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Appunti di viaggio nella Sardegna apistica

Una "combricola" di colleghi d'oltralpe si dedica da anni all'esplorazione dell'apicoltura italiana. Il diario di bordo di un aggregato italiano alla simpatica compagnia, nel viaggio in mezzo all'apicoltura sarda, di un personaggio che ha capito che non bisogna perdere occasione per conoscere e studiare; se, infatti, c'è sempre qualcosa da imparare, nella nuova apicoltura sarda c'è veramente molto scoprire!

Viaggiare è sempre stata una gran bella cosa, diventa ancor più interessante se consente osservazione e stimola confronto e conoscenza. Nuova e varia certamente è la compagnia costituita da soli apicoltori (naturalmente), ma quasi tutti austriaci e tedeschi, con poche eccezioni, tra queste Leo Manfredini, di anni 22, spedito dal padre per fare conoscenza ed esperienza in giro per l'Italia. A tale proposito è da constatare come il più grande apicoltore italiano, che di esperienza ne ha da vendere, parta dalla considerazione che c'è sempre da imparare e vale sempre la pena di gironzolare. E' proprio vero che nulla è dovuto al caso.
Da parte mia mi sono accodato al gruppo, perchè è l'unica esperienza del genere in Italia nel settore apistico. Lo fanno in altri settori, in particolare è consuetudine consolidata per i viticoltori e coloro che vivono attorno al mondo del vino. Ma non gli apicoltori, o almeno non è da tutti trascorrere una settimana solamente apistica: c'è da chiedersi cosa ci sia di tanto interessante e di tanto curioso da dedicarci così tanto tempo.
Queste cose si possono fare una volta nella vita, due a distanza di tempo, ma questi personaggi austriaci e tedeschi sono ormai diversi anni che girano in lungo e in largo la nostra Italia e non si sono ancora stufati, chissà perché?
Con il tour, ho cercato di scoprire gli intenti di questi apicoltori austro-tedeschi. La prima cosa che mi ha colpito oltre la vocazione apistica del giro, è stata l'organizzazione quasi militare. Il primo giorno sveglia alle 4.45, colazione alle 5.15, partenza alle 5.45. In effetti, però, alle 5.30 erano tutti pronti con le valigie in mano, e così fino alla fine della settimana; non abbiamo mai aspettato nessuno, sempre tutti pronti un quarto d'ora prima della partenza. In una parola: terribilmente efficienti e rispettosi degli altri. Dopo un giro nel Novarese a vedere le maggiori aziende della zona - da Scacchi ai F.lli Dallari, da Cerutti sino a Riccardo Rubatto dell'Hobby Farm - prosecuzione del viaggio per approdare nel Roero. In quest'area hanno visitato l'azienda dei F.lli Brezzo, con i prodotti tipici e l'aceto di miele, e si sono concessi una divagazione sul tema visitando la monumentale cantina di Fontanafredda, poi rapida visita alle Rocche del Roero e alle storiche case delle Api di Montà ed all'azienda dei F.lli Cauda.
Il giorno seguente partenza per la Toscana, con prima tappa da un cortese amico che ci ha accompagnato a vedere l'azienda pulitissima e ben organizzata di Ivo Incroci, socio AAPI. In quell'occasione il Sig Calissi ha anche presentato le sue macchine e risposto a diverse domande ed osservazioni tecniche. Successivamente si è fatta una rapida visita alla COM.PA, fabbrica di materiale apistico, una puntatina nel mitico e magico parco dell'Uccellina, dove l'amico Massimo ci ha permesso di assaporare un panorama magico con mare e natura incontaminata. Anche in questa occasione, come nelle precedenti visite, un gruppo di irriducibili austriaci visionava le api con estrema attenzione e "borbottava" vivacemente. Con la traduzione degli interpreti e promotori dei viaggi, la Sig.ra e il Sig. Stimpfl, ho avuto modo di capire il motivo di tanto interesse: erano alla ricerca dell'ape ligustica e dei suoi caratteri peculiari, in particolare la mansuetudine e forse qualcos'altro… Sembravamo quasi in missione, alla ricerca del "segno", con la stessa attitudine del famoso padre Adam che intenzionato ad introdurre nella sua regina Buckfast anche i caratteri della ligustica, ne raccolse a suo tempo sulle sperdute montagne tra Liguria e Piemonte.
