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Pericolosità e tossicità di diversi agrofarmaci nei confronti delle api

L'argomento di notevole interesse in questi ultimi anni è stato il tema del Convegno organizzato a SS. Angeli del Montello (TV) domenica 7 dicembre 2003.

La valutazione della pericolosità dei pesticidi o agrofarmaci nei confronti delle api è oggi molto importante, infatti questi prodotti di sintesi possono provocare, oltre un danno diretto all'apicoltore, con l'indebolimento della famiglia di api o addirittura dei veri e propri apicidi, una perdita indiretta agli agricoltori, facendo venire meno il servizio di impollinazione offerto da questi pronubi.
Anche se i prodotti chimici di impiego agricolo, una volta immessi sul mercato, sono già stati saggiati per quanto riguarda i loro effetti sulle api, si rende spesso necessaria una sperimentazione di campo svolta nel territorio di impiego, che possa dare ai tecnici regionali delle indicazioni sui prodotti fitosanitari a minor impatto ambientale, soprattutto nei confronti delle api.
Nel corso del 2003 il gruppo di lavoro dell'Istituto Nazionale di Apicoltura (Anna Gloria Sabatini, Roberto Colombo, Giorgia Serra, Francesca Grillenzoni) e del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali (Claudio Porrini, Piotr Medrzycki, Fabio Sgolastra, Donato Tesoriero, Luca Bentivogli), in collaborazione con il Servizio Fitosanitario della Regione Emilia Romagna, ha svolto una serie di sperimentazioni al fine di valutare l'impatto dei recenti agrofarmaci sulle api.
Sono state svolte le seguenti prove sperimentali:

  • Saggio di 2 agrofarmaci (imidacloprid e fluvalinate) in condizioni di pieno campo (melo);
  • Saggio di 14 agrofarmaci alle dosi di campo in condizioni di laboratorio (test di tossicità per ingestione e per contatto indiretto su api adulte);
  • Monitoraggio della mortalità delle api nelle zone viticole delle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

1) Lo studio condotto in condizioni di pieno campo consisteva nel considerare la mortalità (numero di api morte trovate nelle "underbasket") e la forza della famiglia (attraverso il metodo dei sesti) di 4 alveari collocati in due meleti: uno trattato in pre-fioritura con imidacloprid e l'altro trattato con fluvalinate.
Dallo studio effettuato è emerso che sia il fluvalinate, che l'imidacloprid, utilizzati rispettando le condizioni raccomandate dai Servizi Fitosanitari Regionali (trattamento in pre-fioritura con le dosi indicate dai tecnici e sfalcio del cotico), non hanno provocato effetti negativi significativi alle famiglie di api.

2) La sperimentazione in laboratorio dei test di tossicità di 14 agrofarmaci utilizzati comunemente in Emilia Romagna è stata svolta seguendo il protocollo sviluppato da Arzone e Vidano (1980) e modificato secondo alcuni standard EPPO del 1999. I principi attivi, le relative formulazioni e le dosi saggiate (quelle indicate nelle confezioni) sono mostrate nella tabella. Il protocollo prevedeva il saggio dei 14 prodotti più un controllo negativo (solo acqua) e uno positivo (il dimetoato, un prodotto notoriamente tossico per le api alle dosi di campo). I test effettuati erano di due tipi: per ingestione e per contatto indiretto. La prima prova consisteva nell'ingestione di 20 µl di soluzione per ape (solo acqua e zucchero per il testimone negativo e con l'aggiunta del principio attivo alla dose di campo per le altre tesi), mentre nella sperimentazione per contatto indiretto le api venivano lasciate camminare su foglie di melo prelevate da un appezzamento non trattato, e preventivamente irrorate con 200 µl di soluzione con acqua deionizzata (pura per il testimone negativo, addizionata con i prodotti da saggiare per le restanti tesi) per foglia e poi lasciate ad asciugare per 3 ore.
La scelta di effettuare la prova per contatto indiretto, rispetto alla prova per contatto diretto, è dovuta al fatto che, a nostro avviso, tale modalità rispecchia maggiormente le condizioni reali secondo cui le api possono venire a contatto con il fitofarmaco.
I test sono stati svolti utilizzando 3 gabbiette sperimentali per ogni prodotto da saggiare, contenenti ciascuna 10 api bottinatrici mantenute al buio, a 25° C, con 60-70 % di U.R.. Il rilevamento del numero di api morte avveniva ogni 3 ore fino alla 12a ora e ogni 12 ore fino al 3° giorno.
Dai risultati è emerso un andamento della mortalità molto variabile, tra i vari prodotti, nel corso delle ore. Alcuni agrofarmaci hanno provocato una mortalità del 100 % già dopo le prime 3 ore, mentre altri hanno agito più lentamente, per cui fino alla 12a ora la mortalità si manteneva bassa ma poi saliva in modo esponenziale.
Tale comportamento si è verificato nelle prove con gli agrofarmaci microincapsulati (Pennphos 240®, Etilfast® e Fenitrocap®) e un WG (Steward®). L'effetto ritardato, nelle prove per ingestione, è dovuto al fatto che il principio attivo (p. a.) non viene rilasciato dalla microcapsula finché si trova in ambiente acquoso, mentre nella prova per contatto, dove la soluzione acquosa distribuita sulle foglie veniva fatta evaporare prima del contatto con le api, l'effetto negativo di tali pesticidi si è mostrato già alle prime ore. Questi prodotti permettono al p. a. di essere rilasciato più lentamente e quindi di avere un'efficacia più duratura nei confronti dei fitofagi. Considerando che il protocollo prevede di classificare i fitofarmaci in base alla percentuale di mortalità alla 12a ora, corretta con la formula di Schneider-Orelli, i microincapsulati sono risultati leggermente o moderatamente tossici per ingestione. In realtà valutando i dati fino al 3° giorno si nota facilmente che questi prodotti sono tutt'altro che innocui per le api. In futuro sarà quindi opportuno integrare o modificare questi saggi con altre sperimentazioni ad hoc (semicampo o tunnel).

