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ACIDO OSSALICO PER SUBLIMAZIONE: PROVA SPERIMENTALE CON 1509 COLONIE

Nel pubblicare questo importante lavoro di ricerca sul campo vorremmo sottolineare alcuni elementi per considerarlo dovutamente e cercare di orientarci:
- I risultati corrispondono ad una situazione climatica e di gestione degli alveari molto diversa da quella mediterranea.
- La pericolosità dell'inalazione di acido ossalico non può e non deve essere sottovalutata.
Su questa tecnica di somministrazione dell'acido ossalico nell'inverno 2001/2002 sono state effettuate alcune prime prove anche in Italia che sembrano confermare l'interesse per questa tecnica e che hanno valenza di prove preliminari (un ringraziamento particolare meritano il collega Marcello Ortolani e l'Associazione Romagnola Apicoltori).
In particolare sembrerebbe confermata la limitata, se non nulla, tossicità per le api, elemento di grande interesse sia nelle zone ove si è evidenziata una difficoltà d'uso dell'ossalico per problematiche alle api sia per gli apiari in cui risulti opportuno e consigliabile un secondo trattamento invernale.
La Commissione Sanitaria dell'U.N.A.API. predisporrà un piano, con relativo protocollo, per verificare, nelle varie condizioni climatiche ed apistiche italiane, l'opportunità dell'uso di questa metodica di somministrazione per il trattamento/i invernale con acido ossalico.
Va peraltro segnalato che in stagione, ovvero con temperature più elevate dei quindici gradi, la metodica non è consigliata perché irrealizzabile tecnicamente; anche sul momento ottimale d'utilizzo sarà, quindi, utile predisporre opportune prove sul campo e verifiche in Italia.
Appena saranno disponibili dei risultati provvederemo, come sempre abbiamo fatto, a cercare di tradurli in indicazioni operative.
Nel presentare questo lavoro ci teniamo a sottolineare, una volta di più, come possa portare a risultati significativi la fattiva collaborazione ed interazione apicoltori/ricercatori ammesso che si abbia quale fine della ricerca il raggiungimento di concreti risultati e che si considerino gli apicoltori, e le loro associazioni, partners indispensabili e non semplici oggetti di comunicazioni ex catedra.
F. Panella

Nell'apiario didattico e sperimentale di Fischermühle, dell'associazione Mellifera e.V., si è sviluppato un nuovo metodo di somministrazione dell'acido ossalico per evaporazione.
L'inverno scorso, sono stati condotti diversi progetti di ricerca sull'efficacia contro la varroa, la tolleranza da parte delle api e la sicurezza per l'utilizzatore. Si può comprendere l'importanza di una prova su vasta scala, nel contesto della quale 95 apicoltori di sette paesi europei hanno testato l'evaporatore VARROX della ditta Andermatt BIOCONTROL SA.
Sono stati raccolti e valutati i dati di 1509 colonie trattate.
Ringraziamo coloro che hanno partecipato, poiché, grazie al loro impegno, sono ora disponibili validi risultati sull'evaporazione dell'acido ossalico nella lotta contro la varroa.

Il nuovo metodo
In questi anni, Mellifera e.V., associazione per un'apicoltura naturale, ha sviluppato un nuovo metodo per la lotta contro la varroa e l'ha brevettato. Con questo metodo, cristalli di acido ossalico (acido ossalico diidrato) vengono fatti evaporare nella colonia. Un piccolo evaporatore, alimentato con corrente da una batteria d'auto, è introdotto nell'arnia dalla porticina di volo. L'acido evapora nell'arco di tre minuti. La porticina di volo viene chiusa con una gommapiuma durante il trattamento e per i quindici minuti seguenti. L'evaporatore VARROX serve soprattutto per il trattamento invernale nelle colonie senza covata. Viene anche utilizzato nei nuclei senza covata opercolata. Si sta ancora studiando la sua efficacia su colonie con covata, verso la fine dell'estate. Siccome l'acido ossalico puro è una sostanza che può nuocere alla salute, tossica e corrosiva, è indispensabile indossare occhiali di protezione, una speciale maschera protettiva, guanti ed abiti a manica lunga. Le colonie che sono in apiari a padiglione devono essere trattate dall'esterno ed i padiglioni devono essere ben aerati durante e dopo il trattamento.

