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Paraffinatura
delle arnie e del materiale apistico per la conservazione e la sterilizzazione
Russell Goodman (2001). (Hot wax dipping of beehive components for preservation
and sterilisation; RIDC publication N° 01/051).
Per chi volesse avventurarsi nella paraffinatura
delle arnie questa pubblicazione australiana di 28 pagine (in lingua inglese)
può sicuramente fornire utili informazioni. Consultabile su internet
all'indirizzo http://www.rirdc.gov.au/reports/HBE/01-051, è stata
curata dal RIDC, un ente australiano privato con partecipazione pubblica,
che si occupa di problemi agricoli e ambientali. Particolarmente interessante
è l'approccio all'obiettivo da raggiungere. Lo scopo dell'autore
è di fornire agli apicoltori un manuale pratico sulla paraffinatura
delle arnie. Dopo una ricerca bibliografica su precedenti pubblicazioni,
l'autore ha preso contatto con una decina di apicoltori per conoscere
i sistemi usati e per sapere quali elementi ritenessero essenziali per
la riuscita dell'operazione. Evidentemente in Australia l'esperienza degli
apicoltori di mestiere è considerata importante!
Il primo elemento che balza agli occhi, leggendo questo report, è
che contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la metodica non è
delle più semplici; non si tratta semplicemente di immergere l'arnia
nella paraffina calda per pochi secondi, ma, per la riuscita dell'operazione,
il materiale deve essere immerso nella cera per almeno dieci minuti ad
una temperatura minima di 140°C (160°C per la sterilizzazione).
Tempi e temperature sono essenziali per far fuoriuscire dal legno l'aria
e l'umidità. Giornalmente si riescono a trattare circa 50 arnie
e, secondo uno degli apicoltori intervistati, occorrono 30 grammi di cera
per un'arnia Langstroth. I primi due capitoli illustrano i motivi per
cui è importante paraffinare le arnie e quali sono le cause di
decadimento del legno (in Australia le arnie sono di legno di pino): danni
fisici e vernici non idonee fanno aumentare l'umidità del legno
a valori superiori al 20% che permettono lo sviluppo di funghi. Particolare
attenzione viene poi prestata per tutte le precauzioni e norme di sicurezza
da adottare; la cera, raggiunta una certa temperatura (punto di fiamma),
s'incendia. Il punto di fiamma varia secondo i tipi di cera usati e, per
lavorare in sicurezza, non si dovrebbero mai superare i 180°C; non
c'è comunque alcuna ragione tecnica di superare i 160°C. Il
quinto capitolo si occupa dei tipi di cera utilizzabili; in Australia,
infatti, non si usa la paraffina tal quale, ma si realizza una miscela
50/50 con cera microcristallina. La miscela ha un punto di fusione più
alto e risente meno dell'azione del sole cocente. Il sesto ed il settimo
capitolo illustrano le varie modalità e accorgimenti per effettuare
l'inceratura e l'eventuale sterilizzazione del materiale. Nel capitolo
successivo è dato ampio spazio ai diversi tipi di vasche in uso
nelle aziende. Il manuale si conclude indicando quali vernici usare e
come operare nel caso si volessero poi ulteriormente verniciare le arnie
paraffinate.
(Da
L'Apis n.2 - 2004)
4 Agosto, 2010
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