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L'apicoltura non é solo produzione
é, anche, conoscenza dell'ambiente, della vita delle api e degli
altri insetti pronubi.
Un'interessante iniziativa di comunicazione e di formazione.
A Poggio a Caiano, è partita una iniziativa che vede il concorso
di vari soggetti e si propone di gestire un'area di circa 2 ettari che
comprende organicamente le api e l'ambiente in cui vivono.
Poggio
a Caiano è un paese della provincia di Prato a metà strada
fra Firenze e Pistoia, caratterizzato da una fra le più belle ville
Medicee, edificata verso la fine del '400 su progetto di Giuliano da San
Gallo per Lorenzo il Magnifico. A qualche centinaio di metri dalla Villa,
lungo la Statale 66 in direzione Pistoia, si trova un appezzamento di
terreno, con circa 350 alberi da frutto, di proprietà dell'Istituto
Agronomico per l'Oltremare; vi si trova anche un piccolo rustico. Al confine,
sugli argini del torrente Ombrone, due portali in pietra sono ciò
che resta di un ponte di ferro, costruito nel 1833 su progetto di Alessandro
Manetti. Dall'incontro fra ARPAT (Associazione Regionale Produttori Apistici
della Toscana, sezione di Prato), Istituto Agronomico per l'Oltremare,
Consorzio Pisa Ricerche e la gentile disponibilità del professor
Mauro Pinzauti quale consulente scientifico degli apicoltori pratesi,
si è avviato un programma per il recupero e la gestione complessiva
dell'area e che si inserisce in un progetto che lo IAO ha in Senegal,
per trattare certe patologie animali con preparati a base di propoli e
miele (i farmaci industriali sono molto costosi e difficilmente reperibili).
Il Consorzio Pisa Ricerche con il professor Dario Cianci, provvederà
alla formulazione e sperimentazione, lo IAO al trasferimento dei protocolli
in Senegal. Propoli, miele e cera verranno dall'Oasi, dove l'ARPAT ha
installato un apiario. Attualmente sono presenti 18 alveari, due dei quali
in arnie da osservazione, isolati dagli altri e dotati di un riparo con
finestra,
per consentire a scolaresche, gruppi o singoli visitatori di avvicinarsi
alle api senza alcun pericolo e poter vedere la vita della famiglia all'interno
dell'arnia. Lungo il percorso, pannelli illustrati, forniscono informazioni
relative a prodotti, vita e biologia di api ed altri insetti pronubi.
Se ne evidenzia l'insostituibile contributo per la propagazione e lo sviluppo
di gran parte delle piante di interesse agrario e di quelle spontanee.
In una sala del fabbricato si possono tenere incontri di approfondimento
dei temi emersi in seguito alla visita dell'Oasi; una esposizione di attrezzature
costruite nel corso del XX secolo mostra la storia e l'evoluzione dell'apicoltura.
Abbiamo installato alcuni nidi trappola per effettuare una indagine sulla
biodiversità apistica (a fine stagione consegneremo i bozzoli raccolti
al professor Pinzauti per la classificazione). Due underbasket (Marco
Accorti) sono stati posti davanti alle arnie da osservazione: costituiscono
un semplice ed efficace metodo di biomonitoraggio. Per il recupero del
frutteto, abbiamo chiesto la collaborazione dell'Istituto Professionale
per l'Agricoltura di Pistoia 'Barone Carlo de Franceschi'. Gli studenti
di una classe hanno eseguito la potatura dei meli e realizzato un programma
per la gestione agraria con modalità di tipo biologico, che senza
perdere di vista il conseguimento di risultati economici, ci permetta
di produrre frutta gustosa, sana e senza residui di prodotti di sintesi.
In
una parte attualmente non coltivata, siamo intenzionati ad iniziare una
raccolta di piante da frutto antiche o che siano presenti nella nostra
zona da molto tempo (ne abbiamo già acquistate una trentina), quale
impegno al mantenimento di un cospicuo patrimonio di varietà che
spesso presentano caratteristiche di rusticità e scarsa esigenza
di trattamenti antiparassitari, frutto di un naturale processo di adattamento
alle condizioni climatico-ambientali e che costituiscono un patrimonio
biologico da tutelare e valorizzare. Con la scuola di Agraria, abbiamo
iniziato una ricerca sul territorio, per identificare e classificare fruttiferi
antichi ancora presenti, provvedere alla loro propagazione e successivamente
al loro impianto nell'Oasi, per arricchire la raccolta e mantenere varietà
che senza un impegno deliberato, rischiano di scomparire.
L'Oasi Apistica le Buche (le Buche è la denominazione agraria dell'area
dove sorge), è il soggetto nato da ARPAT per sostenere con l'impegno
personale volontario di alcuni soci, questa iniziativa. Il sabato e la
domenica è aperta al pubblico e la mattina sono possibili visite
guidate su prenotazione. Chi desidera maggiori informazioni, può
scrivere all'indirizzo di posta elettronica: oasilebuche@katamail.com
Giuseppe Bennati
Oasi Apistica le Buche
Via Regina Margherita 26
59016 Poggio a Caiano (PO) ARPAT sezione di Prato
| Chi
è: Istituto Agronomico per l'Oltremare.
La storia dello IAO, comincia nel 1904, quando
viene fondato da un gruppo di appassionati studiosi di ambienti
tropicali. Inizialmente venne chiamato 'Istituto Agricolo Coloniale
Italiano'. Il principale obiettivo dell'Istituto è sempre
stato la creazione di un centro per lo studio di ambienti e agricoltura
tropicali e la preparazione di personale.
Nel 1953 con la soppressione del Ministero dell'Africa Italiana,
passa sotto il Ministero degli Affari Esteri e riceve il presente
nome nel 1959. Attuale Direttore Generale è Alice Perlini.
Oggi lo IAO è l'organo di consulenza e assistenza tecnica
e scientifica del Ministero degli Affari Esteri, nel campo della
cooperazione allo sviluppo nei settori dell'agricoltura e dell'ambiente.
Fra i fini istituzionali dell'Istituto Agronomico per l'Oltremare
vi è lo studio e la ricerca finalizzata ad una corretta gestione
e conservazione delle risorse naturali, la valorizzazione delle
risorse naturali e delle risorse agro-alimentari in ambito nazionale
ed internazionale, in particolare nei Paesi in via di sviluppo.
Ulteriori informazioni sullo IAO, si possono trovare in rete all'indirizzo:
www.iao.florence.it
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ultima modifica:10 Aprile, 2004
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