Aethina tumida: dall'Africa alla Calabria!

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29 settembre 2016

aethina piuSono stati infine pubblicati sulla rivista Apidologie (Granato et al., 2016) i risultati delle analisi genetiche effettuate sui coleotteri dei focolai calabrese e siciliano.

I ricercatori hanno analizzato la sequenza del gene della citocromo ossidasi mitocondiale I, già utilizzata in precedenti lavori che hanno ricostruito i percorsi e le tappe dell'invasione globale del piccolo coleottero dell'alveare.
La letteratura riporta che i coleotteri che hanno inizialmente invaso la costa orientale degli USA e poi si sono espansii verso il Centro America e il Canada sono stretti parenti di un ceppo originario del Sud Africa. I coleotteri Australiani sono anche geneticamente vicini a quelli del Sud Africa ma costituiscono un ramo diverso, evidenziando una seconda introduzione indipendente dal Sud Africa. Probabilmente tramite il commercio di pacchi d'ape il ceppo australiano è stato in seguito introdotto in Canada (Lounsberry et al., 2010).

neumann

Le analisi genetiche eseguite sui campioni "italiani" hanno evidenziato che i coleotteri appartengono a un ceppo distinto rispetto a quello dei coleotteri "statunitensi" e "australiani". Le sequenze dei campioni calabresi e siciliano risultano invece molto vicine a quella di un campione proveniente dal Camerun, depositato nella banca dati GenBank.

Gli autori concludono quindi che i focolai italiani derivano da una nuova introduzione di coleotteri dall'Africa verso il focolaio primario calabrese nella piana di Gioia Tauro. Qui gli insetti hanno completato più cicli di sviluppo e da qui hanno raggiunto la Sicilia a causa dell'attività apistica. In Sicilia però dopo il ritrovamento iniziale nelle ultime due stagioni non sono più stati rinvenuti coleotteri.

In base a questi risultati risulta quindi molto probabile che i coleotteri siano giunti con delle merci nel porto di Gioia Tauro, piuttosto che con una non verosimile importazione illegale di materiale apistico dall'Africa sub-sahariana. Nel Nord Africa peraltro i coleotteri sono stati segnalati solo in Egitto, ma è probabile che la popolazione sia originata dall'importazione di api infestate dall'Etiopia ma non abbia trovato le condizioni per stabilirsi (Neumann et al., 2016).

CC BY 4.0 

Riferimenti citati

Granato, Anna, Bianca Zecchin, Chiara Baratto, Véronique Duquesne, Enrico Negrisolo, Marie-Pierre Chauzat, Magali Ribière-Chabert, Giovanni Cattoli, e Franco Mutinelli. «Introduction of Aethina Tumida (Coleoptera: Nitidulidae) in the Regions of Calabria and Sicily (Southern Italy)». Apidologie, 24 agosto 2016. doi:10.1007/s13592-016-0465-3.
Lounsberry, Zachary, Sebastian Spiewok, Stephen F. Pernal, Tad S. Sonstegard, W. Michael Hood, Jeffery Pettis, Peter Neumann, e Jay D. Evans. «Worldwide Diaspora of Aethina Tumida (Coleoptera: Nitidulidae), a Nest Parasite of Honey Bees». Annals of the Entomological Society of America 103, n. 4 (1 luglio 2010): 671–77. doi:10.1603/AN10027.
Neumann, Peter, Jeff S. Pettis, e Marc O. Schäfer. «Quo Vadis Aethina Tumida? Biology and Control of Small Hive Beetles». Apidologie, 5 febbraio 2016, 1–40. doi:10.1007/s13592-016-0426-x.
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