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PROBLEMATICHE SANITARIE

L'Apis n.3 - 2003

Report sintetico dei lavori sulle strategie di lotta alle patologie apistiche.

La sessione di sabato 15 febbraio è stata dedicata agli aspetti sanitari dell'allevamento apistico.
La sala sempre piena, attenta e partecipe nonostante lo sfinimento. Un vero "alveare all'opera"I temi affrontati, coordinati dalla Commissione Sanitaria U.N.A.API., e già ampiamente presentati sulle pagine di L'Apis, hanno incontrato un considerevole interesse da parte del pubblico presente, che ha partecipato tanto attivamente al dibattito da determinare la necessità, per completare la trattazione delle problematiche sanitarie, di "tagliare" la presentazione d'alcuni altri importanti argomenti.
I contributi e le presentazioni sono stati proposti da tecnici di Aspromiele, Apilombardia, Toscana miele, Unità Operativa 74 Giarre (Assessorato all'Agricoltura Reg. Sicilia), Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, Istituto Zooprofilattico delle Venezie e dal Dipartimento di biologia applicata alla difesa delle piante Università di Udine. Ad arricchire il dibattito sono, poi, state, le molte esperienze, osservazioni ed approcci problematici esposti da tanti apicoltori e tecnici acuti osservatori sul campo e, nello stesso tempo, motivati a condividere e confrontarsi sulle problematiche.
Presentare il dibattito in modo sintetico se può ingenerare il rischio di ridurne e semplificarne i risultati può, nel contempo, essere di una qualche utilità. Procederò, quindi, con una esposizione per prodotti e/o principi attivi.

Apiguard
Nel corso del 2002 le prove d'efficacia su questo nuovo prodotto commerciale (una gelatina a base di timolo della Vita Europe, finalmente autorizzata anche in Italia) sono state effettuate principalmente in Sicilia ed in Friuli; dai lavori presentati è emerso che due interventi, a distanza di 7 giorni l'uno dall'altro, impiegando 25 g di gelatina spalmata su un supporto rigido di 10x20 cm, collocato centralmente sui favi, con il coprifavo capovolto, hanno garantito una efficacia media dell'85,5%. Nel caso della prova citata, iniziata il 9 luglio, le temperature medie erano di 27,7 °C, minima di 24,5 °C e massima di 31,5 °C.

Interventi e contributi da ogni parte d'Italia: Giorgio Della vedova, friulanoApi Life Var
Tutte le sperimentazioni, condotte nella scorsa estate nell'Italia del Nord, hanno evidenziato una bassa efficacia del prodotto, fino al 65%, tale dato disarmante è attribuibile, molto probabilmente, alle basse temperature presenti nel momento in cui le prove sono state realizzate. Da parte di alcuni apicoltori (in particolare del comasco) è stata avanzata l'ipotesi che la varroa abbia sviluppato resistenza nei confronti del timolo. I ricercatori presenti ai lavori hanno, però, contrapposto a tale ipotesi la scarsa probabilità che ciò possa verificarsi. Si è convenuto sulla necessità di ricerche che sgombrino il campo da ogni possibile dubbio, così come sulla valutazione che l'efficacia dei prodotti evaporanti dev'essere strettamente legata alle condizioni climatiche presenti, ed in particolare all'andamento delle temperature.

Timoli vari
Sono stati presentati i risultati di prove, effettuate in Sicilia, con timolo in cristalli e con cartoncini impregnati di timolo e alcool. I risultati sono stati positivi: le rispettive percentuali d'efficacia sono state del 89,2% e del 88,4%.

Acido ossalico per sublimazione
Le prime prove, condotte con l'utilizzo del Varrox, hanno evidenziato una efficacia variabile dall'80% al 96%.
L'interesse suscitato da questa nuova modalità di impiego dell'a.o. è rilevante. Per tale motivo uno spazio specifico di L'Apis è dedicato alla presentazione di una delle sperimentazioni di campo. Ulteriori lavori sono necessari per capire meglio quale siano le migliori condizioni d'utilizzo e, soprattutto, quali siano le precauzioni da adottare affinché non vi siano rischi per l'operatore.

