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peste americana
(Paenibacillus larvae)


PESTE AMERICANA E' L'ORA DELLA SVOLTA
Estratto dall'articolo
di Allam Lee Senior Apiculturist nel Western Australian
Departement de Agricultur
(settembre 2000)

La peste americana è una malattia batterica largamente diffusa. E' generalmente considerata una della più gravi malattie delle api, poiché causa importanti perdite economiche agli apicoltori. Quando viene riscontrata negli alveari, alcuni apicoltori incontrano difficoltà a controllarla. Per combatterla bisogna innanzi tutto comprendere la malattia e conoscere il modo in cui si trasmettono i germi. Si potrà, quindi, mettere in pratica un piano di lotta sanitaria per controllare la malattia.
peste americanaLa peste americana è una malattia delle covata causata dal batterio Bacillus larvae. E' una delle malattie infettive più importanti sul piano economico nell'Australia occidentale; la si ritrova comunque in tutta l'Australia. E' diffusa nella maggior parte del continente.
Le spore della peste americana, che sono la forma dormiente dei bacilli, sono estremamente resistenti e possono rimanere in vita negli alveari o nel materiale infettato anche per più di trentacinque anni.

Dalla morte delle larve a quella degli alveari
Una larva sana può ingerire spore provenienti dal miele contaminato. Le spore germinano nelle ventiquattro ore successive e penetrano nell'intestino della larva. Le larve giovani sono molto sensibile alla malattia e sono sufficienti dieci spore per causare l'infezione. Dopo dieci giorni di vita, le larve sono relativamente più resistenti ed allora sono necessarie migliaia di spore per provocare l'infezione. I bacilli proliferano nel tessuto larvale prima della ninfosi e causano una morte rapida.
Le forme vegetative dei bacilli si moltiplicano per nove undici giorni dopo la germinazione delle spore e si possono contare circa due milioni e mezzo di spore per larva. Le larve infettate e morte seccano e formano delle "scaglie" strettamente aderenti alla parte inferiore delle celle. Queste scaglie sono altamente infettive e vengono difficilmente eliminate all'esterno dalle api.
Le api destinate alla pulitura delle celle, dopo aver pulito le celle infette, contaminano le larve sane. Il miele, il polline e tutto l'interno dell'alveare sono contaminati dalle spore disseminate dalle api stesse. In poco tempo, un gran numero di larve vengono infettate dalla spore e muoiono. La popolazione di api, di conseguenza, non viene più rinnovata; l'alveare si indebolisce e finisce per morire.
Alcune specie di api sono resistenti alla peste americana. Ciò è legato alla loro capacità di individuare le larve malate, di disopercolare le cellette infettate e di eliminare le larve infette.

CONTAMINAZIONE

Gli alveari abbandonati
peste americana
Gli apicoltori contribuiscono alla propagazione della peste americana lasciando morire alveari e/o abbandonando al saccheggio attrezzatura utilizzata o miele contaminato. E' facile per le api andare a saccheggiare del miele infettato negli alveari situati a 1,2 km o più dal loro alveare, soprattutto quando il raccolto è scarso o inesistente. Anche gli sciami selvatici possono essere contaminati ed essere un vettore di infezione. Tuttavia, dopo studi effettuati in Nuova Zelanda, sappiamo che questa fonte di contaminazione è generalmente minima.
L'interno degli alveari morti contiene miliardi di spore, in particolare sui favi di covata e di miele. Quando il raccolto è scarso o assente, milioni di api possono saccheggiare questo miele e contribuire così a disseminare le spore: se il numero è elevato, gli effetti della presenza di spore si manifestano poco tempo dopo essere state introdotte negli alveari sani. Se il loro numero è basso, possono passare dei mesi o degli anni prima che l'apicoltore possa rilevare la presenza della malattia.

Trasferimento di materiale
Il fattore principale di sviluppo della peste americana in un apiario è lo scambio di favi di covata o di melario tra alveari diversi. Gli alveari che hanno ricevuto dei favi infetti possono così divenire delle fonti di contaminazione in un apiario, indebolirsi e poi morire.
L'acquisto e l'uso di materiale di occasione è sovente fonte di introduzione della peste americana negli apiari sani. Si consiglia agli apicoltori di esaminare bene gli alveari prima di acquistarli e di attingere tutte le possibili informazioni.

