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varroa
(Varroa destructor)


UTILIZZO DELL'ACIDO OSSALICO DURANTE LA STAGIONE PRODUTTIVA
(2/2001) a cura di Ulderica Grassone e Barbara Leida

Il piano di lotta alla varroa che si è ormai consolidato nella comune pratica apistica prevede un trattamento tampone con Apilife Var in estate ed un trattamento di pulizia radicale con acido ossalico in assenza di covata. Alcuni anni or sono l'acido ossalico era stato testato anche in presenza di covata con una tempistica analoga a quella dell'Apilife Var: i risultati furono decisamente negativi sia per la bassa efficacia esplicata sia per i danni provocati alle famiglie. Al momento attuale, quindi, l'unico prodotto autorizzato per il trattamento tampone estivo è l'Apilife Var, a base di timolo ed altri oli essenziali. Benché l'efficacia dimostrata da questo formulato negli anni sia stata perlopiù soddisfacente, sono innegabili alcune problematiche a suo carico quali il costo elevato ed il calendario di utilizzo spesso non coincidente con quello dell'apicoltore, soprattutto in zone di melata e di raccolti tardivi. In questi contesti, infatti, l'apicoltore può scegliere o di rispettare il calendario dei trattamenti rinunciando a parte del raccolto, con conseguente intasamento dei nidi, o di trattare in presenza di melario, causando un'alterazione olfattiva del miele ivi contenuto oppure ancora di posticipare la data di inizio del trattamento con il rischio di perdere le famiglie o che l'efficacia sia compromessa dalle temperature in diminuzione.
Sulla base di queste considerazioni sono in corso già da alcuni anni sperimentazioni aventi l'obiettivo di individuare un prodotto alternativo altrettanto o più efficace dell'Apilife Var, da impiegare in stagione produttiva, che sia a basso costo, di semplice utilizzo e che non causi inquinamenti di varia natura nel miele dei melari.
foto ossalicoNel 1999 erano emersi dati incoraggianti da una prova effettuata dall'Istituto Nazionale di Apicoltura sull'uso dell'acido ossalico in estate con una metodica denominata "una volta ogni tanto". Nel 2000 Aspromiele ed Apilombardia, in collaborazione con la Commissione Sanitaria U.N.A.API e l'Istituto Nazionale di Apicoltura, nell'ambito dell'applicazione del Reg. CE 1221/97 hanno quindi ampliato la base sperimentale conducendo una serie di prove in campo per la verifica dell'efficacia acaricida di ripetuti trattamenti di acido ossalico effettuati nel corso della stagione produttiva e l'eventuale possibilità di sostituire in tal modo il trattamento tampone a base di Apilife Var.

Materiali e metodi
Il protocollo sperimentale seguito da Apilombardia è stato redatto in collaborazione con l'istituto di Entomologia Agraria dell'Università di Milano, quello di Aspromiele con l'Istituto Nazionale di Apicoltura. Le differenze procedurali esistenti tra il protocollo lombardo e quello piemontese sono precisate di seguito.
Le prove sono state condotte in parallelo su due gruppi di 20 alveari di pari forza e popolosità, di cui uno in Piemonte ed uno in Lombardia. Le colonie erano costituite da api appartenenti a ceppi di Apis mellifera ligustica ed erano alloggiate in arnie Dadan Blatt a 10 favi, munite di fondo a rete e cassettino per la raccolta ed il conteggio delle varroe cadute.
Nell'ambito di ciascun gruppo di 20 alveari, 10 famiglie sono state trattate con la metodologia da saggiare e le restanti 10, alveari testimoni, sono state trattate con Apilife Var secondo la metodologia tradizionale consigliata dalla Commissione Sanitaria U.N.A.API.; di questi è stata conteggiata la caduta naturale.
La prova ha previsto per gli alveari del primo gruppo l'effettuazione di tre trattamenti a base di acido ossalico nel corso della stagione produttiva, dopo ogni raccolto (robinia, castagno o millefiori, melata) al momento della levata dei melari.
La concentrazione in ac. ossalico della soluzione utilizzata per i trattamenti ha distinto i protocolli piemontese e lombardo: in Piemonte si è impiegata una soluzione al 5.4% (80 g ac. ossalico, 400 g zucchero, 1 litro di acqua demineralizzata), mentre in Lombardia era al 4.8 % (100 g ac. ossalico, 1 kg zucchero, 1 litro di acqua demineralizzata). Un quantitativo di 50 cc di soluzione veniva distribuito direttamente sulle api, per gocciolamento, negli spazi tra i telaini del nido. Al termine del trattamento delle famiglie testimoni con Apilife Var, su tutte le colonie impiegate per la sperimentazione nella Regione Lombardia è stato effettuato un trattamento di pulizia radicale. Si tratta di un altro elemento di distinzione tra i due protocolli.
Durante tutto il periodo delle prove non sono stati effettuati trasferimenti di favi od api da una colonia all'altra e prima di ogni trattamento le famiglie venivano controllate per verificarne la sanità, la forza e l'efficienza della regina. Il conteggio delle varroe cadute a seguito dei trattamenti e per caduta naturale veniva svolto su tutte le famiglie nel corso dell'intero periodo di sperimentazione, con cadenza settimanale e con l'ausilio di fogli diagnostici adesivi.
Su tutte le famiglie impiegate nel corso della sperimentazione è stato infine effettuato un trattamento di controllo con ac. ossalico nella stagione autunnale, in assenza di covata.

