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La stagione, almeno per la maggior parte degli
apicoltori italiani, volge al termine. Le piogge di fine agosto,
soprattutto in alcune zone costiere o del Sud Italia, potranno forse
favorire una ripresa vegetativa e le ultime fioriture; difficilmente
sarà possibile produrre miele, ma questi ultimi raccolti
forniranno comunque scorte per l'invernamento.
Se la preparazione delle famiglie per l'inverno è iniziata
nel mese di agosto, con settembre sarà ancora possibile effettuare
gli ultimi controlli ed aggiustamenti.
Come al solito non cerco di sviluppare una trattazione completa,
troppo complessa stante anche le differenze climatiche, ma mi soffermo
su alcuni particolari ed accorgimenti che possono interessare tutti,
anche se in momenti diversi.
Settembre è pur sempre un mese estivo anche se piogge insistenti
o temporali possono creare repentini cali nelle temperature, soprattutto
per le minime notturne. Le api sono influenzate probabilmente dal
fotoperiodo negativo (diminuiscono vistosamente le ore di luce)
e pertanto, anche in presenza di eventuali raccolti, le famiglie
si sviluppano con moderazione immagazzinando il prodotto con molta
diligenza sempre il più vicino possibile a quello che sarà
poi il centro del glomere.
Anche le api si comportano in modo diverso: queste sono le api che
dovranno svernare e forse proprio ciò le induce a non sprecare
energie in eccesso. Quale deve esser dunque il comportamento dell'apicoltore,
quali sono gli interventi più importanti per preparare al
meglio le famiglie sfruttando gli ultimi calori estivi?
Per la fine del mese tutte le famiglie devono essere pronte per
affrontare l'inverno. Se le scelte principali sono già state
fatte nel mese di agosto, settembre è il momento degli ultimi
ritocchi. Non servono visite prolungate in apiario che, rischiando
di innescare saccheggi, sono spesso controproducenti. Personalmente
comincio col controllo dei nuclei. A seconda dell'ambiente in cui
lavoriamo si possono programmare le dimensioni minime che le famiglie
devono avere per superare agevolmente i rigori dell'inverno.
Nei climi freddi, se i cassettini in polistirolo sono completi con
sei favi di scorte e api, le perdite invernali saranno certamente
ridotte. Visitando i nuclei a settembre spesso si osserva che alcuni
telaini, messi in centro quando ancora c'era raccolto, sono stati
solo parzialmente costruiti o comunque non sono ricolmi di covata
e scorte. Se il raccolto naturale è ormai al termine, è
importante spostare questi favi verso l'esterno o addirittura rimuoverli
qualora non contengano covata. I cerei appena costruiti possono
infatti fare da diaframma al glomere che non si posiziona mai sui
favi troppo recenti. Probabilmente risultano freddi, meno capaci
cioè di immagazzinare calore e fungere da termoregolatori
per l'inverno. Medesima funzione svolge il miele che con la sua
scarsa conducibilità termica funge da volano nei momenti
freddi. I favi vuoti andranno tolti e sostituiti con altri pieni
di scorte prelevati da famiglie complete che, a differenza dei nuclei,
non inverno mai su dieci favi perchè in primavera sono poi
più difficili da gestire. Alle famiglie complete asporto
spesso i due favi laterali; se ho individuato la regina prelevo
questi favi ancora coperti di api per riunirli proprio ai nuclei
cui anche un aiuto numerico, oltre che di miele, non guasta. Le
api in questa stagione accettano senza problemi le riunioni, soprattutto
se si tratta di api selezionate e mansuete.
Sistemati in tal modo i nuclei, procedo a controllare il resto delle
famiglie. Si debbono valutare con precisione le scorte, si controlla
attentamente la covata, si osserva la regina. A fine stagione si
possono ancora sostituire le regine che non sembrano più
garantire un anno di produzione. Chi ha cominciato ad allevare regine
per sé, in questo momento dell'anno ha qualche regina in
esubero perché smonta ad esempio i nuclei troppo piccoli;
altrimenti si possono acquistare le regine tenendo però a
mente che spesso regine così tardive non offrono le stesse
garanzie di buona qualità della fecondazione delle sorelle
di giugno e luglio.
Sulle famiglie, fatto salvo il prelievo dei telaini che servono
ad aiutare i nuclei, non è opportuno spostare favi, ma è
bene assecondare la naturale preparazione all'invernamento (meno
tocchi meno rischi di sbagliare!)
Se le scorte sono abbondanti non è normalmente conveniente
in questo periodo, almeno a mio parere, nutrire le api anche se
le opinioni sull'argomento sono discordi. Personalmente ritengo
che le nutrizioni a settembre possono favorire la deposizione di
covata; se questo può essere utile per i nuclei in cui le
regine giovani sono comunque spinte a deporre, per le famiglie la
covata che può essere allevata non integra le api che per
contro si invecchiano nell'allevarla. Ho osservato, infatti, che
soluzione ottimale per l'invernamento sono la cessazione completa
dell'importazione e l'interruzione della covata, come avviene in
alta montagna per intenderci, situazione spesso più favorevole
delle fioriture tardive e prolungate, ma poco redditizie, delle
zone costiere. Non si deve pensare all'annata 2003 in cui la siccità
aveva causato carestia già in estate piena e pertanto il
ricorso alle nutrizioni è invece stato provvidenziale.
Salvo situazioni sfuggite al controllo, con api alla fame, le nutrizioni
o andavano eseguite prima o, per integrare le scorte, è possibile
aspettare la fine del mese o gli inizi di ottobre. Tra l'altro lo
sciroppo distribuito a settembre viene per lo più consumato
e non immagazzinato.
Lavorare troppo sulle api in questo periodo, come già accennato,
può essere controproducente. Un inconveniente non da poco
è il saccheggio, innescato per lo più proprio dai
nostri interventi. Restringere le aperture di volo può essere
un rimedio per le famigliole più piccole, ma è soprattutto
importante eliminare dall'apiario alveari malati, orfani o troppo
deboli.
Spesso a settembre si fanno asciugare i melari ma, attenzione, sono
operazioni che si possono eseguire con le api vicino a casa e sotto
controllo, lavorando alla sera.
Occorrono sempre interventi rapidi che si concludano prima che le
api inizino ad innervosirsi.
Per ultimo: se non siamo troppo presi a riordinare il magazzino,
trascurato nei mesi estivi, prendiamoci finalmente qualche giorno
di relax!
Carlo Olivero
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