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LA STRAGE DI API |
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...e dicono che aumenta la nostra
...qualità della vita
Al Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali
Al Ministero della Sanità, D.A.S.P.V.
Ai Servizi Fitosanitari regionali
Novi Ligure, 23 Luglio 2002
Oggetto: Strage d'api - Basta!
A seguito di numerose segnalazioni, da parte d'apicoltori, d'episodi di
morte e/o spopolamento di famiglie d'api in concomitanza ed a seguito
dei trattamenti obbligatori per la lotta alla flavescenza dorata della
vite e del vettore Scaphoideus titanus, abbiamo potuto verificare la drammaticità
della situazione in vasti aerali in particolare del Veneto e del Piemonte,
nel corso della campagna 2002.
I trattamenti nei vigneti sono effettuati utilizzando principi attivi
quali chlopyrifos, ethoprophos e fenitrothion che sono classificati come
altamente tossici per le api. Generalmente i vigneti non erano più
in fioritura all'epoca del trattamento e non presentavano flora sottostante.
Si è notato che i fenomeni di mortalità delle api sono d'intensità
ed origine assai incostante; non si ha, però, alcuna impressione
d'impatto negativo sulle api in caso dei trattamenti con piretro.
Pur consci della gravità di questa malattia della vite si sottolinea
che la ricaduta ambientale della strategia di lotta prescelta è
di portata inaccettabile, come evidenziato dall'impossibilità per
l'ape di sopravvivere in un contesto che veda la presenza di vigneti nel
raggio di tre km.
Se l'attenzione alla sopravvivenza dell'ape e di chi l'alleva ed accudisce
da parte dei pubblici responsabili resterà del segno fino ad oggi
manifestato ci vedremo costretti a farne oggetto di una campagna comunicazionale
del tipo di quella che ha colpito la cultura del melo.
Affermare un'accezione pubblica di pericolosità e dannosità
del sistema produttivo vigna potrebbe avere non poche conseguenze
Certo che attiverete gli opportuni controlli ed un'adeguata correzione
di rotta porgo:
Distinti saluti.
Francesco Panella
Presidente U.N.A.API.
Nuove, gravi, mortalità d'api a seguito di trattamenti sui vigneti
contro l'insetto vettore del virus della flavescenza dorata.
All'U.N.A.API. sono pervenute denuncie di
gravi spopolamenti e morie di famiglie d'api, nella seconda metà
di giugno da Veneto e Piemonte.
Le zone con i danni più gravi ed estesi sono Valpollicella e l'appennino
alessandrino.
Lo spettacolo è desolante: davanti agli alveari un tappeto di api
morte Con la lingua estroflessa e famiglie d'api notevolmente ridotte
nella popolazione.
Non c'è alcun rischio di contaminazioni del miele poichè
le api muoiono in breve tempo quando giungono a contatto con le molecole
tossiche che vengono irrorate nei vigneti;le famiglie si presentano quindi
senza api e senza miele.
Lo scorso anno si è verificata analogo fenomeno ed i controlli
effettuati dal servizio fitosanitario piemontese, a seguito delle denuncie
degli apicoltori, hanno permesso d'individuare un principio attivo altamente
tossico nei campioni d'api morte.
A quanto pare, nell'indifferenza dei più, saremo costretti a veder
ripetere, ogni anno, questo desolante scenario.
L'U.N.A.API.ha ragione di ritenere che questo fenomeno sia la punta dell'iceberg
di un grave scompenso ambientale. Le api (come le farfalle)sono semplicemente,
infatti, fra gli insetti più fragili e delicati (al contrario di
formiche e termiti ad esempio). Le mortalità d'api sono, pertanto,un
segnale d'allarme e l' indicatore dell'eliminazione della vita nelle migliaia
di ettari di vigneto del nord d'Italia.
Auspichiamo che nel conto economico della difesa del vigneto si ponga
nel giusto risalto la necessità di preservare gli equilibri ambientali
ed i cicli biologici delle varie forma di vita.
Alternative di lotta fitosanitaria per i vigneti possano essere costruite
solo se e quando sarà tenuto nel debito conto il, grave, segnale
che ci perviene dalla morte delle api.
Non è proponibile che siano considerati, solo, i notevoli interessi
economici che sono connessi alla produzione enologica italiana e non siano
adeguatamente considerate precauzioni per l'equilibrio ambientale e non
è concepibile che siano così limitate le preoccupazioni
per un settore produttivo, piccolo, come l'apicoltura in termini di produzione
economica diretta ma indispensabile per l'impollinazione di tante culture
ed essenze spontanee.
A fronte di una andamento climatico completamente capovolto che non consente
più le produzioni di miele abituali fino a pochi anni fa e ad una
crescente mortalità delle api per fenomeni vari ed estesi di polluzione
ambientale i produttori italiani di miele chiedono di non essere più
considerati" figli di un Dio minore".
Altri
articoli sull'argomento:
Panella
intervistato dal Corriere
| Imidacloprid e ambiente
| Nuovi avvelenamenti
primaverili di apiari | Apicoltori
figli di un dio minore | Morie
di api in Francia | Effetti
dell'Imidacloprid nei confronti delle api | Gaucho
2000 - 1999 - 1998
| Imidacloprid a difesa
del verde pubblico? | Dove
sono finite le api? |
Gaucho tossico anche sul mais
Link utili:
Les
apiculteurs accusent un insecticide de tuer les abeilles.
Le Monde, 24 giugno 2002.
Un
producteur du Gers : "Je me pose la question d'arrêter".
Le Monde, 24 giugno 2002.
Trois
questions à Jean-Marie Sirvins: En tant que responsable de l'Union
nationale des apiculteurs français, que reprochez-vous au Gaucho?
Le Monde, 24 giugno 2002.
Les
abeilles, suite. Le Monde, 24 giugno 2002.
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ultima modifica:10 Aprile, 2004
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