Risultati (vedi grafici)
I risultati ottenuti nella sperimentazione sono stati schematizzati nei grafici allegati.
Alle visite periodiche delle colonie, durante la stagione produttiva non sono state evidenziate differenze significative tra il gruppo trattato con ac. ossalico ripetuto e quello sottoposto al trattamento tradizionale con Apilife Var. Lo sviluppo delle colonie, l'efficienza delle regine e la produttività delle famiglie è stata giudicata pressoché analoga nelle due tesi. A seguito dei trattamenti con ac. ossalico non sono stati altresì osservati fenomeni di disturbo delle api, quali ad esempio interruzione temporanea della deposizione, irritazione della famiglia o mortalità della covata imputabile al trattamento; non si sono manifestati neanche fenomeni di intasamento dei nidi o spopolamenti.
Per quanto riguarda la prova condotta in Piemonte, nella quale non è stato fatto l'intervento di pulizia radicale al termine del trattamento con Apilife Var e l'infestazione di varroa nel corso dell'anno era medio basso, le prime differenze significative tra le due tesi sono da far risalire al periodo tardo estivo - autunnale. I conteggi settimanali delle varroe cadute hanno infatti evidenziato, a partire dal mese di settembre, un consistente aumento della popolazione infestante nelle colonie trattate in stagione con ac. ossalico ripetuto. Nel caso lombardo è stato osservato non solo che le famiglie trattate con acido ossalico ripetuto sono giunte al termine dell'estate con ancora un'abbondante presenza di varroa, ma anche che le colonie partite sin dall'inizio della stagione produttiva con un'elevata carica infestante hanno mantenuto comunque una discreta popolosità che ha consentito loro di essere produttive fino al termine della stagione estiva. L'efficacia media dei trattamenti è risultata tuttavia complessivamente bassa ed insoddisfacente in entrambe le tesi, variando dal 63 al 78% quella relativa all'Apilife Var e dal 35 al 39% quella relativa all'acido ossalico ripetuto, confermando l'andamento ottenuto anche dall'Istituto Nazionale di Apicoltura. Merita di essere osservato come nonostante la sostituzione dell'imballaggio delle tavolette, l'Apilife Var ha esplicato nel 2000 un'efficacia inferiore alle aspettative. L'argomento sarà approfondito in articoli successivi.

Conclusioni
Benché si sia dimostrato che l'utilizzo di acido ossalico ripetuto nel corso della stagione produttiva sia una metodica a basso impatto sull'alveare, i risultati evidenziano che si è ottenuto un tamponamento nelle situazioni di forte infestazione da varroa, permettendo la produzione di miele ed il mantenimento di una buona popolosità della colonia di api, ma non si è raggiunto l'obiettivo di "pulizia" estiva degli alveari. L'impiego di acido ossalico durante la stagione produttiva non può quindi intendersi come soluzione alternativa al tradizionale trattamento estivo con Apilife Var, ma eventualmente come trattamento tampone aggiuntivo da effettuarsi con il fine di abbattere parzialmente la carica della popolazione infestante e poter così rimandare l'inizio del trattamento tampone vero e proprio.
Interessante sarebbe verificare l'eventuale abbinamento di un trattamento estivo tradizionale con ApiLife Var con l'uso di acido ossalico "ogni tanto", eventualmente iniziando con un trattamento in primavera prima della posa dei melari.


ultima modifica: 04.08.2010 -