Nutrimento
Anche il nutrimento delle colonie con miele o con polline di origine sconosciuta può introdurre la peste americana. Bisogna evitarlo. Lo sciroppo di zucchero è meno caro e più sicuro. Se non si può fare altrimenti, bisogna irradiare il polline ed il miele prima dell'uso, soprattutto se il polline rientra come ingrediente nella composizione del nutrimento proteico.

Nomadismo
Gli apicoltori nomadi dispongono i loro alveari molte volte all'anno in diverse postazioni nettarifere. Questi piazzamenti possono contribuire alla propagazione della malattia, sia attraverso l'introduzione di alveari contaminati in un ambiente sano, sia di alveari sani in un ambiente contaminato. In alcune zone, gli alveari sono sottoposti ad una costante pressione di reinfezione: questo potrebbe essere causato da colonie selvatiche malate. Queste zone pericolose dovrebbero essere evitate e le strutture sanitarie dovrebbero informare gli apicoltori.

Impedire la deriva
Gli alveari vicini a colonie malate possono essere infettati da api provenienti da queste colonie. La deriva si verifica sovente quando gli alveari vengono spostati e soprattutto quando il carico o lo scarico vengono effettuati di giorno. Per diminuire questo fenomeno, bisogna assicurarsi, prima di iniziare a caricare gli alveari, che le bottinatrici abbiano cessato il volo. Allo stesso modo, bisognerà scaricare gli alveari prima che le api riprendano la loro attività. Alcuni apicoltori palettizzati dispongano i loro alveari nello stesso ordine e con lo stesso orientamento dell'apiario di origine al fine di minimizzare gli effetti di deriva.

L'ossitetraciclina
L'applicazione dell'ossitetraticlina o della terraminicina permette di controllare la peste europea. Benché le forme vegetative della peste americana siano sensibili all'ossitetraciclina, le spore sono resistenti. I trattamenti possono dunque apparire efficaci, ma successivamente la malattia può rimanifestarsi a partire dalle spore. Malgrado una salute apparente delle colonie, queste spore possono causare una ulteriore reinfezione.

CONTROLLO DELLA MALATTIA

Rintracciare

Per controllare la peste americana, gli apicoltori devono esaminare regolarmente le loro colonie per assicurarsi che queste siano popolose e provvedere che l'equipaggiamento adottato non venga in contatto con altre api. Gli alveari dovranno essere controllati ogni tre settimane, secondo la stagione e lo sviluppo delle colonie. L'esame delle colonie include sia una ispezione di tutte le entrate degli alveari, sia un apprezzamento dell'attività alla porticina di volo, per determinare la forza della famiglia. Deve essere condotto un esame dettagliato delle colonie deboli per assicurarsi che la malattia sia assente, che la covata sia sana e che la regina non sia fucaiola. Bisogna, inoltre, procedere ad una verifica delle scorte. Una buona pratica consiste nel restringere le entrate delle famiglie deboli e nel ritirare i melari superflui.

Distruggere
Gli alveari malati e il materiale contaminato devono essere distrutti di notte per evitare il saccheggio da parte di altre famiglie. Le entrate devono essere sigillate e i fori chiusi con del nastro adesivo, poi si versano 500 ml di petrolio sotto il coprifavo. Per evitare di sporcare il suolo con materiale contaminato, gli alveari devono essere bruciati in un buco di almeno 50 cm di profondità, che sarà chiuso quando tutto sarà incenerito.

Sterilizzare
In Australia occidentale, l'apicoltore può scegliere di sterilizzare gli elementi delle arnie infette con immersione in un bagno di cera. In questo caso tutti i favi, le api e le griglie escludiregina di plastica vengono bruciati in una fossa con le stesse precauzioni usate per gli alveari. Il rimanente materiale contaminato deve essere immediatamente chiuso in modo ermetico e trasportato in un locale adattato e autorizzato per lo stoccaggio e la sterilizzazione. Il materiale contaminato, favi inclusi, può anche essere sterilizzato, con l'esposizione ad una fonte di cobalto radioattivo.

