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Nel
pubblicare questo importante lavoro di ricerca sul campo vorremmo sottolineare
alcuni elementi per considerarlo dovutamente e cercare di orientarci:
- I risultati corrispondono ad una situazione climatica e di gestione
degli alveari molto diversa da quella mediterranea.
- La pericolosità dell'inalazione di acido ossalico non può
e non deve essere sottovalutata.
Su questa tecnica di somministrazione dell'acido ossalico nell'inverno
2001/2002 sono state effettuate alcune prime prove anche in Italia che
sembrano confermare l'interesse per questa tecnica e che hanno valenza
di prove preliminari (un ringraziamento particolare meritano il collega
Marcello Ortolani e l'Associazione Romagnola Apicoltori).
In particolare sembrerebbe confermata la limitata, se non nulla, tossicità
per le api, elemento di grande interesse sia nelle zone ove si è
evidenziata una difficoltà d'uso dell'ossalico per problematiche
alle api sia per gli apiari in cui risulti opportuno e consigliabile un
secondo trattamento invernale.
La Commissione Sanitaria dell'U.N.A.API. predisporrà un piano,
con relativo protocollo, per verificare, nelle varie condizioni climatiche
ed apistiche italiane, l'opportunità dell'uso di questa metodica
di somministrazione per il trattamento/i invernale con acido ossalico.
Va peraltro segnalato che in stagione, ovvero con temperature più
elevate dei quindici gradi, la metodica non è consigliata perché
irrealizzabile tecnicamente; anche sul momento ottimale d'utilizzo sarà,
quindi, utile predisporre opportune prove sul campo e verifiche in Italia.
Appena saranno disponibili dei risultati provvederemo, come sempre abbiamo
fatto, a cercare di tradurli in indicazioni operative.
Nel presentare questo lavoro ci teniamo a sottolineare, una volta di più,
come possa portare a risultati significativi la fattiva collaborazione
ed interazione apicoltori/ricercatori ammesso che si abbia quale fine
della ricerca il raggiungimento di concreti risultati e che si considerino
gli apicoltori, e le loro associazioni, partners indispensabili e non
semplici oggetti di comunicazioni ex catedra.
F. Panella
Nell'apiario didattico e sperimentale di Fischermühle,
dell'associazione Mellifera e.V., si è sviluppato un nuovo metodo
di somministrazione dell'acido ossalico per evaporazione.
L'inverno scorso, sono stati condotti diversi progetti di ricerca sull'efficacia
contro la varroa, la tolleranza da parte delle api e la sicurezza per
l'utilizzatore. Si può comprendere l'importanza di una prova su
vasta scala, nel contesto della quale 95 apicoltori di sette paesi europei
hanno testato l'evaporatore VARROX della ditta Andermatt BIOCONTROL SA.
Sono stati raccolti e valutati i dati di 1509 colonie trattate.
Ringraziamo coloro che hanno partecipato, poiché, grazie al loro
impegno, sono ora disponibili validi risultati sull'evaporazione dell'acido
ossalico nella lotta contro la varroa.
Il nuovo metodo
In questi anni, Mellifera e.V., associazione per un'apicoltura naturale,
ha sviluppato un nuovo metodo per la lotta contro la varroa e l'ha brevettato.
Con questo metodo, cristalli di acido ossalico (acido ossalico diidrato)
vengono fatti evaporare nella colonia. Un piccolo evaporatore, alimentato
con corrente da una batteria d'auto, è introdotto nell'arnia dalla
porticina di volo. L'acido evapora nell'arco di tre minuti. La porticina
di volo viene chiusa con una gommapiuma durante il trattamento e per i
quindici minuti seguenti. L'evaporatore VARROX serve soprattutto per il
trattamento invernale nelle colonie senza covata. Viene anche utilizzato
nei nuclei senza covata opercolata. Si sta ancora studiando la sua efficacia
su colonie con covata, verso la fine dell'estate. Siccome l'acido ossalico
puro è una sostanza che può nuocere alla salute, tossica
e corrosiva, è indispensabile indossare occhiali di protezione,
una speciale maschera protettiva, guanti ed abiti a manica lunga. Le colonie
che sono in apiari a padiglione devono essere trattate dall'esterno ed
i padiglioni devono essere ben aerati durante e dopo il trattamento.
Organizzazione delle prove
Nel contesto delle prove, la maggioranza degli apicoltori ha fatto il
primo trattamento attorno al 25 novembre 2000. Per poter effettuare confronti,
sono state fatte evaporare diverse quantità d'acido ossalico e
sono anche stati effettuati dei trattamenti con Perizin. Per il controllo
153 colonie sono restate, inizialmente, non trattate (testimoni). Per
ottenere risultati comparabili, ogni apicoltore ha ricevuto delle capsule
di acido ossalico contenenti ciascuna 1.4 grammi di acido. Il trattamento
di verifica ha mostrato quanti acari non sono stati eliminati in occasione
del primo trattamento ed ha permesso di determinare il tasso d'efficacia
del primo trattamento. Il tasso di efficacia è indicato nella tabella
1. Quando ha avuto luogo una sola evaporazione, il 95% degli acari sono
stati uccisi. Le percentuali forniscono dei valori medi per i quali bisogna
tener presente che alcune colonie presentavano covata opercolata. Un confronto
fra l'efficacia nelle colonie con e in quelle senza covata viene descritto
nella tabella della pagina seguente.