3) Il monitoraggio della mortalità delle api (Porrini et al., 2003) nelle zone viticole nelle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza è stato effettuato, per il secondo anno consecutivo, al fine di valutare eventuali effetti negativi dei trattamenti fitosanitari contro Scaphoideus titanus, vettore del micoplasma che provoca la flavescenza dorata sulla vite. Infatti ogni anno molti apicoltori denunciano danni alle api in corrispondenza dei trattamenti sulla vite nel periodo di giugno-luglio. Il monitoraggio è stato svolto scegliendo tre aree con forte vocazione viticola per provincia, collocando in ognuna due alveari, con funzione di stazione di monitoraggio, corredati di gabbie "underbasket" per la raccolta delle api morte. A cadenza settimanale le api morte trovate nelle gabbie venivano contate e prelevate. Se il numero eccedeva le 250 api morte/stazione/settimana si procedeva all'analisi chimica dei campioni per la ricerca del p. a. responsabile dell'apicidio.
Dai dati ottenuti è risultata che le stazioni più a rischio (considerando il maggior numero di apicidi e i residui di fitofarmaci riscontrati nelle api morte) sono state le seguenti: Imola (zona pianura) (BO), Monte S. Pietro (BO), Valtidona (PC), Rubiera (RE) e Correggio (RE).
Il principio attivo risultato maggiormente presente è stato il fenitrothion (uno dei pesticidi utilizzati comunemente contro la flavescenza), il cui massimo residuo è stato di 2,057 mg/kg di api. Se confrontiamo i dati ottenuti quest'anno con quelli del 2002 si nota che la quantità massima di residuo di p. a. nel 2003 è stato ben 10 volte inferiore rispetto all'anno precedente (2,057 mg/kg contro 19,999 mg/kg), mentre la mortalità massima nel 2003 è scesa da 1823 api morte a 1000. Questi dati sembrano indicare che le prescrizioni tecniche (dosi corrette, trattamento lontano dalla fioritura e sfalcio del cotico sottostante i vigneti) diramate dal Servizio Fitosanitario, abbiano dato dei risultati positivi. Tuttavia tale confronto non è sufficiente per dimostrare un miglioramento della situazione, infatti le postazioni considerate quest'anno non sono tutte le stesse dell'anno scorso ed è possibile che i prodotti utilizzati quest'anno abbia una formulazione che residua meno nelle api e ciò potrebbe giustificare la minore quantità di p. a. trovato nei campioni.
Dai risultati ottenuti da questo studio emerge che gli agrofarmaci, se correttamente impiegati, osservando cioè le norme tecniche, i tempi, le dosi e le condizioni di utilizzo suggerite, non provocano danni alle api. Quando invece questi presupposti non sono rispettati (non sempre è possibile farlo), i prodotti si dividono in due grandi gruppi: a) quelli che provocano danni visibili ma rimediabili; b) quelli che provocano danni ingenti e gravi. Di questi ultimi bisogna cercare di limitare l'uso.
In conclusione possiamo affermare che, oltre a continuare a ribadire l'importanza di eseguire i trattamenti rispettando le norme tecniche, bisogna fornire agli agricoltori una scelta di p. a. a basso impatto ambientale. Le formulazioni dei nuovi fitofarmaci sono in continua evoluzione ed è indispensabile studiarne gli effetti sulle api affinché si riesca a trovare un compromesso tra le esigenze degli agricoltori e quelle degli apicoltori.