Organizzazione delle prove
Nel contesto delle prove, la maggioranza degli apicoltori ha fatto il primo trattamento attorno al 25 novembre 2000. Per poter effettuare confronti, sono state fatte evaporare diverse quantità d'acido ossalico e sono anche stati effettuati dei trattamenti con Perizin. Per il tabella 1controllo 153 colonie sono restate, inizialmente, non trattate (testimoni). Per ottenere risultati comparabili, ogni apicoltore ha ricevuto delle capsule di acido ossalico contenenti ciascuna 1.4 grammi di acido. Il trattamento di verifica ha mostrato quanti acari non sono stati eliminati in occasione del primo trattamento ed ha permesso di determinare il tasso d'efficacia del primo trattamento. Il tasso di efficacia è indicato nella tabella 1. Quando ha avuto luogo una sola evaporazione, il 95% degli acari sono stati uccisi. Le percentuali forniscono dei valori medi per i quali bisogna tener presente che alcune colonie presentavano covata opercolata. Un confronto fra l'efficacia nelle colonie con e in quelle senza covata viene descritto nella tabella della pagina seguente.
L'efficacia dell'acido ossalico evaporato ha un'evoluzione caratteristica, diversa da quella del Perizin o dell'Amitraz (grafico 1).
grafico 1 Al momento dell'evaporazione, gli acari non cadono immediatamente dopo il trattamento, ma in compenso l'efficacia dura più a lungo che dopo il trattamento con Perizin. Non è attribuibile alcuna significatività al risultato dei trattamenti con Amitraz e Perizin, poiché solo 16 colonie sono state trattate con questi prodotti. Dato che alcuni apicoltori hanno effettuato il trattamento in modo diverso da quanto previsto in origine, il numero di ripetizioni d'alcune varianti è diventato purtroppo molto limitato.

Efficacia dell'evaporazione dell'acido ossalico in presenza di covata in inverno
Se si differenziano le diverse condizioni di covata delle colonie trattate, si verifica, nelle colonie senza covata, un successo pari al 95.9 % nella lotta. Nelle colonie con covata, l'efficacia è del 92% (cf. grafico 2).
grafico 2 e 3 Numerose colonie avevano covata in diversi favi, ma non ci sono dati esatti sulle proporzioni delle covate. Le temperature in novembre e dicembre erano straordinariamente alte e le colonie, in alcuni apiari effettuavano anche voli per la raccolta del polline
Nella pratica della somministrazione per evaporazione dell'acido ossalico l'indicazione che emerge è: quando non è chiaro se le colonie hanno, ancora, covata o se si è in presenza di un attacco di varroasi molto forte, sarebbe necessario effettuare un secondo trattamento, circa due settimane dopo il primo. La tolleranza da parte delle api è ottima, per cui una ripetizione del trattamento non pone alcun problema.
Efficacia dell'evaporazione d'acido ossalico in arnie di forma diversa
Data la gran quantità di dati disponibili, è stato possibile valutare se l'efficacia dell'evaporazione dell'acido ossalico poteva essere correlata con i diversi tipi d'arnia. Nel grafico 3, i dati delle colonie sono raggruppati in questo modo. Si sono rilevate solo minime differenze in termini d'efficacia. Per ciascun tipo di arnia, viene indicata l'efficacia di 1.4 g e 2.8 g di acido ossalico. Sorprendentemente, l'efficacia non dipende dalla quantità d'acido ossalico impiegato (1.4 o 2.8 grammi).
Nel gruppo "arnie inusuali", il tasso d'efficacia risultava un poco inferiore. Poiché tale categoria raggruppa i dati di 37 colonie in arnie diverse ed inusuali, non si attribuirà alcuna importanza a tale risultato. Si rimarca, invece, un'efficacia inferiore negli alveari Dadant (165 colonie). Il volume amplio di questo tipo di alveare non è all'origine della minore efficacia. Le arnie a due corpi, che hanno un volume ancora più grande rispetto agli alveari Dadant presentano un'efficacia maggiore (531 colonie). Si è verificato che non ci fossero, soprattutto, colonie con covata negli alveari Dadant, al momento del trattamento, ma non era questa la ragione. Non si è potuto trarre alcuna conclusione in grado di spiegare l'efficacia, leggermente, inferiore nelle arnie Dadant.
Thomas Radetzki e Markus Bärmann, Mellifera e.V,
Fischermühle, 72348 Rosenfeld

grafico 3Ringraziamento
Un grande grazie agli apicoltori che, nelle prove, sono stati laboriosi ed assidui quanto le nostre api ed ai collaboratori che hanno registrato e valutato due volte circa 70'000 dati. Un grazie anche ai membri dell'associazione Mellifera e.V, che ha sostenuto questa ricerca.

 



Indirizzi
Andermatt Biocontrol AG, Stahlermatten 6, CH 6146 Grossdietwil, Tel 062-9175000, Fax 062-9175001, Email sales@biocontrol.ch, www.biocontrol.ch
Mellifera e.V., Association pour une apiculture adaptée aux abeilles, Fischermühle, 72348 Rosenfeld, Allemane, Tel 07428-935460, Fax 07428-935450, Email info@mellifera.de, www.mellifera.de
Bibliografia:
1) Radetzki, T., Varroa Control by evaporation of Oxalic Acid in the hive, York 6/01
http://www.mellifera.de
http://www.apis.admin.ch/english/host/hostwillk.htm
2) Radetzki, T. et al., Neue Anwendungstechnik in der Testphase, ADIZ 11/99


ultima modifica:20 Ottobre, 2002 -