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I
PARTE
Progetto grafico ed esecuzione: Aspromiele (Silvana Curti, Roberto
Barbero e Francesco
Panella)
Testi e realizzazione: Bruno Pasini, Laurence Monittion e Maria
Teresa Falda
(8/2000)
PRESENTAZIONE
In
genere si sente parlare di regine da parte di chi, in forma più
o meno professionale, le produce e da parte di "esperti"
con scarsa, se non nulla, consuetudine con il campo concreto dell'attività
apistica.
L'esposizione
sintetica che vi proponiamo ha, ritengo, tutt'altro segno:
- si prefigge di esporre in modo analitico le alternative di tecnica
produttiva che si possono considerare nel campo dell'allevamento
delle api regine;
- non limita il proprio campo di indagine alle opzioni tecniche
tradizionali sviluppatesi nel contesto italiano;
- motiva l'opportunità delle scelte per la dimensione di
una delle più significative aziende nazionali di produzione
di api regine
- propone alla verifica e all'attenzione dei produttori di miele
e delle loro associazioni (e non al pettegolezzo degli "addetti
ai lavori") il tema della selezione genetica quale fattore
indispensabile per reggere la competizione globale, per la lotta
alle patologie ed in definitiva quale fattore per la crescita qualitativa
dell'apicoltura italiana.
Nel ringraziare, caldamente, gli autori per lo sforzo ed il rigore
espositivo/divulgativo; nel ringraziarli per il lampante superamento
della meschina visuale di chi serba i propri segreti perché
teme la competizione, invito i nostri lettori ad affrontare la lettura
e lo studio di questo contributo con quell'attitudine allo sforzo
di comprensione che le tematiche di questo livello pretendono.
PERCHE' ALLEVARE LE REGINE?
L'allevamento delle api regine consente di lavorare in modo da poter
perseguire diversi obiettivi, tra i quali:
1) pratici e quantitativi da una parte, come: - aumentare rapidamente
il numero delle colonie; - rinnovare regolarmente tutte le regine
ogni due anni; - risolvere, rapidamente, i diversi problemi che
regolarmente si ripresentano come: colonie orfane, regine non soddisfacenti
o fucaiole, ecc;
2) qualitativi dall'altra, per la selezione delle madri che permette
di ottenere:
- famiglie omogenee;
- un miglioramento nelle caratteristiche delle colonie: oltre alla
produzione, migliorare la resistenza alle malattie e l'adattamento
all'ambiente circostante.
Perché le api sciamano?
Il comportamento naturale per la riproduzione di una colonia d'api
è la sciamatura. Seguendo tale istinto naturale, possono
generarsi una, due o più famiglie. La sciamatura delle api
è provocata dall'indebolimento nella percezione del feromone
reale (mezzo di comunicazione della regina con l'insieme della colonia
tramite le api della corte che la leccano). Nella realtà,
sono due i feromoni secreti dalla regina che sono all'origine dell'unità
famigliare.
Uno di questi feromoni (tradotto in senso di gusto), impedisce la
costruzione di celle reali naturali e non fa sviluppare gli ovari
delle operaie. L'altro, (senso del profumo), assicura la coesione
della colonia. Ad esempio, quando la regina invecchia, la produzione
di feromoni diminuisce e la sua presenza diventa sempre meno percepibile
dalle api stesse che, ben presto, la sostituiranno.
L'aumento della popolazione d'api in primavera, accompagnato dall'apporto
di nettare, provoca il blocco della deposizione, contribuisce a
rompere l'equilibrio tra la quantità di feromoni emessi e
la popolosità della famiglia. Tutto questo, combinato ad
un periodo di super abbondanza di raccolto, origina il fenomeno
della sciamatura. Le migliori regine nascono in questi periodi perché
sono scelte per la perennità della specie e così,
si è cercato di riprodurre artificialmente le condizioni
che si verificano in tali occasioni.
L'allevamento
delle regine provocato
Se la sciamatura naturale delle colonie origina le migliori regine,
presenta però anche enormi difficoltà di gestione.
