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LA SITUAZIONE SANITARIA DELL'APICOLTURA IN EUROPA E NORD AMERICA: AGGIORNAMENTO A MAGGIO 2003

L'Apis n.6 - 2003

Si è svolto l'annuale incontro del gruppo europeo di lavoro per la lotta integrata alla varroa. Timolo e acido ossalico al centro dell'attenzione, ma un occhio di riguardo è stato rivolto alla Aethinia tumida.

Il 22 e 23 maggio 2003 si è tenuto a Rauischholzhausen (Germania) l'incontro annuale del gruppo europeo per la lotta integrata alla varroasi. Vi hanno partecipato 37 persone in rappresentanza di otto stati. Erano rappresentati anche USA e Canada.
situazione sanitaria apiSono state affrontate le tematiche specifiche relative al controllo della varroasi ed in particolare i metodi di trattamento con l'acido ossalico, le misure di sicurezza e la procedura per l'ottenimento del limite massimo di residui (LMR) dello stesso, i metodi di trattamento con il timolo, nonché altre modalità di controllo della varroasi (ad esempio favi con celle di dimensioni più piccole). Si è trattato, inoltre, di tolleranza alla varroasi, di infezioni secondarie (virosi) e del piccolo coleottero dell'alveare, Aethina tumida.
Ci si è inoltre confrontati sull'attuale situazione sanitaria dell'apicoltura nei diversi stati rappresentati in questo incontro, con l'intento di fare il punto della situazione sia in termini di strumenti e metodologie oggi disponibili, sia di prospettive future. Questo ha permesso di riconsiderare il lavoro svolto fino ad oggi dal gruppo europeo e di mettere le basi per la sua continuazione attraverso un network europeo di patologia apistica in cui il controllo integrato della varroasi sia affiancato dalle malattie della covata, dalle malattie da virus, dalle nuove metodologie diagnostiche, ecc. Infatti, il progresso della ricerca in patologia apistica è possibile solo attraverso una stretta ed intensa collaborazione fra gli istituti interessati a livello europeo. Questa è la condizione indisptabella 1ensabile per perseguire le finalità del gruppo europeo che consistono, in ultima analisi, in una migliore comprensione della biologia e dell'epidemiologia della varroasi e nella messa a punto di metodiche di facile applicazione e più efficienti per il controllo delle malattie delle api.
Nella tabella 1 si è cercato di sintetizzare le informazioni raccolte in merito alle perdite di colonie di api registrate nell'inverno 2002/03 in diversi stati (quanto riportato non può essere ovviamente esaustivo di tutte le situazioni) ed alle loro possibili cause, nonché le attività che potrebbero essere sviluppate dal gruppo europeo a seguito di tale riscontro.
Da quanto esposto si evince come la perdita di colonie stimata sia stata più alta (fino al 30%) del normale in molti stati europei. La maggior parte degli interpellati ha ritenuto che la causa fosse da identificarsi con un inadeguato controllo della varroasi associato alla presenza di malattie secondarie. Quanto osservato richiede un'attenta valutazione, soprattutto in merito al non appropriato utilizzo delle metodologie di lotta alla varroasi oggi disponibili. Infatti, in molto casi, è proprio questo fatto che apre la via allo sviluppo di malattie secondarie, come quelle da virus, che non sono poi direttamente controllabili.
situazione sanitaria apiSi sottolinea quindi la necessità di una diagnosi precoce e corretta delle malattie dell'alveare, seguita dall'applicazione di adeguate misure di controllo ove disponibili, oltre ad una stretta collaborazione fra gli istituti di ricerca, come ricordato sopra, ma anche fra questi e gli apicoltori e le loro associazioni.

Franco Mutinelli,
Alessandra Baggio
Centro di referenza nazionale per l'apicoltura Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie - e-mail: fmutinelli@izsvenezie.it


ultima modifica:22 Febbraio, 2005 -