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DELLE
API E LORO UTILE E DELLA MANIERA DI BEN GOVERNARLE
di
A.M. Tannoja, pubblicato a Napoli nel 1818
a cura di Giorgio Della Valle
Arnia
di Mr. Reomurio in Francia, ed altra di Svezia, e dell'Austria
"Se ho detto esser singolare in tutta Europa l'arnia pugliese,
e più singolare la situazione, e l'economia che si à
in ismelarla, non è, mi si creda, proposizione avanzata.
Non vi è dubbio che ammirabili sono le macchine escogitate,
per conservare, e profittar delle Pecchie, dai Signori
Inglesi, Tedeschi, e Francesi, e da altre Nazioni al di là
de' Monti, ed anche di quà da' nostri Italiani; ma se giustizia
si deve al merito dell'inventore, non ci è del merito bensì
nella cosa inventata: Io, se mettesi da banda la prevenzione, ne
fo giudice il retto giudizio de' medesimi Filosofi italiani, ed
Oltremontani; e mi sottometto a qualunque censura, se l'arnia da
me proposta non è, fuori di eccezione, unicamente utile alle
Api, ed utile, e sommamente utile a chi la possiede, si per la costruzione,
e situazione di già divisata, che nel modo, ed economia,
che si à in ismelarla. Troppo interessato per le Api fu Mr.
Reomurio: e se in Francia abborrito si vede, in molti luoghi, il
detestabile assassinio, e migliorata la coltura delle Api, tutto
è dovuto alle sue instancabili ricerche. Quest'uomo immortale,
che
Simil non vide mai l'età passata,
ne sarà per vederlo la.futura,
mezzo non lasciò per ritrovar un'arnia, che fosse per riuscir
comoda alle Api, ed utile al Proprietario. Quella che, come più
analoga adottò per quest'insetti, è un cono modellato
di sei cerchi, intessuto di paglia di segala, alto pollici 23, e
largo nell'estremità pollici 15. Quest'arnia non è
nuova; ma avendola esso contornata, e fatta sua, non solo venne
applaudita in Francia, ma fu posta in opera, e sommamente encomiata
dalle altre Nazioni. "Queste arnie, dicono Mr. Ligier, e Mr.
Schomel, sono le migliori, e costano meno; resistono alle ingiurie
de' tempi; sono calde, rnaneggievoli, e non stanno soggette a' vermi,
né a generare altre cose, che possono nuocere alle Api: queste
vi stanno con piacere, e lavorano più, che in ogn'altra sorta
di arnia."
La loro economia in ismelarsi, è questa. Voltato caposotto
il cono; ed essendosi fatte rifugiare a forza di fumo le Api in
un cantone di quello, (se pure queste vi ci vanno), si taglia dall'alto
dell'arnia sino al piede un terzo, o la metà di tutti i favi.
Quest'è tutta l'economia. Le Api, come veggonsi scemati i
loro lavori, così li rinfrancano di nuovo: ed essendo propizia
la stagione, si torna a fare il medesimo ufficio anche la seconda
volta: ma nell'Ottobre o non si toccano affatto i favi, o non si
taglia che pochissimo mele, per così dar da vivere alle Api
durante l'inverno.
Per quanto quest'arnia sembri propria a' Signori Francesi, se si
riflette, non è, che troppo nociva così alle Pecchie,
che al Proprietario. Per primo, (e mel condonino questi Signori)
la forma conica è impropria per se stessa, perché
toglie alle Api nell'alto della casa il miglior spazio, che appetiscono
per la riserva del mele. Anche Mr. Valmont de Bomare così
la pensa. Per secondo è molto più impropria la maniera,
con cui si smela. Castrandosi il mele dal di sotto dell'arnia, per
necessità si va a sconvolgere tutta l'economia delle Api.
Per primo vanno a terra i primi ordini delle cere, che come si è
detto, sono come di antemurale della casa. In secondo luogo necessariamente
vanno a male nelle cere, e ne' favi risecati tutt'i cacchioni, uova,
e ninfe, che già sono ne' covini. Per terzo si manomettono
tutti i magazzeni delle cere grezze, vitto sostanzioso delle Api
mancanza positiva di materiale, per poter le Api attendere al lavori
ne' giorni di mal tempo: vale a dire, che non si vien alla tagliata
del mele, che dopo essersi rovinate tante e tante cose interessanti,
ed essenziali. Se ciò faccia buon prò alle Pecchie,
ed al Proprietario, lo giudichi chi à senno; lo giudichi
egli stesso Mr. Reomurio, lo giudichi Mr. Schomel, ed anche si giudichi
da Mr. Ligier, che tanto encomiano quest'arnia. Una tale economia,
per poco che si esamini, chi è che non vegga, che è
assassinio bello e buono, se non totale, almeno è tale in
buona parte. Mi dica di grazia Mr. Reomurio, che à che fare
la rovina della casa, aprir i magazzeni, dissiparne le merci, rovesciare
le sale, e dar morte agl'infantini, se il solo gabinetto è
il fine della roba.
Tai disordini non si veggrono nell'arnia pugliese. In una parola
non vi è cosa, che nuoccia alle Api, o al Proprietario. Tutto
è nel suo ordine: le uova seguitano a schiudere: li cacchioni
non vengono molestati, le ninfe sono nella loro situazione; i magazzeni
delle cere sono in salvo. In somma castrandosi il mele non si vede
nell'arnia veruna novità o sconvolgimento: anzi si può
dire, che le Pecchie sono così ben trattate, che, senza che
si accorgano, si trovano rubate, e ti ringraziano.
Oltre di ciò, che non è poco, vi è cosa di
vantaggio. In Puglia, come dissi, il mele, che si estrae, è
lindo e puro: questo così estratto non può evitarsi
che sia impuro. Qualunque diligenza si faccia, deve restar adulterato
dalle tante schifezze di ninfe, e cacchioni, che confusi ne stanno
negli alveoli delle cere. Se Mr. Reomurio avesse a tanto badato,
e se a tanto badassero i Signori Franzesi, di certo non stimerebbero,
come credono, quest'arnia così a proposito per le Pecchie,
e così utile al Proprietario. Tutta la proprietà di
quest'arnia, in senso di Mr. Reomurio, e tutto il gran vantaggio,
che vi conosce si è, che amandosi il caldo dalle Api, comodamente
si stabiliscono nella parte superiore del cono. Se amano l'altezza
quest'insetti, non e perché vi ritrovano il caldo, ma perché
ivi ripongono tutto ciò che anno di buono.
Analoga all'arnia di Mr. Reomurio è quella di Svezia e l'altra
dell'Austria. Tutte e due rilevansi nella Casa Rustica di Mr. Ligier.
Sono queste di legno; cioè di quattro tavole uguali, inchiodate
insieme, in figura di una cassetta quadra, chiusa di sopra, e di
sotto; ma con l'aprirsi nella parte davanti (vedere figura allegata,
N.d.R.). L'economia in ismelarsi anch'è tale, come la già
detta cioè con positivo danno della covata delle Api, e con
perdita delle cere grezze. Disadatte si vedono anche queste; ma
non sò se se ne à l'idea, in que' luoghi per l'indagine
delle tignuole, e delle cere grezze, e per ogn'altro qualunque malanno,
che alle Api possa accadere. Il mele non è men impuro di
quello di Francia; ne meno è il danno che risulta al proprietario."
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