Francia: grandi vittorie degli apicoltori!
Gaucho: rimessa in discussione l'autorizzazione per il mais
Fipronil: sospesa l'autorizzazione d'uso
Il Consiglio di Stato francese ha emesso il proprio giudizio mercoledì 31 marzo, annullando la decisione, presa nel gennaio 2003 dal Ministero dell'Agricoltura d'oltralpe, di mantenere l'autorizzazione di immissione sul mercato dell'insetticida Gaucho per il trattamento delle sementi di mais. Il Consiglio di Stato ha ingiunto al Ministero dell'Agricoltura di pronunciarsi nuovamente entro due mesi.
Il 21 gennaio 2003, a seguito della domanda delle associazioni apistiche di ritiro dell'autorizzazione del Gaucho, accusato di decimare le api, il Ministro dell'agricoltura Hervé Gaymard aveva, infatti, rigettato la richiesta e mantenuto l'autorizzazione del prodotto sul mais sulla base del parere della Comitato di studio sulla tossicità. Gli apicoltori avevano allora fatto ricorso al Consiglio di Stato domandando l'annullamento della decisione ministeriale.
La sentenza ora emessa dal Consiglio di Stato ritiene che "il giudizio del Comitato di studio sulla tossicità, sulla cui base il Ministro aveva preso la sua decisione, sia fondato su un metodo di valutazione del rischio che non è adeguato a quanto esige il provvedimento ministeriale del 6 settembre 1994 (...) e che la decisione sul Gaucho è quindi fondata su un errore e deve essere annullata".
Lo Stato è stato quindi condannato a versare 5.000 euro alle associazioni degli apicoltori per le spese legali.
Le associazioni apistiche salutano con gioia tale grande vittoria "fondamentale per gli apicoltori poiché costituisce un richiamo all'ordine di tutta l'amministrazione in merito alle procedure per l'autorizzazione dei prodotti fitosanitari ed apprezzano in particolare il riconoscimento dell'illegalità del metodo di valutazione utilizzato per il Gaucho".
In precedenza il Ministro dell'Ecologia Roselyne Bachelot si era pronunciata per la "soppressione e l'interdizione totale del Regent e del Gaucho" che "minacciano la vita delle api".
Anche il Partito Socialista francese "a causa del rischio per la salute umana, per le specie selvatiche e per l'ambiente" aveva avanzato richiesta di messa fuori legge dei due insetticidi.
Il ministro dell'Agricoltura francese, nel mese di febbraio, aveva deciso di sospendere l'autorizzazione di un altro preparato, parimenti accusato di nuocere gravemente alle api, il Regent, del gruppo BASF, e di altri cinque insetticidi a base di Fipronil. Questa sospensione verrà applicata sino a quando le autorità europee per la sicurezza degli alimenti non avranno riconsiderato l'autorizzazione del Regent.
Il Ministro ha anche deciso di coinvolgere l'Agenzia francese della sicurezza sanitaria degli alimenti (AFSSA) e l'Agenzia dell'ambiente in merito alle osservazioni ed obiezioni sollevate da diversi esperti sul pericolo e sui rischi per le api e per la salute umana connesse all'uso di Fipronil.
Anche il Ministro dell'Agricoltura tedesco, Renate Kuenast, in margine ad una conferenza stampa con il Ministro francese dell'Agricoltura Gaymard, ha comunicato di aver chiesto agli istituti tedeschi di valutare in modo più approfondito gli insetticidi Gaucho e Regent.
Le azioni di BASF Agro hanno subito, a seguito di tale vicenda, un notevole ribasso di quotazione e l'associazione dei sementieri ha avviato una campagna mediatica, supportata da un investimento a molti zeri, al fine di "informare correttamente" l'opinione pubblica.
F. Sgolastra(1), C. Porrini(1), A. G. Sabatini(2)

(1) Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali dell'Università di Bologna
(2) Istituto Nazionale chiattonUldericadi Apicoltura di Bologna

(Da L'Apis n.4 - 2004)

4 Agosto, 2010 -