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Apistan: una vecchia conoscenza

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1 agosto 2002

Da alcune zone giunge notizia che l'Apistan, viene riproposto come prodotto nella lotta alla varroa. La firma produttrice delle strisce ne consiglierebbe l'utilizzo, se abbiamo capito bene, ad anni alterni.

Alcuni, memori delle stragi d'api a metà anni novanta, potrebbero interpretare, in effetti, tale proposta quale furbesca...

 

...operazione di marketing dei produttori e venditori di sciami artificiali per vivacizzare, ulteriormente il mercato ed i prezzi delle famiglie d'api. Ma questa, così come altre interpretazioni maliziose non sono alla base della discussione su un possibile riutilizzo di fluvalinate.La resistenza della varroa agli acaricidi è oggi , infatti, verificabile con un test di laboratorio messo a punto dall'Università di Udine. La varroa è messa a contatto con concentrazioni note di principio attivo; il metodo è così sensibile d'accertare livelli di resistenza percentualmente molto limitati. Pare che in assenza di principio attivo gli acari resistenti abbiano capacità riproduttive più limitate e che quindi vi sia, ogni anno, una significativa regressione della resistenza. Tale regressione della resistenza, vale sottolinearlo, si attua solo e se su un territorio determinato nessuno usa quella molecola e se vengono utilizzate molecole diverse dai piretroidi per debellare la varroa . Uno studio, effettuato su popolazioni di varroa della regione Friuli Venezia Giulia avrebbe accertato la regressione della resistenza (è in corso di pubblicazione il lavoro che documenta tali risultati).

L'UNAAPI in merito al riutilizzo di apistan propone quali elementi da ponderare attentamente:

Lo studio sulla regressione della resistenza ha valore solo ed unicamente per il territorio ove e stato effettuato ovvero non è tale da poter affermare che nel territorio nazionale ci sia stata, con sicurezza, una remissione della resistenza. Potremmo supporlo, laddove avessimo elementi certi che, in effetti, nessuno abbia utilizzato fluvalinate e/o piretroidi negli ultimi anni in italia. La supposizione, in definitiva, conterrebbe non pochi elementi d'azzardo.
Qualora una resistenza si manifesta può regredire, a determinate condizioni, velocemente ed altrettanto velocemente rimanifestarsi.
Il fluvalinate ha notevole persistenza ; la molecola lascia residui stabili in quantità apprezzabile nella cera. E una molecola non utilizzabile da chi pratica l'apicoltura biologica.

D'altra parte è utile soffermarsi su alcuni aspetti positivi quali:
Apistan è uno dei pochi prodotti autorizzati per la lotta alla varroa
In caso di alta infestazione e di insufficiente efficacia di altri preparati può essere preso in considerazione quale arma, con efficacia temporanea nell'ambito, però, di una logica di più interventi annui contro la varroa.

Chi decidesse di avvalersi di Apistan può considerare, quindi, le seguenti avvertenze d'uso:
Può, forse, avere senso, "una tantum", quale prodotto "tampone"
Bisogna essere relativamente certi che nessuno l'abbia usato, in quell'areale, negli ultimi anni; qualora non si abbia tale informazione il rischio d'inefficacia è più rilevante.
Non si può essere sicuri sui livelli d'efficacia se non dopo l'utilizzo
Alcuni anni successivi all'utilizzo, con certezza, si verificherà un'efficacia insufficente
Potrà, forse, essere riutilizzato con un minimo di probabilità, di non ripetere disastri, solo dopo svariati anni dall'utilizzo "una tantum"
Devono essere somministrate le strisce di Apistan il tempo strettamente necessario, lontano dal raccolto di miele.
Non può più, assolutamente, essere usato alla vecchia maniera quale unico intervento annuale ma deve tassativamente essere considerato quale "Tampone" da usare in rotazione ed alternanza con altri principi attivi non appartenenti alla famiglia dei priretroidi. Ottimale , forse, sarebbe laddove possibile, applicare un trattamento di ossalico sgocciolato subito dopo quello di Apistan

In conclusione un arma che potrebbe essere riconsiderata se non fosse che le condizioni per il suo utilizzo sono tali e tante da renderne assai difficile la speranza e la possibilità di un uso oculato e di un risultato efficace.

Commissione Sanitaria UNAAPI
 


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