Una barriera profilattica
In Australia Occidentale, all'inizio del 1980 è stato introdotto un sistema di "barriera profilattica". Da quel momento, si stima che l'80% delle aziende professionali utilizzino questo sistema nei loro apiari. Molti apicoltori segnalano un miglioramento del loro lavoro e la garanzia di protezione contro gravi attacchi di peste. Esistono due metodi di conduzione.
gli apicoltori possono utilizzare griglie escludi regina per confinare la covata nel corpo inferiore, riservando dei corpi alla funzione di melario;
gli apicoltori non utilizzano griglie escludiregina, ma estraggono i loro raccolti in una mieleria mobile presso i loro apiari.
Ognuno dei due metodi presenta dei vantaggi, ma anche dei rischi.

Con griglie escludi regina
L'impiego di griglie escludi regine riduce efficacemente il rischio di propagazione della malattia causata dallo scambio di materiale, in particolarmente dei favi di covata, che possono contenere delle larve altamente contaminate o delle scaglie.
Appena il nido si sviluppa in primavera e la regina ha bisogno di più spazio per deporre, gli apicoltori sovente levano i favi pieni di miele, ai lati, e piazzano due favi vuoti al centro della covata.
peste americanaI favi di miele vengono tolti e trasferiti dal corpo inferiore al di sotto della griglia escludiregina. E' un buon metodo se ci si assicura che i favi del corpo siano esenti da malattie.
Se l'apicoltore non esamina bene i favi, può trasferire favi con delle scaglie e metterli, dopo l'estrazione, in alveari sani.
Inoltre il movimento, a seguito di questa operazione, dei favi di covata dal centro verso i lati ha per conseguenza che il vecchio favo di covata si ritroverà riempito di miele. Se i favi di covata sono sani, non c'è alcun rischio di propagazione quando i favi al di sotto della griglia escludi regina vengono spostati.
Il rinnovamento di favi nel corpo riduce il rischio di diverse patologie associate ai vecchi favi scuri. Gli alveari con griglie escludiregina presentano il vantaggio, in caso di infezione di confinare gli elementi più infetti nel nido. Questi alveari si indeboliranno più rapidamente e saranno identificati in fretta come malati dall'apicoltore, che prenderà allora le misure necessarie.

Senza griglia escludi regina
Quando non c'è griglia escludi regina, la regina può deporre senza restrizione nei favi riservati al miele. L'alveare riduce la sua popolazione più lentamente e l'apicoltore impiegherà più tempo ad evidenziare la malattia. Prima del raccolto o dopo l'estrazione del miele, una regina vigorosa estenderà la sua deposizione nel primo o anche nel secondo corpo. Man mano e in proporzione dell'avvicinarsi del raccolto, le api riempiono di miele le cellette precedentemente occupate da covata ormai schiusa. Questi favi che contengono ora miele, sono una fonte di contaminazione potenziale se, dopo l'estrazione, vengono disposti in altri alveari. Quando i favi circolano in questo modo, un alveare malato può ricevere favi sani ed un alveare sano può ricevere favi contaminati. Ed ogni estrazione è una nuova occasione per propagare l'infezione. E' quindi indispensabile stabilire una barriera per impedire gli scambi di favi da alveare ad alveare in occasione del raccolto e dell'estrazione (si veda estrazione più avanti).

Costituzione di sciami
Ci sono molti modi di costituire sciami o di introdurli nelle arnie. Nella maggior parte dei metodi, se non tutti, è sovente impossibile evitare il trasferimento di favi da arnia ad arnia o da apiario ad apiario. Gli apicoltori hanno quindi bisogno di metodi che limitino questi scambi di materiale e specialmente di favi.
Un'annotazione precisa (schede che dettaglino le operazioni realizzate sugli alveari...) permette di ritrovare la fonte di contaminazione. Quando è possibile, uno sciame piazzato in un arnia dovrebbe essere conservato in questa stessa arnia al fine di evitare una contaminazione potenziale verso le colonie degli apiari sani.
Per rinvigorire una colonia debole l'introduzione di una nuova regina è un metodo sicuro che evita gli scambi di favi. Un altro metodo efficace per rinvigorire famiglie consiste nell'utilizzare dei fogli divisori. Lo sciame è piazzato al di sotto del corpo a covata, separato da uno di questi fogli divisori. Quando la nuova regina depone, la vecchia viene eliminata, e l'insieme è riunito con un foglio di giornale. Non viene così effettuato alcun trasferimento di favi e, se la malattia è latente, questa rimane confinata nella stessa colonia. Per costituire uno sciame, si utilizzeranno dei fogli cerei piuttosto che favi costruiti che possono contenere dei germi patogeni. In più, quando si estraggono dei favi di un alveare per introdurvi uno sciame, è sconsigliato recuperare i favi prelevati per piazzarli in altri alveari o corpi. D'altra parte, è raccomandabile eliminare i più vecchi (più scuri), di imballarli ermeticamente e di distruggerli. Così operando non si ha alcuno scambio di favi e la barriera profilattica è garantita. L'importante è applicare il principio della barriera e di registrare tutti i trasferimenti effettuati.

