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PROTESTA APICOLTORI SPAGNOLI
(19 marzo 2005) Grande manifestazione degli apicoltori
a spagnoli a Madrid. Gli apicoltori denunciano l'invasione del miele cinese
e chiedono aiuti di stato.
"Non è miele tutto quello che dice di esserlo"
Il miele spagnolo è minacciato di morte da un insieme di circostanze
che la Coordinadora de Organizaciones de Agricultores y Ganaderos (COAG)
denuncia.
Per questo motivo il 16 di marzo sono scesi in piazza 3000 apicoltori
manifestando davanti al Ministero dell'Agricoltura e Pesca per protestare
per la "concorrenza sleale di mieli che non sono soggetti ai rigorosi
requisiti di qualità alimentare vigenti per i produttori europei"
A partire dai primi mesi del 2004 i confezionatori hanno importato 7.826
tonnellate per il mercato interno spagnolo senza effettuare più
acquisti significativi di miele spagnolo. Questa situazione ha provocato
una riduzione del prezzo medio intorno ai 1,60 euro al Kg a fronte di
una media di 2,30 e 2, 60 euro percepiti rispettivamente negli anni 2002
e 2003. Per contro nel mercato si vendono sempre più succedanei
del miele.
In Spagna vi sono circa 25.000 apicoltori di cui 5.000 sono professionisti
(con più di150 alveari). La perdita di reddito totale per il calo
dei prezzi è stata di 29,2 milioni di euro.
L' UPA e la COAG chiedono alle amministrazioni che il settore sia incluso
negli aiuti eccezionali per situazioni particolari e climatiche , la creazione
di un piano di lotta alle malattie delle api, la proibizione di determinati
prodotti fitosanitari, la vigilanza sulle importazioni da paesi terzi
e la promozione del consumo di miele spagnolo.
MADRID, LE API SVANISCONO MISTERIOSAMENTE
Le api spagnole stanno scomparendo,
vittime di un'ecatombe silenziosa. I loro corpi senza vita non vengono
trovati nelle arnie, semplicemente svaniscono nel nulla.
Migliaia di apicoltori, in rivolta per aver
già perso dall'estate scorsa il 40% degli insetti e gran parte
della produzione di miele, hanno manifestato a Madrid per chiedere al
governo di intervenire con urgenza
"È un mistero, non sappiamo che cosa stia accadendo alle nostre
api, non abbiamo neppure la prova materiale della loro morte, anche se
probabilmente si tratta di una serie di fattori convergenti, dalla siccità
ai parassiti e ai pesticidi". Dice all'Ansa Augustin Palomino coordinatore
nazionale per l'apicoltura dell'Asaja (Associazione dei giovani agricoltori)
promotrice insieme ad altre organizzazioni di categoria di una manifestazione
oggi davanti al ministero dell'agricoltura.
Un mistero, quello delle api, che ha fatto tornare in mente la profezia
del filosofo e scienziato austriaco Rudolf Steiner, famoso per le sue
lezioni di apicoltura il quale predisse nel 1923 che, a causa dei sistemi
artificiali di allevamento, entro cento anni le arnie sarebbero rimaste
vuote.
Gli apicoltori hanno consegnato oggi al ministro della agricoltura un
documento in cui denunciano "la grave mortalità e lo spopolamento
degli alveari" ricordando che "l'apicoltura è una attività
imprescindibile e necessaria" anche per l'equilibrio ambientale,
e chiedono misure urgenti.
"L'impollinazione in cui le api giocano un ruolo chiave - spiega
il biologo Fernando Catalyud - è sempre più ridotta. E se
non si fa qualcosa si porrà in pericolo un processo naturale cruciale
per la conservazione dell'ambiente".
Le api sono responsabili attraverso l'impollinazione di circa il 20-25%
del cibo di cui ci nutriamo. "Gli esseri umani non potrebbero sopravvivere
cinque anni alla scomparsa delle api" ammoniva Einstein citato oggi
su un manifesto degli apicoltori.
All'ecatombe delle api, hanno ricordato i manifestanti, si aggiunge una
crisi del mercato del miele a causa delle importazioni soprattutto da
Cina e Argentina a basso prezzo e che danneggiano gravemente il settore,
il 50% della cui produzione del 2004 è rimasta invenduta.
Ma ciò che davvero preoccupa i 27.500 apicoltori spagnoli, che
producono ogni anno un terzo del miele della Ue, è il mistero della
scomparsa delle api che è stato oggetto il mese scorso di una riunione
al ministero fra esperti e imprenditori, ma senza giungere ad una conclusione
precisa.
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ultima modifica:21 Marzo, 2005
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