D'altra parte, l'utilizzo delle regine nate in periodi di sciamatura,
conduce ad un fenomeno di selezione di "api regine con forte
propensione alla sciamatura". Per eliminare questi problemi,
l'unica strada che può essere seguita è quella che
conduce all'allevamento reale provocato. Provocare un allevamento
reale significa scegliere una famiglia d'api, farle allevare celle
reali (senza che questa ne abbia avuto intenzioni proprie), e poi
organizzarsi in modo da poter disporre di celle reali a maturità
quando se ne ha bisogno. Di fondamentale importanza è il
ricordare che:
- la presenza di fuchi è condizione essenziale per un allevamento
di regine;
- la maturità dei fuchi é più lenta di quella
della regina.
Di conseguenza, per una migliore programmazione del nostro allevamento,
sarà necessario operare in modo da poter disporre di fuchi
maturi al momento voluto. Questo si rivelerà tuttavia un
metodo che ci permetterà di guadagnare alcune settimane rispetto
al tempo necessario per la normale fecondazione naturale.
Si procederà così: all'inizio della stagione, all'interno
delle arnie forti in precedenza selezionate, s'introducono 30 giorni
prima della data programmata per i primi traslarvi, uno o due telai
con celle da fuco (già fatti lavorare l'anno precedente)
e si stimola l'arnia con uno sciroppo proteico. Teoricamente, un
favo di fuchi ne può far nascere in media 3000 che consentono
la fecondazione di 200 regine all'incirca. In natura, le colonie
con regina producono dai 1500 ai 2000 fuchi. In generale, si stimano
necessarie 5 famiglie che allevano fuchi per 100 nuclei di fecondazione.
Le colonie orfane mantengono in genere grandi quantità di
fuchi. Nei periodi in cui mancano i fuchi, si può trarre
profitto da tale fenomeno anelando ad inserire nelle colonie orfane
i telai da fuchi allevati. Occorrerà però settimanalmente
inserire della covata da operaia, Questa "banca di fuchi"
verrà nutrita con del candito proteico. La produzione e selezione
di fuchi in un'azienda che alleva api regine è primaria.
Tale produzione deve essere programmata non solo in primavera, ma
anche nella stagione calda 25/07- 30/08.
In tale periodo l'azienda trasferisce tutti i nuclei di fecondazione
in produzione in montagna ad una altitudine di 800/1000 metri. Qui
vengono utilizzati i fuchi allevati opportunamente sulla produzione
di miele di castagno. Alla fine d'agosto, o ai primi di settembre,
tutti i nuclei ritornano sulla costa e qui troveranno i fuchi allevati
sulla fioritura di eucalipto. Sono conservati in banche da fuchi
e garantiscono la fecondazione con un buon margine di sicurezza
fino a tutto ottobre.
L'azienda alleva mediamente durante una stagione apistica circa
1000 telai da fuchi.
- La presenza di polline nell'allevamento è molto importante.
Il polline è necessario per la produzione della pappa reale,
indispensabile per lo sviluppo della larva che dovrà diventare
regina. All'inizio della primavera, in genere, le riserve di polline
sono scarse e quindi diventa importante ricordarsi di nutrire con
il candito proteico.
- Le migliori condizioni climatiche per la fecondazione delle regine
corrispondono a temperature pari ai 18°C, e in condizioni di
alta pressione. Al di sotto di tale temperatura le regine non escono.
All'inizio della stagione, la scelta del momento in cui iniziare
i primi traslarvi è delicata a causa dei ritorni di freddo.
In genere le fecondazioni avvengono con tempo bello e cielo senza
nuvole. Si è potuto osservare che, quando il tempo è
variabile, qualche ora di cielo sereno e sufficiente. Si possono
avere delle regine di scarsa qualità quando, in periodo di
maltempo, si fecondano in modo scorretto e non al momento della
loro giusta maturità.
Questo difetto di fecondazione si traduce in una covata irregolare,
e le api procedono sistematicamente alla sostituzione della regina.
