% circa d'alveari spostati sui fiori di sulla o sul
millefiori, mentre in secondo raccolto metà famiglie sono trasferite
sul castagno e metà su eucaliptus. Le colonie sono, poi, invernate
nelle postazioni dell'ultimo raccolto.
I
4000 melari dell'azienda (ebbene sì, 4 per alveare!), sono smielati
da una linea Thomas con centrifuga tangenziale da 4+4 cestelli. Il miele
prodotto viene successivamente infustato e venduto all'ingrosso.
Assai interessante anche il sistema adottato dai fratelli Coco per la
movimentazione dei melari: attrezzatisi con un numero adeguato di carrellini
Lega, caricano e scaricano agevolmente dal camion, con la pedana idraulica,
i melari impilati sui carrellini che, una volta in laboratorio, sono spostati
senza grande fatica, anche dalle rispettive signore, che si occupano della
smielatura.
Per quanto riguarda la movimentazione degli alveari, in apiario è
del tutto manuale, ma per gli spostamenti sul cassone del camion si utilizza
un carrello sposta-casse ortofrutticolo.
La domenica pomeriggio (nonostante qualche "dolorosa perdita"
causa partenza aerei) tutti, non sazi dalla maratona convegnistica, nuovamente
in pullman per la visita alla più grande realtà associativa
isolana: la Cooperativa Apicoltori Etnei di Zafferana Etnea. Oltre 50
soci conferitori corrispondenti, ci è stato spiegato, a 5/7.000
quintali di miele commercializzato in comune. Gran parte della produzione
è piazzata sul mercato all'ingrosso ma si è avviata da qualche
anno, anche, una significativa e crescente vendita di prodotto confezionato.
La linea di confezionamento della Tecnoalimentare soddisfa, pienamente,
le esigenze di efficienza e produttività. Appositi spazi della
struttura sono, poi, dedicati alla trasformazione della cera in fogli
cerei ed a ben tre linee Thomas d'estrazione del miele, disponibili per
la lavorazione del prodotto degli associati; accorgimento collettivo che
ha consentito l'adeguamento alle normative igienico sanitarie.
Un
bel brindisi con Alfio Cavallaro, presidente della Cooperativa, con tutto
il C.d.A. ed i tantissimi soci, presenti in massa per accoglierci nel
modo migliore, ha posto fine a questo congresso ambulante. E tutti hanno
potuto dedicarsi all'ultima e più piacevole cerimonia: "spazzolare"
le leccornie locali. Ovunque, infatti, oltre agli indirizzi di saluto
ed accoglienza delle autorità ed amministrazioni di Sortino, Zafferana
Etnea, Gravina, Provincia di Catania e Regione Sicilia ci è stato
offerto un magnifico rinfresco che ci ha fatto introiettare, letteralmente,
come l'eccellenza non riguardi, nell'isola, solo il miele.
Interessante osservare come, con bicchiere in mano e biscottino in bocca,
non ci fosse apicoltore che, con sguardo curioso, non fosse impegnato
a fraternizzare ed aggirarsi, per ogni angolo ed anfratto dei locali,
per prendere spunti e fare progetti per la stagione alle porte. La disperazione
e depressione dell'annata precedente é, evidentemente, già
stata, quantomeno in gran parte, rimossa. I veri "Più ottimisti
d'Italia" sono proprio gli Apicoltori!
Andrea Fissore
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ultima modifica:21 Aprile, 2004
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