Per cercare meglio abbiamo attraversato il mare e siamo sbarcati in Sardegna, ad Olbia, dove ad attenderci c'erano il famoso Maestro Spiggia, autore di testi apistici, in compagnia di un apicoltore tedesco, naturalizzato sardo, il cordiale e simpatico Sig. Buchsenshuz. Con questi signori la comitiva ha visitato la Cooperativa La Provvidenza del cortese Tommaso De Sole. Successivamente il Sig Buchsenshuz ci ha accompagnati in una rapida visita ai murales di Orgosolo.
Dopo il pernottamento a Nuoro, ci ha fatto da guida Emanuele Carta: visita a Tonara in un torronificio che inserisce miele sardo tra gli ingredienti e ad un curioso piccolo laboratorio di campane per pecore e capre. La sera stessa ci siamo trasferiti a Guspini, presso la cooperativa Sa Tella dove c'è un promettente impianto di smielatura e ragazzi pieni di vita. La meta seguente è stata la superba realtà dei F.lli Anedda, con la loro grande meticolosità e precisione; successivamente siamo stati accolti da un altro naturalizzato sardo Giuseppe Bellosi, con la sua aziendina molto pulita situata in un posto splendido. Nel nostro girovagare, non potevamo mancare una visita da Maria Aresu con la sua grande carica di vita e di simpatia, per farci vedere come le donne, se vogliono, hanno un grande spirito imprenditoriale.
Nel percorso un'altra cooperativa, guidata da Salvatore Amatore, in cui un siciliano e un napoletano tentano un'esperienza di gruppo, e l'incontro con il presidente degli apicoltori Cagliaritani, il giovane Pier Andrea Ortalli, che ci ha fatto molto onore.
La tappa successiva è stata guidata dall'amico Caboni: ci ha portati in visita dapprima presso una realtà di bugni villici in sughero, su uno sfondo di luoghi incontaminati, e successivamente, ci ha accompagnati presso la sua azienda, attrezzata di impianti e strutture "all'ultimo grido". Il giorno seguente abbiamo fatto tappa a Vincis Giulia, ovvero da Collu Pier Paolo, allevatore di api regine. In quel luogo l'amico "Eugen", selezionatore di regine Buckfast, ha finalmente trovato le api da lui tanto cercate: discendevano da regine provenienti da Bologna e da un grande vecchio di nome Caroli.
Durante il soggiorno sardo si è potuto osservare come la realtà apistica dell'isola sia giovane, in rapida crescita e caratterizzata da grande spirito imprenditoriale e voglia di fare. Le potenzialità apistiche sono concentrate in alcune aree particolarmente vocate, ma la lontananza dai grossi centri di consumo determina anche una diversa pressione dell'offerta nel mercato interno, con successivi problemi nella diversificazione degli sbocchi commerciali. Nonostante queste oggettive difficoltà si sta tentando di valorizzare il prodotto locale e di tipicizzarne l'offerta. In questa direzione mi pare che gli amici sardi stiano ottenendo ottimi risultati. Abbandonata la Sardegna, la comitiva ha fatto obbligatoriamente tappa da Bruno Pasini per vedere il più grande allevamento di api regine d'Italia.
Non mi resta che ringraziare gli amici sardi e tutti coloro che hanno offerto ospitalità e disponibilità e naturalmente la Sig.ra e il Sig. Stimpfl per la loro cortesia e gentilezza, augurandomi sin d'ora che organizzino un altro viaggio, quanto prima.

Claudio Cauda


(Da L'Apis n.1 - 2004)

4 Agosto, 2010 -