|
|

HOME PAGE SITO 2001-2010
Apicoltura
| Indirizzi
utili | Miele
e prodotti alveare |
Servizi
Questa
pagina è estratta dal vecchio sito di mieliditalia.it.
Per navigare all'interno del vecchio sito utilizza i link di colore
marrone.
Se vuoi navigare nel nuovo sito utilizza i link di colore arancio
o VAI
AL SITO NUOVO

(Varroa
destructor)
FORMULATI
DI TIMOLO A CONFRONTO
(9/2000) di
Luca
Allais
Nel periodo estivo, l'Aspromiele in collaborazione
con la Commissione Sanitaria U.N.A.API. e l'Istituto Nazionale di
Apicoltura, nell'ambito dell'applicazione del Reg. U.E. 1221/97,
ha proseguito le prove sperimentali per verificare la possibilità
di utilizzare il timolo in soluzione alcolica nella lotta alla varroasi,
iniziate nel 1999. Con una prima sperimentazione nel periodo di
giugno si sono confrontate diverse tipologie di cartoni come supporto
per la soluzione e individuata la corretta superficie sempre di
cartone che assorba esattamente i 10 gr di timolo; successivamente
si sono confrontare le diverse tipologie di trattamento.
Ricerca
del cartone più adatto
Con lo scopo di cercare un supporto adatto per la somministrazione
della soluzione di timolo alcol per il trattamento contro la varroa
nel periodo estivo, sono stati messi a confronto i seguenti tipi
di cartone:

