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Determinazione del limite massimo
di residui (MRL) di acido ossalico nel miele
Definito il limite massimo di residui (MRL) di acido ossalico nel miele.
Grazie all'opera del "Gruppo di lavoro europeo per la lotta integrata
contro la varroa", cui ha contribuito anche L'U.N.A.API., potrà
ora essere legalizzato l'impiego dell'acido ossalico.
L'applicazione di una lotta costante all'acaro varroa
è indispensabile. E' necessaria una lotta integrata attraverso
diverse fasi e tipologie di trattamento durante il corso dell'anno a causa
della biologia degli ospiti e dei parassiti, soprattutto dopo che gli
acari sono diventati resistenti ad alcuni preparati utilizzati finora
in diversi Stati europei.
A causa dell'esiguità del mercato e dei notevoli costi legati a
sviluppo ed autorizzazione, non vi è da attendersi che l'industria
farmaceutica svilupperà nuovi acaricidi.
In questo difficile momento per il controllo della varroasi, gli istituti
di ricerca apistica di tutta Europa hanno intrapreso lo sviluppo di prodotti
per la lotta alla varroasi. A tale scopo è stato istituito il Gruppo
di lavoro europeo "Integrated Varroa Control". Un risultato
del lavoro di tale gruppo è lo sviluppo dell'acido ossalico fino
alla messa a punto quale medicamento (Nanetti et al. 2003). Nel concetto
di lotta integrata l'acido ossalico è la sostanza indispensabile
nel trattamento di fine autunno/inverno. Finora l'impiego non era legalizzato
a causa della mancanza di un "limite massimo di residui" (MRL).
Perché è
necessario stabilire un MRL?
Affinché in uno Stato dell'UE un nuovo medicinale veterinario riceva
l'autorizzazione per essere impiegato nella lotta di una malattia, l'EMEA
(Agenzia europea per la valutazione dei farmaci) deve valutare il limite
massimo di residui del principio attivo ammesso negli alimenti. Tale procedura
protegge i consumatori da eventuali residui tossici negli alimenti, dovuti
all'impiego di medicinali veterinari.
Procedura per stabilire
un MRL
Per acido formico, acido lattico e timolo, sostanze utilizzate nel quadro
della lotta alternativa alla varroa, esiste già una valutazione
MRL (queste sostanze sono state introdotte nell'allegato II del Regolamento
(CEE) n. 2377/90 del Consiglio), ma non ancora per l'acido ossalico. Affinché
in futuro l'acido ossalico possa essere utilizzato legalmente quale sostanza
chiave nel trattamento invernale secondo questo concetto di lotta, i componenti
del Gruppo di lavoro europeo per la lotta integrata contro la varroa hanno
deciso di avviare la procedura per la valutazione dell'MRL presso l'EMEA.
A tal fine si è dovuto redigere un dossier sullo stato attuale
delle conoscenze in materia di tossicologia dell'acido ossalico e degli
eventuali residui nei prodotti dell'alveare, nel caso specifico nel miele.
Sulla base di questo dossier il gruppo di esperti dell'EMEA valuta la
potenziale pericolosità della sostanza e stabilisce, se necessario,
il limite massimo di residui ammessi(MRL) negli alimenti considerati.
Finanziamento
Di regola, stabilire l'MRL comporta una spesa nell'ordine di 100.000 euro
circa. Di questi, circa la metà è necessaria per la compilazione
del fascicolo dell'MRL e per la sua valutazione da parte dell'EMEA. Il
nostro lavoro, ossia la gestione del progetto, è stato fornito
gratuitamente. Il Gruppo di lavoro europeo per la lotta integrata contro
la varroa non possiede alcuna risorsa finanziaria. Per questo è
stato chiesto alle associazioni di apicoltori nei diversi Stati dell'UE
di partecipare al finanziamento in misura proporzionale alle colonie di
api esistenti.
