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icona tradizioni storia e tradizioni

 

PUGLIA: IL SIMBOLISMO DEL MIELE E DELLE API

L'interessante viaggio storico di L. N. Masetti nella Puglia del passato si conclude con una rassegna sui blasoni raffiguranti l'ape e con alcune considerazioni sul futuro del patrimonio storico apistico della Puglia.

Abbiamo visto che nel Medio Evo il simbolismo dell'ape ricopriva sia in Puglia che in altre regioni dell'Italia Meridionale, un ruolo liturgico molto importante nella benedizione del cero pasquale.

blasoni Puglia blasoni Puglia blasoni Puglia

I blasoni di certe famiglie e di diverse cittadine fanno riferimento all'ape e all'apicoltura come quello della famiglia Jamele ed i centri agricoli di Melissano e di Melendugno.
Cinto da due ricchi corni di abbondanza questo blasone rappresenta probabilmente la fusione di due grandi famiglie come indicato dai due leoni nascenti, il campo di azzurro diviso in due e la radice comune del nome JAMELE = Il Miele.
Una di questa famiglia è rappresentata da cinque api mentre l'altra si accontentava di 5 stelle senza rinunciare tuttavia al MELE = miele!
Città di Melissano: il suo emblema è rappresentato da un'ape e tre bacche di carrubo ed è sostenuto da un ramo di questa pianta e da uno di melissa. Il carrubo è un albero tipico del luogo ed i suoi frutti erano utilizzati come alimentazione per gli equini ma anche per estrarre una farina che era utilizzata in pasticceria.
La melissa, che attira irresistibilmente le api, dava un miele fine e molto apprezzato che era esportato in parecchi paesi.
Città di Melendugno. Nella seconda metà del seicento, Gerolamo Marciano scriveva:
Questa città è chiamata così per il miele che v' è prodotto e che è migliore di quello dell'Attica, di Iblea e del Monte Imetto. Era celebrato dai vecchi perché il paese abbonda di timo, rosmarino ed altre piante odorifere. Il suo emblema è rappresentato da un "Pinus selvaticus" che porta sul suo tronco un favo di miele.

CONCLUSIONI: QUALE AVVENIRE PER I VECCHI APIARI DEL SALENTO?
La Puglia possiede un patrimonio apistico composto di forme ed elementi unici come le mensole scavate nelle pareti rocciose (conci), delle arnie in pietra integrate nei muri delle masserie, dove hanno anche la funzione di supporto degli edifici, ed ancora i giardinetti murati che ospitano degli apari molto interessanti.
Possiede anche una tradizione apistica millenaria che si esprime spesso con simboli religiosi ma anche in delle leggende e credenze popolari che hanno per argomento l'ape, la cera ed il miele.
Sfortunatamente, come in tutti i paesi del mondo, questo patrimonio è ignorato e non molto valorizzato Si può dire che ogni giorno che passa uno dei suoi preziosi elementi sparisce definitivamente a causa di demolizioni clandestine o di ristrutturazioni maldestre.
Abbiamo citato la città di Melendugno che era molto reputata per la grande produzione di mieli di qualità superiore e che ancora alcuni decenni fa possedeva, secondo un interessante studio del Professore. Raffaele Monaco, più di 90 apari. Dove saranno finiti questi piccoli monumenti, testimoni di laboriosità e del saper fare dei nostri antenati?
Abbiamo preso in prestito due foto pubblicate nel 1978 dal Professore. R. Monaco che ci invitano a meditare ed a riflettere sulla passata grandezza del patrimonio apistico pugliese.
Si tratta di una magnifica rappresentazione di due apiari tipici del Salento cosi come si si presentavano circa 30 anni fa. Sul tetto del primo si vede ancora un fumarola (affumicatore) e davanti all'altro, in primo piano une pila (abbeveratoio) per le api.
Ci siamo resi a Borgagne con la foto dell'apiario per cercare di ritrovarlo. La foto è passata di mano in mano ma nessuno ha saputo informarci. Stesso risultato a Depressa dove l'apiario, in conseguenza dell'urbanizzazione, doveva trovarsi in centro città.
Si trovano fortunatamente ancora delle persone molto sensibili e rispettose della tradizione e del patrimonio come il proprietario del masseria Gaetanello, il fortunato proprietario dell'apiario Morroy e qualche altro appassionato che sono coscienti della necessità di preservare questi preziosi ma fragili testimoni dell'architettura apistica locale.
Vogliamo incoraggiare la volontà di ricercare e di fare conoscere la grande varietà e ricchezza di questo patrimonio manifestato dal Dr Antonio Greco, e dai Professori Eugenio Embriani di Lecce ed il Prof Raffaele Monaco della cattedra di Entomologia dell'Università di Bari.
L.N. Masetti
Traduzione della relazione presentata in francese alla Sessione di Autunno
di APISTORIA nel 2002

cd MasettiARNIE E APIARI DEL PASSATO
Esiste un aspetto antropologico, etnologico, architettonico e geografico dell'apicoltura che è quasi del tutto ignorato e che merita un'attenzione particolare.Nel 1975 il prof. Claude Rivals, etnologo di Francia e di Europa recentemente scomparso, lancio' un progetto di inchiesta sull'apicoltura vernacolare dichiarando: "L'apicoltura tradizionale è uno dei campi più ignorati dalla società moderna sia che si tratti del posto che essa occupava nell'economia locale che nel simbolismo popolare".
Questo appello è stato raccolto da un pugno di ricercatori fra i quali Nino Masetti autore di questo studio.
Figlio della terra di Liguria, dopo aver navigato diversi anni nella Marina Mercantile, Nino Masetti è sbarcato un giorno in Francia per iniziare una nuova carriera nell'apicoltura di montagna, che ha esaminato nei suoi aspetti più profondi per ricostruirne la storia e carpirne i dettagli più nascosti. Il suo lavoro di ricerca, iniziato nel 1992, si è trasformato rapidamente in una grande passione che lo ha portato a coprire diversi paesi dell'Europa meridionale viaggiando qualche volta da solo ma più spesso in compagnia di alcuni valenti colleghi come i fratelli Bernard e Robert Chevet, Nicole e Gaby Roussel, Jean-René Mestre e Henri Corbineau con i quali ha diviso le emozioni e le esperienze di importanti scoperte nel campo dell'etnologia e dell'apicoltura vernacolare. Buona visione!

Il cd può essere richiesto a: Nino Masetti, Route de Berghe, 06540 Fontan ( Francia)
Tel 00 33 49 35 482
oppure al seguente indirizzo internet:
http://www.apiservices.com/new/cdrom/masetti_it.htm

(segue da)

(Da L'Apis n.3 - 2004)