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Eliminazione della peste
americana senza uso di farmaci
Un manuale pratico per gli
apicoltori - (Elimination of American Foulbrood Without the Use
of Drugs: A Practical Manual for Beekeepers), di Mark Goodwin
e Cliff Van Eaton
Lo scopo di quest'originale manuale (in
lingua inglese) è di fornire agli apicoltori neozelandesi
(ma non solo) le informazioni di base sui metodi pratici utilizzabili
per il controllo della peste americana (PA), sia che si possieda
un solo alveare sia che si conducano aziende di notevoli dimensioni.
Il manuale (78 pagine costo di circa 10 euro) combina informazioni
su conoscenze scientifiche con tecniche pratiche utilizzabili
dagli apicoltori per eliminare la malattia dai propri alveari.
Il libro si compone di 14 capitoli. Il primo capitolo è
focalizzato sulle perdite economiche causate dalla malattia, che
nel 1996 furono stimate in 2,9 milioni di dollari neozelandesi;
importo pari al 6% del fatturato del settore apistico nazionale.
Contrariamente ad altri paesi, in Nuova Zelanda (NZ) l'uso di
sostanze antibiotiche in apicoltura è illegale ed il controllo
delle malattie deve obbligatoriamente passare per una buona conduzione
apistica. La prima normativa in NZ per il controllo della PA in
apicoltura risale al 1906 ma è dal 1998, con l'utilizzo
della procedura denominata Biosecurity Act, che sono state introdotte
modifiche normative radicali. La Biosecurity Act permette alle
categorie agricole, affette da avversità, di pianificare
le proprie strategie ed i propri obiettivi e di usare i mezzi
ed i fondi messi a disposizione dal governo. In questo caso per
la PA, l'organismo di riferimento è l'associazione nazionale
degli apicoltori. L'ambizioso progetto ha l'obiettivo di eliminare
totalmente la PA. I fattori che agevolano il piano sono la relativamente
piccola popolazione d'alveari (stimati in 350 - 400 mila unità);
il ferreo controllo sull'importazione di materiale apistico dall'estero
ed ultimo, ma non meno importante, l'incidenza relativamente limitata
della malattia sull'isola. L'obiettivo del progetto per i primi
quattro anni è stato quello di ridurre l'incidenza della
PA ogni anno di un 10% rispetto all'anno precedente per poi nei
successivi cinque anni ridurre l'incidenza allo 0,1%.
Il metodo (Pest Management Sistem-PMS-) per l'eliminazione della
PA è basato sulle seguenti azioni: registrazione di tutti
gli apiari e di tutti i casi di PA, distruzione degli alveari
infetti, consulenze, corsi, materiale informativo, ecc. ed infine
adozione di un piano di misure da implementare in azienda (Disease
Elimination Conformity Agreements-DECAs-) riferendosi al quale
gli apicoltori possono formulare e programmare un piano personalizzato
per risanare gli apiari.
Nel secondo e terzo capitolo troviamo una breve storia della PA
in NZ ed il ciclo biologico del bacillo che causa la malattia.
Nel quarto e quinto capitolo sono ben mostrati, con il supporto
di immagini, i sintomi della PA e sono illustrati i possibili
scenari che si manifestano nelle colonie infette con un accenno
al comportamento igienico di alcune colonie.
Particolarmente interessante il sesto capitolo, dove vengono presi
in considerazione i mezzi con cui si può contribuire alla
propagazione della PA. I più importanti mezzi di diffusione
vengono individuati nel trasferimento di favi di covata e di favi
che abbiano contenuto covata tra le famiglie e nel saccheggio
di colonie malate da parte di famiglie sane. La diffusione tramite
i favi ed in particolare quelli che abbiano contenuto covata assume
una valenza particolare nel contesto di un apicoltura ove prevale
l'arnia langstroth il cui modulo base può indifferentemente
essere utilizzato quale corpo/nido o melario. Scarsa importanza
viene invece attribuita al materiale apistico: leva, guanti, affumicatore,
ecc. così come al rischio di contaminazione causato da
deriva o da fogli cerei. Sebbene sia chiaro che guanti, leva,
ecc, entrando in contatto con un alveare ammalato possono raccogliere
delle spore, è alquanto improbabile che queste siano sufficienti
a trasmettere l'infezione. Una considerazione analoga vale per
i rischi di diffusione delle spore tramite disopercolatrice, smelatori,
ecc. Resta evidente che tutte le precauzioni del caso, quando
praticabili, risulteranno utili.
Di nessuna importanza per un possibile contagio è considerato
il suolo di fronte agli alveari colpiti: prove effettuate hanno
dimostrato che le eventuali spore sono dilavate dalle piogge.
Il settimo capitolo si occupa dell'ispezione degli alveari e della
diagnosi della malattia.
Nuovamente di particolare interesse è l'ottavo capitolo
dove vengono date delle indicazioni pratiche per la sterilizzazione
di materiale infetto, con tutte le possibili alternative: candeggina,
paraffina ecc...
Il nono ed il decimo capitolo prendono in considerazione le azioni
e le strategie da adottare per eliminare la PA dall'ambiente:
la frequenza delle visite, le modalità della quarantena,
l'importanza della selezione di api igieniche. Uno spazio specifico
è quindi dedicato alla casistica ed ai possibili scenari.
L'undicesimo capitolo propone i piani di lotta applicabili a diverse
tipologie d'aziende da quelle amatoriali con meno di 10 alveari
a quelle professionali.
La parte finale suggerisce delle letture e fornisce un'abbondante
bibliografia per un possibile ulteriore approfondimento. Pur non
automaticamente trasferibile alle realtà apistiche di Paesi
molto diversi dalla Nuova Zelanda, questo manuale ha l'innegabile
pregio di essere unico nel suo genere. Tratta di un tema importante
per il settore ed è stato scritto per gli apicoltori con
un linguaggio semplice ma preciso, senza sfoggio di inutile saccenza.
Evidentemente gli autori conoscono bene la curiosità ed
il senso pratico che anima gli apicoltori!
Il libro si può acquistare on line sul sito http://www.ibra.org.uk
al costo di 9 sterline.
A cura di M. GOTTI
(Da
L'Apis n.8 - 2004)
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U.N.A.API.
Str.
Tassarolo 22 - 15067 Novi Ligure (AL)
tel. 0143
32 37 78 - Fax 0143 31 42 35
ultima modifica:
10 Agosto, 2006
- Credits
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