Belgio, Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Svezia, Italia, Stati
Bassi e Austria hanno partecipato al progetto, in qualche caso versando
importi largamente superiori alla rispettiva quota. Un ringraziamento
particolare va agli apicoltori francesi che hanno coperto circa il 45%
dei costi previsti con i finanziamenti dell'UE per l'apicoltura. In Italia,
il contributo finanziario è stato fornito da un'associazione di
apicoltori (U.N.A.API) e da due istituti che si occupano di apicoltura
(Istituto Nazionale di Apicoltura e Istituto Zooprofilattico Sperimentale
delle Venezie). Dalla Norvegia, quale Stato non membro dell'UE, abbiamo
ricevuto una somma considerevole.
Purtroppo diversi Stati non hanno risposto a nessuna delle nostre ripetute
richieste (Grecia, Gran Bretagna, Portogallo, Spagna e Lussemburgo). In
Irlanda purtroppo non avevamo alcun interlocutore. A causa della mancata
risposta di Stati, il progetto si è trovato in una situazione di
emergenza finanziaria e sarebbe stato sospeso se all'ultimo momento l'EMEA,
in seguito alle nostre sollecitazioni, non ci avesse dispensati dal pagamento
delle tasse di valutazione del dossier pari a 58.000 euro. Dopo molti
colloqui e scambi di lettere è stata infatti riconosciuta l'importanza
del miele per la collettività, la necessità della sua conservazione
delle api ed i problemi legati allo sviluppo di farmaci per questi insetti.
In tale modo le api sono state trattate di fatto come le cosiddette "Specie
Minori" (detto di una specie animale dalla quale non non si prevede
alcun ritorno economico dallo sviluppo di farmaci), sebbene esse non siano
citate nella relativa Note of Guidance. Ha pesato inoltre il fatto che
la richiesta presentata dalla Freie Universität di Berlino è
stata fatta senza alcun interesse finanziario proprio. Solo grazie a ciò
abbiamo avuto a nostra disposizione sufficienti mezzi finanziari per la
nostra richiesta.
L'organizzazione del finanziamento è stata un lavoro estremamente
gravoso e sgradito. Infatti sarebbe stato auspicabile ed utile per gli
apicoltori un'unione delle loro associazioni dei diversi Stati dell'UE,
così da porre i ricercatori di fronte ad un interlocutore unico.
Ciò avrebbe sicuramente risparmiato molto lavoro.
Compilazione del
fascicolo MRL
Il fascicolo MRL consta di due parti: tossicologia dell'acido ossalico
e residui di acido ossalico nel miele. Nella parte del dossier dedicata
alla tossicologia sono riassunte le informazioni richieste relative a
sostanza, farmacologia, tossicologia umana e altri effetti sull'uomo.
Il rapporto di 129 pagine è stato allestito in maniera competente
dal Dr. Jean-Michel Poul della AFSSA (Agence Française de Sécurité
Sanitaire des Aliments, Laboratoire d'Etudes et de Recherches sur les
Médicaments Vétérinaires et les Désinfectants,
Unité de Toxicologie Alimentaire, F-35302, Fougeres Cedex, Francia)
in collaborazione con gli autori di questa nota. La parte del rapporto
relativa ai residui si compone di 75 pagine e contiene indicazioni dettagliate
sulla chimica della sostanza, un riassunto di tutte le pubblicazioni concernenti
la problematica dei residui nei prodotti apistici ed i metodi di analisi
necessari alla loro determinazione.
Tale rapporto è stato elaborato dal Dr. Alex Wibbertmann dell'Istituto
Fraunhofer di tossicologia e medicina sperimentale (Nikolai-Fuchs-Strasse
1, D-30625 Hannover) in collaborazione con gli autori della presente nota.
