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Egregio
Signore,
On. Gianni Alemanno
Ministro per le Politiche Agricole
Via XX Settembre 20
00100 ROMA
Oggetto:
Proposte per misure per l'emergenza dell'apicoltura italiana
Egregio Signor Ministro
Nell'ultimo scorcio d'estate si sono avute, in un
periodo inconsueto, alcune modeste produzioni di millefiori in aerali
dell'Emilia e delle Marche e di melata in qualche zona più fortunata
del nord Italia ma il quadro complessivo non cambia: come già anticipatoLe,
nella nostra del 29 luglio, il 2002 si conferma, in effetti, quale peggiore
annata apistica mai vista, in Italia, a memoria d'uomo.
Data:
- la configurazione e la dimensione del settore,
- l'assenza di rilevazioni e di dati statistici certi, (nell'ultimo censimento
agricolo il comparto non è stato preso in alcuna considerazione)
- l'assenza di misure di sostegno al mercato sia comunitarie che nazionali
non abbiamo altro strumento d'acclaramento della
situazione, oltre all' efficiente rilevazione dell'Osservatorio del Miele
e dell'ISMEA, che le dichiarazioni ed i fatturati degli apicoltori nostri
associati e delle rispettive aziende cooperative.
Dare una forte ed efficace risposta istituzionale
a sostegno del settore è essenziale non solamente per le migliaia
di famiglie rurali che dall'apicoltura traggono reddito e sopravvivenza
ma anche, e soprattutto, per l'ambiente e le produzioni agroforestali
nazionali.
Siamo a sottoporre, quindi, alla Sua attenzione la necessità di
sviluppare:
- una specifica politica di sostegno all'apicoltura,
- con un coordinamento delle competenze e risorse attive ed attivabili
nell'ambito del suo dicastero, per verificare la praticabilità
dei seguenti obiettivi:
1. misure economiche
di sostegno, urgenti e sostanziose, agli apicoltori che svolgono tale
attività quale primaria fonte di reddito (con particolare
riguardo ai giovani imprenditori) ed alle loro strutture cooperative.
Accompagnate da misure di sollievo economico, importanti anche se non
risolutive, quali:
- moratoria per il 2003 dei contributi previdenziali per conduttore, familiari
e dipendenti
- abbattimento o rinvio per dodici mesi di mutui o prestiti a breve accesi
per avvio di nuove aziende apistiche, adeguamento strutture o ripianamenti
onerosi
- rinvio di un anno della rata mutuo per i giovani che hanno attivato
il prestito d'onore in apicoltura
- agevolazioni IRPEF per reddito da allevamento, ecc..
Siamo ben consapevoli di non essere
soggetti rientranti nei sostegni in caso di calamità ma siamo,
nel contempo, consci che nulla osta ad aiuti nazionali alla categoria(non
rientrando in alcuna O.C.M. e non godendo d'alcuna risorsa di sostegno
al reddito e/o al mercato comunitaria).
L'unico modo per quantificare il danno e la misura dell'aiuto potrebbe
essere:
il raffronto tra i fatturati degli ultimi tre anni e quello del 2002 degli
apicoltori singoli ed associati.
2. ottenimento del
riconoscimento, della dizione Miele Vergine Integrale quale S.T.G.,
per rendere possibile la differenziazione e la remunerazione dei migliori
mieli di qualità. Tale riconoscimento potrà realizzarsi
solo e se l'Italia saprà farne questione di difesa d'interesse
nazionale.
La lobby europea degli importatori/confezionatori
(organizzata nella FEEDEM) ha predisposto, addirittura, delle Linee Guida
per la presentazione d'opposizioni dei propri aderenti in sede comunitaria.
Sono pervenute, in effetti, obiezioni (praticamente in fotocopia) da ben
sei paesi e la sola traduzione potrebbe far perdere ulteriori tempi burocratici.
3. attivazione d'approfonditi
monitoraggi sulla ricaduta ambientale di trattamenti fitosanitari
e sull'utilizzo di nuove molecole in agricoltura (quali i nicotinoidi)
con la revisione dei criteri d'autorizzazione d'uso dei preparati per
la lotta fitopatologica.
In Francia, da oltre due anni, l'uso
d' Imidacloprid per la concia del girasole è stato sospeso per
fondato sospetto di tossicità per le api. Non è pensabile,
peraltro, che un utilizzo, sistematico e reiterato, d'insetticidi nell'ambiente
vigneto possa non lasciare significativa traccia nell'ambiente e conseguenze
per le varie forme vitali.
4. incentivazione
dei controlli per la lotta a frodi e sofisticazioni del miele.
Con particolare attenzione per i mieli a basso costo, di provenienza extra
comunitaria, ed invertendo l'attuale logica che concentra l'attenzione
sulle produzioni nazionali accontentandosi di documentazioni cartacee
per i mieli importati.
La gravissima contaminazione riscontrata
in Inghilterra, dei mieli d'origine cinese, non è, infatti, altro
che uno degli aspetti cui rivolgere estrema attenzione.
Le disponibilità, nonché le riserve mondiali, di miele sono
in netto calo ed è questa la tipica situazione in cui, operatori
senza controlli, rimediano "fabbricandolo".
5. Attivazione di nuove misure nell'applicazione
del Regolamento comunitario 1221 quali, ad esempio, incentivi
per l'acquisto di famiglie d'api per il mantenimento e la crescita
degli allevamenti apistici.
Abbiamo già presentato tale
richiesta alla Commissione U.e., quale piattaforma comune del Gruppo miele
del COPA-COGECA, e verificato una qualche disponibilità a prenderla
in considerazione è, però, necessario che sia fortemente
sostenuta dal nostro Paese per essere, effettivamente, formalizzata.
6. Accelerazione
della discussione ed approvazione della Legge Quadro per l'apicoltura.
Non è più accettabile
che tale indispensabile strumento sia bloccato da chi è, solamente,
interessato ad impedire che vi siano politiche di sostegno, funzionali
e mirate alle diverse modalità d'essere apicoltore: da reddito
od amatoriale.
7. Ai fini di un necessario salto qualitativo dell'assistenza
tecnica e dei servizi agli apicoltori, per l'attuazione del Regolamento
1221 definizione dei requisiti minimi
per il riconoscimento delle associazioni apistiche.
La modifica dell'associazionismo di
prodotto in O.P. impone, a breve, misure che consentano all'associazionismo
apistico di crescere e di non regredire al livello di vent'anni fa.
Confidando nella Sua fattiva attenzione, Francesco
Panella
Le porgiamo distinti saluti. Presidente U.N.A.API.
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ultima modifica:3 Settembre, 2002
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