L'APE
La presenza dell'ape in una stanza è foriera di buone notizie.
In Sicilia, si crede che questi insetti abbandonino le case quando
sta per accadere una disgrazia.
Quando le api sono numerose e pungono molto è segno di prosperità,
quando pungono poco e sono rare, di carestia.
In molti luoghi si ritiene che le api producano miele migliore e
più abbondante se vengono rubate, trovate o regalate.
Affinché le api non si ammalassero, in Friuli e nel Polesine,
si offriva alla Madonna della Parrocchia la metà della prima
cera prodotta dall'alveare.
Nel Milanese, si crede che le api rubate tornino dal proprio padrone,
mentre quelle vendute, no.
Chi in Sardegna le ruba, si dice sia condannato a non avere lumi
accesi accanto al letto di morte.
In Abruzzo, quando le api non vogliono rientrare nell'arnia, è
segno che una donna vi si era seduta sopra; affinché queste
rientrino è sufficiente strofinarvi sopra un paio di mutande
da uomo.
RIMEDI CONTRO LE PUNTURE
I rimedi pratici per calmare il dolore provocato dalle punture delle
api e degli insetti in genere erano quelli di mettere sulla ferita
una gallina nera (nelle Alpi venete) o un topo squartati (nel Friuli).
Nel Mantovano e in altri luoghi della Pianura Padana è ancora
usanza segnare con un coltello, o un altro pezzo di metallo, una
croce sulla parte dolorante, oppure, come era tradizione nel Pavese,
segnare con una chiave tre croci sulla ferita.
In Friuli, si credeva che le punture fossero più pericolose
quando c'è canicola e nei mesi senza erre (da maggio ad agosto).
ALTRE SUPERSTIZIONI
Per curare il gonfiore della milza (splenomegalia), nella campagna
romana si facevano impacchi con miele, vino e sigari napoletani
triti.
(Tratto dal "Dizionario delle Superstizioni:
i pregiudizi degli italiani", Andrea
Malossini, 1996 Garzanti
Ed.) |