Dopo la valutazione dei rischi tossicologici e della situazione concernente
i residui, entrambi gli esperti indipendenti hanno proposto di introdurre
l'acido ossalico per la lotta contro la Varroa destructor nell'allegato
II del Regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio. Per le sostanze citate
nell'allegato II non viene stabilito alcun MRL, il che significa che non
vi è alcun limite massimo di residui di acido ossalico nei prodotti
dell'alveare. La proposta è stata motivata dagli esperti nel modo
seguente: in primo luogo nel caso di un trattamento corretto delle api
con acido ossalico, il tenore naturale di tale elemento nel miele cresce,
se del caso, solo lievemente; secondariamente l'assunzione quotidiana
di acido ossalico dovuta al consumo di miele è innocua dal un punto
di vista tossicologico e spesso è inferiore al quantitativo assunto
attraverso altre derrate alimentari.
Valutazione e decisione
dell'EMEA
Il dossier è stato valutato dalla Commissione EMEA competente in
materia di medicinali veterinari (CVMP). E' stato dapprima valutato e
commentato dettagliatamente dal relatore (Germania) e dal correlatore
(Danimarca) della Commissione. Il loro rapporto ha costituito la base
per la decisione della Commissione in occasione della seduta tenutasi
a Londra il 9 e 10 dicembre 2003, che ha sancito l'introduzione dell'acido
ossalico per le api nell'allegato II del Regolamento (CEE) n. 2377/90
del Consiglio (come già avvenuto per acido lattico, acido formico
e timolo). Questo significa che non vi è alcun limite massimo di
residui di acido ossalico nel miele. Tuttavia ciò non vuol dire
che l'apicoltore può produrre miele con elevati valori di acido
ossalico dovuti ad un'utilizzo non corretto del principio attivo in questione
senza essere sanzionato. Secondo i limiti della normativa vigente infatti,
il miele non può contenere più di 50 milliequivalenti di
acido libero.
Qualora siano prodotti residui più elevati di acido ossalico (o
di altri acidi), il valore indicato viene superato in un lasso di tempo
relativamente breve e l'apicoltore rischia di avere problemi in caso di
controllo ufficiale del miele. Tuttavia, con un impiego corretto, non
vi è alcun rischio a tal proposito.
Ripercussioni per
l'apicoltura
Dopo la decisione positiva per l'apicoltura presa dall'EMEA, sarà
possibile richiedere nei singoli Stati le autorizzazioni nazionali per
l'acido ossalico o per prodotti a base di acido ossalico destinati alla
lotta contro Varroa destructor nelle colonie di api. Entro breve tempo,
potrebbe quindi essere legale l'utilizzo dell'acido ossalico quale trattamento
invernale ecologico per la lotta contro la varroa. Si tratta di un traguardo
importante sulla strada della lotta integrata contro la varroa.
Ringraziamenti
Un ringraziamento particolare va a Jean-Michel Poul e Alex Wibbertmann
che, in qualità di esperti, hanno elaborato con molto impegno il
dossier MRL, nonché a Jean-Michel Poul per l'apporto fornito nella
presentazione del dossier. Ringraziamo Marc Subirana del CNDA (Centre
National de Développement Apicole, F-45595 Parigi) il cui aiuto
ha permesso di ottenere il generoso sostegno finanziario degli apicoltori
francesi. Inoltre, un grazie a tutti i colleghi e a tutte le colleghe
del Gruppo di lavoro europeo per la lotta integrata contro la varroa,
che si sono prodigati nei rispettivi Stati d'origine per raccogliere il
sostegno finanziario.
Anton Imdorf (1) e Eva Rademacher (2)
Gruppo di lavoro europeo per la lotta integrata contro la varroa
(1) Centro svizzero di ricerche apicole, Agroscope
Liebefeld-Posieux, CH-3003 Berna
(2) Freie Universität Berlino, Istituto di biologia/neurobiologia,
Königin-Luise-Strasse
28-30,DE-14159 Berlino
Bibliografia
Nanetti A, Büchler R, Charrière J D, Fries I, Helland S, Imdorf
A, Korpela S, Kristiansen P (2003) Oxalic acid treatments for varroa control
(Review). Apiacta 38 (1) 81-87
(Da
L'Apis n.4 - 2004)
4 Agosto, 2010
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