Durante l'estate, nella Maremma Toscana particolarmente calda e
secca, la temperatura è troppo elevata ed anche in queste
condizioni si possono trovare degli ostacoli al normale ciclo di
fecondazione. Infatti ne le regine ne i fuchi escono dagli alveari.
L'ombra diventa allora un fattore molto importante. Si è
potuto verificare che, il ritardo delle fecondazioni osservato in
un periodo caldo, non interessa le arnie dislocate all'interno di
pinete o dove la vegetazione procura un riparo dal forte sole. In
questi periodi i nuclei devono essere permanentemente nutriti anche
perché ci si trova in un periodo d'arresto d'importazione
di miele.
LA SELEZIONE
E' una priorità per l'allevamento delle api regine. Selezionare
significa modificare mediamente, nel corso delle generazioni che
si succedono, dei caratteri trasmissibili quantificati. Proprio
per questo è necessario lavorare su linee genetiche diverse,
provenienti da zone geografiche diverse e verificare che le caratteristiche
che si vogliono trasmettere si mantengano dal passaggio di generazione
in generazione. Noi stessi lavoriamo su materiale che proviene da
due zone geografiche dell'Italia centrale: l'Emilia Romagna (continentale)
e la Toscana (marittima), in selezione massale. In 20 anni d'allevamento
di regine la selezione è stata operata facendo i traslarvi
sulle migliori discendenti dei migliori ceppi. Dalla primavera del
1991 abbiamo iniziato un PIANO DI SELEZIONE in razza pura per migliorare
la produzione di miele. Partendo da tre linee genetiche diverse,
sono stati messi in produzione 300 alveari (100 regine sorelle per
linea genetica). Alla fine della stagione 1991 sono state selezionate
quattro api regine per linea genetica. Così operiamo da 10
anni selezionando quei ceppi i cui discendenti sono stati valutati
ottimi. I caratteri controllati nel piano di selezione sono:
- Rendimento della colonia (quanto produce quanto consuma).
- Resistenza alle malattie.
- Buon invernamento e buona ripresa primaverile.
- Docilità.
- Buona tenuta del favo.
- Sciamatura moderata.
Tutti gli alveari di selezione sono stati numerati, e i dati rilevati
durante le visite periodiche (ogni 15 giorni) sono stati registrati
su computer. All'inizio della stagione, le famiglie, invernate su
8 favi, sono state schedate in base ad una valutazione di due cifre,
corrispondente alla popolosità e alla quantità di
scorte. La rilevazione dello stato del momento è avvenuta
ad ogni visita.
La potenzialità produttiva è stata invece valutata
seguendo due criteri: il "MATERIALE" prelevato, tradotto
in numero di favi sottratto alla colonia, e la "PRODUZIONE
DI MIELE" (numero di melari riempiti).
Dal
1997 utilizziamo l'inseminazione artificiale per la conservazione
e l'accelerazione delle varie fasi di selezione. Abbiamo inoltre
introdotto una nuova linea genetica considerata interessante ed
individuata tra gli allevatori italiani (Ligustica selezionata in
montagna, più previdente nel mantenere le scorte). Altra
innovazione è stata quella di farci rispedire dai clienti
le regine fornite che si sono DISTINTE, rispetto alla media, per
il loro carattere produttivo. Questa strada, sicuramente, è
quella vincente perché la selezione migliore è quella
fatta dall'apicoltore di professione produttore di miele. Da queste
quattro linee genetiche, incrociandole attraverso l'inseminazione
artificiale, ne sono derivate due con caratteristiche stabilizzate
che sono state denominate:
(M) linea genetica molto previdente, con uno sviluppo precoce, che
raggiunge il picco della popolosità a fine aprile, primi
di maggio (in Maremma);
(BG) linea bionda, con uno sviluppo più lento, che raggiunge
il picco della popolosità dopo la metà di maggio (in
Maremma), molto docile, incauta, ma ha un grande pregio: riesce
a tenere il nido vuoto durante i raccolti.
CONTINUA
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ultima modifica:
4 Agosto, 2010
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