Acido ossalico sgocciolato
Tutte le esperienze presentate e le prove condotte hanno confermato, in assenza di covata, l'elevata efficacia di questa modalità di somministrazione (dal 96,90% al 99%).
Ipereat
Molti i lavori presentati sull'Ipereat: in periodo estivo, in presenza di covata, impiegando il prodotto per tre volte a distanza di 7 giorni con risultati di efficacia bassi (51%); in periodo invernale, in assenza di covata, sia in miscela tiepida, come consigliato dalla ditta (efficacia: 93%), sia senza riscaldamento (efficacia: 95%).

Apedin vapor
Anche su questo prodotto, come su Ipereat, sono state effettuate prove a seguito delle speranze suscitate in gruppi d'apicoltori. Tutte le prove, condotte in varie parti d'Italia, sono risultate concordi sui risultati totalmente inadeguati del prodotto: efficacia del 20%, contro una caduta naturale fino al 19%. Qualcuno ha detto "acqua fresca"…

Silvano Calvarese e Maria Teresa FaldaNuova peste
E' stata presentata la documentazione fotografica di questa misteriosa nuova patologia della covata. Gli interventi degli apicoltori, provenienti da ogni parte d'Italia, hanno evidenziato come tale sintomatologia si sia manifestata sul campo un po' ovunque. Si spera possa essere individuato il batterio responsabile della malattia e che la virulenza possa essere un fatto limitato all'ultima stagione.
Residui di antibiotici
Anche il tema dei residui da uso di antibiotici ha molto coinvolto gli apicoltori presenti. Che sia forse il segno di una nuova sensibilità verso il loro impiego? Certo che le notizie provenienti dai laboratori come dalla stampa (vedi AltroConsumo di febbraio) sono allarmanti. A Celle (Germania) si è tenuto un simposio di Apimondia (ai cui lavori non sono stati invitati gli apicoltori) per confrontarsi sui livelli di contaminazione verificabili nei vari mieli. E' stata evidenziata presenza di residui di sulfamidici, di tetracicline, streptomicine e cloramfenicolo, in miele di origine cinese, messicana ed europea.

proiezione, nell'oratorio di Zafferana Etnea, delle magnifiche immagini sull'eruzione dell'EtnaOlio di semi di pompelmo
Sono stati presentati i risultati di una prova realizzata utilizzando l'estratto dei semi di pompelmo per inibire lo sviluppo della peste americana su alveari infettati sperimentalmente. I lettori di L'Apis conoscono già la prova preliminare, pubblicata sul numero di febbraio, cui rimandiamo. Notevole l'interesse suscitato nella platea, ma la strada da percorrere è ancora lunga… Non siamo, purtroppo, ad un punto di arrivo, ma soltanto in una fase di partenza. Soltanto ulteriori sperimentazioni, ed i lavori cui partecipa anche la Commissione Sanitaria U.N.A.API., ci potranno dire se realmente avremo a disposizione un nuovo metodo di lotta contro la peste americana.

Eruzione dell'Etna
E a conclusione della giornata abbiamo potuto assistere all'eruzione dell'Etna.
Naturalmente non in diretta, ma attraverso un documentario realizzato da un eccezionale regista della RAI. Dopo la proiezione nell'oratorio del paese - ospitati con calore, pasticcini (pasta di mandorle deliziosa e cannolicchi inimitabili) e vini del vulcano - insieme al Sindaco Giuseppe Leonardi, alla Giunta comunale, agli apicoltori di Zafferana nonché al gentilissimo parroco del paese abbiamo passato una "bollente" e bellissima serata di comunanza e di conoscenza reciproca; riconfermando che l'apicoltura può essere, nel contempo, un piccolo mondo ed un grande tramite d'umana comprensione e costruttività.

Luca Allais


ultima modifica:21 Aprile, 2004 -