Estrazione del miele
Una cattiva organizzazione dell'estrazione del miele svilupperà infezioni incrociate a seguito dello scambio di corpi e di favi. Quando l'estrazione è male organizzata, poiché l'apicoltore non crea una barriera sanitaria e non rileva troppo presto la malattia, è frequente un tasso di infezione importante (per esempio del 33%)
Come ci si può organizzare per evitare questi alti livelli di infezione? L'uso di griglie escludi regina, come descritto sopra, è un buon mezzo per ridurre i rischi di propagazione. I favi di covata, confinati nel corpo inferiore, non vengono mai estratti.
Se la colonia è forte e i favi del corpo nido vengono esaminati prima di essere spostati verso il corpo superiore, i rischi sono sostanzialmente ridotti. Il rischio di diffondere la peste americana per scambio di favi durante l'estrazione del miele è nettamente più basso quando si utilizzano le griglie escludi regina. I favi del miele sono molto più sicuri dal punto di vista sanitario che i favi che hanno contenuto covata. Questi ultimi possano nascondere spore in forte quantità nelle scaglie di peste. Inoltre quando si ridispongono corpi estranei smielati sugli alveari, il miele residuo è poco utilizzato per la nutrizione delle api ed il nuovo nettare importato diluirà le spore eventualmente presenti, diminuendo il rischio di diffusione della malattia. Gli apicoltori che utilizzano mielerie mobili, possono con facilità numerare le loro arnie al fine di assicurare che i corpi e i telaini ritornino alla stessa famiglia. Ciò è essenziale per realizzare una barriera profilattica e per gli alveari in quarantena. Per numerare un gran numero di alveari ci si può avvalere di uno stampino o di un sistema di codici colorati.
Presso gli apicoltori con una sede di smielatura fissa, i corpi pieni, al momento della raccolta, vengono rimpiazzati da corpi vuoti provenienti da altri alveari.
La messa in opera di una barriera sanitaria in questo tipo di aziende richiede quindi una modifica dei metodi/o di lavorazione. Al momento della disopercolatura, bisogna assicurarsi che i favi rimangano nei loro corpi (numerati prima dell'estrazione). Una volta estratto, il corpo numerato è rimesso su un'arnia che riporta lo stesso numero, ma in un altro apiario. Benché ciò comporti un trasferimento di corpi tra alveari, gli eventuali germi saranno contenuti negli alveari che portano lo stesso numero. In altre mielerie fisse dove questa pratica non può essere attuata, si può immaginare un sistema che assicuri che tutti i favi disopercolati provengano dall'arnia di origine. Ci si può arrivare segnando le teste dei favi e i lati dei corpi con lo stesso colore. L'operazione risulta meno complessa, da mettere in pratica, di quanto non sembri.

