Mieli d'Italia

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HOME SANITA' DEGLI ALVEARI
Contributi e notizie riguardanti la sanità degli allevamenti apistici

Per una vera politica veterinaria. Iniziativa di Unaapi e Arpat

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(1 gennaio 2010)

Dopo la pesante sanzione (oltre 20.000 Euro), fatta in Toscana, a un apicoltore associato all’A.R.P.A.T. e a Conapi, “colpevole” di “detenzione e somministrazione alle api di… preparato galenico a base di acido ossalico”, si è realizzato un primo importante confronto con l’autorità di riferimento a livello regionale (che svolge anche ruolo di referenza e coordinamento nazionale delle attività veterinarie regionali).
Il 29 dicembre a Firenze quindi, a seguito di motivata e pressante richiesta associativa apistica, si sono svolti due incontri con il responsabile del Settore Medicina Predittiva-Preventiva della sanità regionale toscana, dott. Andrea Leto.

 

Multa per detenzione acido ossalico

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(21 dicembre 2009)

20.000 Euro di sanzione a un apicoltore per uso di acido ossalico.

In questi giorni si è svolto, finalmente, a Londra il workshop dell’Emea (l’agenzia europea che si occupa di farmaci) sulle politiche veterinarie europee pubbliche per le api, cui hanno partecipato attivamente e propositivamente il Gruppo Miele del Copa-Cogeca e l’Unaapi.

Il Workshop ha individuato, nelle conclusioni e indirizzi, la necessità di facilitare e armonizzare la somministrazione di acidi organici e oli essenziali per contenere la varroa, quali importanti strumenti d’intervento per la sopravvivenza dell’apicoltura d’Europa. I lavori hanno fatto registrare anche un ampio consenso sull’inutilità controproducente dell’uso di antibiotici per “curare e prevenire” la peste americana.

Negli stessi giorni, in Italia, un apicoltore è stato sanzionato dai servizi veterinari “per detenzione di acido ossalico” (sostanza in libera vendita!) e utilizzo negli alveari dello stesso acido senza la specifica prescrizione veterinaria! La sanzione prevede per la sua estinzione il pagamento della somma di 20.478,00 Euro

Mentre si cerca di attivare percorsi positivi...

 

Apivar: serve la ricetta del veterinario

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(29 maggio 2009)

Dalla GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA del 27-5-2009
Serie generale - n. 121. Modificazioni del regime di dispensazione di alcuni medicinali veterinari. Estratto decreto n. 53 del 29 aprile 2009.

Con decreto n. 53 del 29 aprile 2009, per i medicinali veterinari già autorizzati, di seguito elencati (fra cui l'APIVAR), è necessaria la prescrizione veterinaria in copia singola non ripetibile - come da allegato - pertanto non è possibile la libera vendita fuori dalle farmacie.

L'APIVAR diventa quindi l'unico farmaco registrato per l'apicoltura per il quale è necessaria la prescrizione veterinaria - i lotti di medicinali già presenti ad oggi sul circuito distributivo possono essere commercializzati sino alla data di scadenza posta sulla confezione.

 

No problem per le api nel mondo

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(20 maggio 2009)

Un nuovo studio del professore canadese Lawrence Harder dell’University of Calgary e del ricercatore argentino Marcelo Aizen suggerisce che il numero delle colonie di api è globalmente in crescita e che il vero “problema delle api” è la crescente richiesta di attività d’impollinazione che non non si riesce a fronteggiare.
Il servizio d’impollinazione è sempre più indispensabile per colture quali quali lamponi, ciliegie, mango e mandorle: colture molto redditizie ma anche molto costose in fase di produzione.
Non vi sarebbe secondo i ricercatori un problema di sopravvivenza delle api ma solo di crescita di domanda dei loro indispensabili servizi.

 

 

Crisi api: il nosema e' innocente

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30 aprile 2009

La crisi di api e apicoltura non è provocata da Nosema cerana. Il Journal of Invertebrate Pathology (2009) pubblica uno studio dei ricercatori uruguaiani "Presence of Nosema ceranae in honeybees (Apis mellifera) in Uruguay" di Ciro Invernizzi e Al., da cui risulta che il Nosema ceranae è stato trovato in tutti i campioni, è presente nel Paese da prima del 1990, la sua presenza non comporta alcun aumento della nosemiasi e non svolge ruolo di rilievo nella mortalità delle colonie.

 

 


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