L'efficacia dell'acido ossalico evaporato ha un'evoluzione caratteristica,
diversa da quella del Perizin o dell'Amitraz (grafico 1).
Al momento dell'evaporazione, gli acari non cadono immediatamente dopo
il trattamento, ma in compenso l'efficacia dura più a lungo che
dopo il trattamento con Perizin. Non è attribuibile alcuna significatività
al risultato dei trattamenti con Amitraz e Perizin, poiché solo
16 colonie sono state trattate con questi prodotti. Dato che alcuni apicoltori
hanno effettuato il trattamento in modo diverso da quanto previsto in
origine, il numero di ripetizioni d'alcune varianti è diventato
purtroppo molto limitato.
Efficacia dell'evaporazione
dell'acido ossalico in presenza di covata in inverno
Se si differenziano le diverse condizioni di covata delle colonie trattate,
si verifica, nelle colonie senza covata, un successo pari al 95.9 % nella
lotta. Nelle colonie con covata, l'efficacia è del 92% (cf. grafico
2).
Numerose colonie avevano covata in diversi favi, ma non ci sono dati esatti
sulle proporzioni delle covate. Le temperature in novembre e dicembre
erano straordinariamente alte e le colonie, in alcuni apiari effettuavano
anche voli per la raccolta del polline
Nella pratica della somministrazione per evaporazione dell'acido ossalico
l'indicazione che emerge è: quando non è chiaro se le colonie
hanno, ancora, covata o se si è in presenza di un attacco di varroasi
molto forte, sarebbe necessario effettuare un secondo trattamento, circa
due settimane dopo il primo. La tolleranza da parte delle api è
ottima, per cui una ripetizione del trattamento non pone alcun problema.
Efficacia dell'evaporazione d'acido ossalico in arnie di forma diversa
Data la gran quantità di dati disponibili, è stato possibile
valutare se l'efficacia dell'evaporazione dell'acido ossalico poteva essere
correlata con i diversi tipi d'arnia. Nel grafico 3, i dati delle colonie
sono raggruppati in questo modo. Si sono rilevate solo minime differenze
in termini d'efficacia. Per ciascun tipo di arnia, viene indicata l'efficacia
di 1.4 g e 2.8 g di acido ossalico. Sorprendentemente, l'efficacia non
dipende dalla quantità d'acido ossalico impiegato (1.4 o 2.8 grammi).
Nel gruppo "arnie inusuali", il tasso d'efficacia risultava
un poco inferiore. Poiché tale categoria raggruppa i dati di 37
colonie in arnie diverse ed inusuali, non si attribuirà alcuna
importanza a tale risultato. Si rimarca, invece, un'efficacia inferiore
negli alveari Dadant (165 colonie). Il volume amplio di questo tipo di
alveare non è all'origine della minore efficacia. Le arnie a due
corpi, che hanno un volume ancora più grande rispetto agli alveari
Dadant presentano un'efficacia maggiore (531 colonie). Si è verificato
che non ci fossero, soprattutto, colonie con covata negli alveari Dadant,
al momento del trattamento, ma non era questa la ragione. Non si è
potuto trarre alcuna conclusione in grado di spiegare l'efficacia, leggermente,
inferiore nelle arnie Dadant.
Thomas Radetzki e Markus Bärmann, Mellifera e.V,
Fischermühle, 72348 Rosenfeld
Ringraziamento
Un grande grazie agli apicoltori che, nelle prove, sono stati laboriosi
ed assidui quanto le nostre api ed ai collaboratori che hanno registrato
e valutato due volte circa 70'000 dati. Un grazie anche ai membri dell'associazione
Mellifera e.V, che ha sostenuto questa ricerca.
Indirizzi
Andermatt Biocontrol AG, Stahlermatten 6, CH 6146 Grossdietwil, Tel 062-9175000,
Fax 062-9175001, Email sales@biocontrol.ch,
www.biocontrol.ch
Mellifera e.V., Association pour une apiculture adaptée aux abeilles,
Fischermühle, 72348 Rosenfeld, Allemane, Tel 07428-935460, Fax 07428-935450,
Email info@mellifera.de,
www.mellifera.de
Bibliografia:
1) Radetzki, T., Varroa Control by evaporation of Oxalic Acid in the hive,
York 6/01
http://www.mellifera.de
http://www.apis.admin.ch/english/host/hostwillk.htm
2) Radetzki, T. et al., Neue Anwendungstechnik in der Testphase, ADIZ
11/99
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ultima modifica:20 Ottobre, 2002
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