Manipolazione autunnale ed invernale
Nei climi continentali, alcuni apicoltori tolgono l'escludiregina durante l'ultimo raccolto della stagione per preinvernare con due corpi di covata. Ciò permette di ottenere un elevato numero di api giovani prima dell'arrivo dell'inverno e di preparare la colonia nelle migliori condizioni. Se da un lato questa tecnica può essere considerata positiva, dall'altro, i favi di covata situati nel secondo corpo possono essere una fonte di contaminazione. Le scaglie presenti in questi favi sono sovente difficili da vedere e sono ricoperte di miele. Al momento dell'estrazione, permettono alla malattia di propagarsi da un alveare all'altro, fino a quando un alveare ammalato non sia stato individuato ed eliminato. Quando viene utilizzato questo metodo, bisogna assicurarsi che i favi estratti ritornino sempre alla stessa arnia e non vengano mai scambiati. L'autunno è spesso un momento in cui le regine si indeboliscono o diventano fucaiole; è quindi importante, prima che queste muoiano, prendere le precauzioni necessarie contro il saccheggio. Posizionare, od abbandonare, i corpi vuoti di queste colonie nei pressi delle altre è una brutta abitudine. E' molto più sicuro eliminare le api se l'alveare è debole, chiudendo l'entrata fino a che una nuova famigliola non vi venga introdotta. A meno che gli elementi degli alveari non siano numerati o chiaramente identificabili, il ritorno dell'arnia o dei favi al magazzino per lo stoccaggio o la fumigazione possono provocare degli scambi di materiale e disseminare le spore. Una alternativa al prelievo dei corpi per l'autunno e l'inverno per la lotta contro la tarma, consiste nel far scivolare uno spesso tappeto di plastica tra corpo e corpo. Del Phostoxine può essere applicato sotto il copri favo secondo le raccomandazione d'uso. La fumigazione dei corpi vuoti con questo procedimento garantisce che il materiale non venga scambiato e che i corpi siano disponibili per il prossimo utilizzo. Una colonia mostra sovente segni di malattia dopo che vengono tolti i corpi. Se non si possono rintracciare i suoi corpi, si rischia di trasmettere la malattia ad alveari sani. E' quindi importante che i corpi stoccati in camera fredda siano numerati.

PRUDENZA

Acquisto degli alveari

Quando si acquistano delle colonie è importante visitarle e verificare il loro stato di salute. Contattare il tecnico più vicino per ottenere informazioni sullo stato sanitario dell'apiario e in particolare sui risultati delle analisi. Quando si è sicuri che gli alveari sono esenti da malattie, bisogna isolarli dagli altri per almeno un anno per verificare che nessuna malattia latente sia presente. Sovente gli alveari acquistati contengono vecchio miele contaminato da spore di peste. Acquistate solo alveari popolati poiché risulta molto difficile identificare la malattia sul materiale vuoto. Sovente la tentazione di comprare materiale vuoto, di occasione e a buon mercato ha comportato quale conseguenza importanti focolai di peste. Non conviene ad un produttore apistico l'acquisto di vecchio materiale, usato da numerosi anni. Contiene, a causa di un uso intensivo, un accumulo di batteri e rischi patologici..

Corrette annotazioni
Gli appunti sono molto utili all'apicoltore. Questi permettono di registrare le date della fioritura, le condizioni di raccolto, i rendimenti ed altre informazioni. Annotare le date di occupazione di ogni postazione può ugualmente rivelarsi utile per determinare la fonte dell'infezione. Allo stesso modo, quando si fanno sciami, si risale all'origine delle api e dei favi di covata. L'esperienza mostra che annotazioni corrette permettono di controllare le malattie più facilmente.
Igiene
Sono essenziali buone condizioni di igiene per impedire o controllare la peste americana. Come menzionato prima, le due principali fonti di infezioni sono il saccheggio e l'introduzione da parte dell'apicoltore di materiale contaminato. Di conseguenza, l'igiene dell'alveare gioca un ruolo importante nella riduzione dell'incidenza della malattia e della sua propagazione. Tutte le arnie non occupate dalle api devono essere disinfettate e chiuse ermeticamente. Lo stoccaggio dei corpi all'esterno per lottare contro la tarma non è più accettabile. I vecchi favi da fondere devono essere stoccati al riparo dal saccheggio. I residui della fusione della cera devono essere interrati o inceneriti. Dopo la fusione, i vecchi favi dovranno essere distrutti poiché la temperatura di fusione della cera non è sufficiente per eliminare le spore. Allo stesso modo, il vecchio materiale inutilizzabile dovrà essere distrutto. I locali di estrazione del miele dovranno essere perfettamente chiusi per impedire il saccheggio. Gli alveari deboli o morti necessitano di un intervento rapido per evitare il saccheggio. Gli alveari abbandonati o dimenticati devono essere segnalati ai responsabili sanitari. La nutrizione con opercoli favorisce la propagazione della malattia. Tutto il miele o polline destinato alla nutrizione deve essere disinfettato per irraggiamento ionizzante.
Organizzazione questa barriera di profilassi permette di lottare contro la peste americana, ma buone condizioni generali di igiene rimangono indispensabili.


ultima modifica: 4 Agosto, 2010