1. TIPO 26 BIANCO VEGETALE SVEDESE
spessore 2,5 mm, peso 983 gr. al foglio, L. 5.380 al kg + IVA (pura
cellulosa).
2. TIPO 26 BIANCO VEGETALE JUGOSLAVO
spessore 2,5 mm, L. 4.000 al kg + IVA (pura cellulosa, più
scarsa della precedente).
3. TIPO 20/AS
spessore 2,4 mm, peso 1064 gr. al foglio (72 cm x 101 cm), L. 1.980
al kg + IVA (cellulosa ricavata dai quotidiani).
4. TIPO 136 GREZZO
spessore 1,2 mm, peso 610 gr al foglio (72 cm x 102 cm), L. 1.300
al kg + IVA (cellulosa da quotidiani con presenza minima anche di
plastica).
5. TIPO TRIPLEX
spessore 1,4 mm, peso 720 gr al foglio (72 cm x 112 cm), L. 1.460
al kg + IVA (due facciate di cellulosa più interno grigio
di cellulosa da stampa, il cartone è per uso alimentare).
Per ciascun tipo di cartone sono state fatte delle prove per determinare
la capacità di assorbimento e la capacità di evaporazione.
Capacità di assorbimento
I cartoncini sono stati preparati tagliandoli in rettangoli con
le dimensioni di 5 x 6 cm. Sono stati pesati e successivamente introdotti
per immersione nella soluzione di alcol timolo e lasciati per un
tempo variabile di 1, 2, 3 e 5 minuti e 1, 12, 24 ore. Al termine
sono stati estratti, lasciati asciugare per qualche minuto e pesati.
Attraverso i risultati ottenuti è stato possibile determinare
quale fosse la superficie di cartone necessaria per introdurre all'interno
dell'alveare i 10 gr di timolo necessari per ogni trattamento.
Confronto di evaporazione
Per ogni tipo di cartone è stata verificata la capacità
di evaporazione.
In cappa alla temperatura di 32°C sono stati fatti evaporare
i cartoncini per 10 giorni. Tutti i giorni sono stati pesati e al
termine del decimo giorno sono stati posti in stufa a 105°C
per verificare che tutto il prodotto fosse evaporato. Inoltre è
stata fatta una prova con tavolette di ApiLifeVar per confrontare
la capacità di evaporazione.
Conclusioni
Dai risultati ottenuti è stato possibile esprimere un primo
giudizio di preferenza sul cartone da impiegare.
Il cartone che assorbe una maggiore quantità di soluzione
per unità di superficie è il tipo 26 bianco vegetale
svedese.
Una striscia di tale cartone delle dimensioni di 20 cm X 6 cm assorbe
esattamente 20 ml di soluzione alcolica contenenti 10 gr di timolo.
Vi è un comportamento uniforme nell'evaporazione dei cartoni
caratterizzato da un forte picco nel primo giorno di evaporazione
e poi un rilascio graduale nei seguenti; le tavolette di ApiLifeVar
hanno una evaporazione più contenuta nel primo giorno che
si mantiene costante nei successivi.
Confronto
tra panni spugna, cartoncini e ApiLifeVar
Individuato
il tipo di cartone più adatto, si sono poste a confronto
diverse metodologie di trattamento estivo contro la varroasi basate
sul timolo cioè Api LifeVar, panni spugna e cartoncini.
I trattamenti sono stati eseguiti su gruppi di alveari costituiti
da 10 alveari ciascuno. Per tutte e tre le tesi il supporto è
stato diviso in 4 parti posizionate sui portafavi ai lati della
covata.
La somministrazione è stata ripetuta dopo 7 giorni e dopo
altri 7 giorni. Il trattamento è durato 21 giorni.
Risultati
Reazione delle api
Non si sono notate particolari differenze tra le tesi a confronto:
le api hanno reagito con una leggera ventilazione all'introduzione
dei prodotti acaricidi.
Non si è osservato nessun allontanamento da parte delle api
e nessun saccheggio.
Mortalità
La
presenza di zampette, ali e residui biancastri trasparenti appartenenti
a pupe sui fondi dei cassettini antivarroa non è stato osservato
in nessuno degli alveari trattati con ApiLifeVar, in numero limitato
(10%) si è manifestato negli alveari trattati con i cartoni,
mentre in percentuali maggiori (50%) è stato osservata negli
alveari trattati con le spugnette.
In corrispondenza del cartone, del panno spugna o della tavoletta
è stato osservato un temporaneo allontanamento relativo solo
ai primi 2 3 gg.
Deposizione della regina
Le regine non hanno manifestato reazione negativa all'introduzione
del prodotto, continuando a deporre normalmente negli alveari.
Reazione al supporto usato per il trattamento
In generale si osserva che i cartoncini e i panni spugna imbevuti
della soluzione non hanno un odore intenso come quello che emanano
le tavolette di ApiLifeVar.
I cartoncini non vengono disgregati dalle api e la propolizzazione
è solo nelle vicinanze del supporto, una volta finito il
trattamento è risultato comodo e veloce l'asportazione del
supporto.
I panni spugna vengono in parte disgregati e in parte propolizzati,
ma in misura maggiore di quelli dei cartoni.
Le tavolette di ApiLifeVar vengono in parte disgregate e la maggiore
propolizzazione necessita di più tempo per la pulizia finale
dei telaini dai residui del supporto.
Caduta delle varroe
La prova ha evidenziato che seppur in maniera limitata e sopportabile
da parte delle api vi è in un 10% degli alveari trattati
con i cartoncini la presenza di residui di pupe sul foglio diagnostico.
Tale percentuale è decisamente maggiore nel caso dell'uso
dei panni spugna (50%). Questo non è stato osservato in nessuno
degli alveari trattati con ApiLifeVar.
L'efficacia media del trattamento è risultata complessivamente
simile tra le diverse tesi messe a confronto variando dall'87% al
91%.
Conclusioni
Dai dati ottenuti si evidenzia che l'efficacia dei supporti usati
è simile e non differisce in modo significativo.

La differenza importante riguarda la diversa reazione da parte delle
api all'introduzione del prodotto negli alveari. Mentre con l'ApiLifeVar
non si manifesta in nessuno degli alveari presenza di frammenti
di covata, con il supporto di cartone un 10% degli alveari manifesta
questo inconveniente anche se appare completamente sopportabile
da parte delle api.
Invece nel caso delle spugnette la percentuale di alveari con frammenti
di covata è decisamente superiore e giustifica le perplessità
sollevate nelle precedenti sperimentazioni su quale fosse il supporto
ottimale per la somministrazione dell'alcol e timolo. Inoltre tale
supporto è in materiale plastico mentre i cartoncini sono
di pura cellulosa ad uso alimentare. Gli inconvenienti manifestati
per la presenza di covata disopercolata sono da imputare alla diversa
evaporazione che si manifesta nei vari supporti. Nel caso dei cartoncini
avviene in modo meno rapido che nei panni spugna.
L'ApiLifeVar si conferma ancora come il prodotto che fornisce i
migliori risultati. Andranno comunque ulteriormente approfondite
conoscenze a riguardo del quantitativo di timolo da introdurre anche
in diverse situazioni da quelle sperimentate come per esempio in
alveari da 10 telai in assenza di melario.
|
ultima modifica:
04.08.2010
-
|
|
|