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Nosema: una prima indagine sulle
possibili ricadute di una diffusa tecnica apistica
La riduzione del volume del nido con un separatore, nella fase di ripresa
dello sviluppo della famiglia d'api, garantisce una quantificabile diminuzione
del numero di spore del nosema?
Una delle malattie più diffuse tra le api
adulte è la nosemiasi. La sua presenza subdola all'interno dell'alveare
sembra essere sempre più responsabile di spopolamenti e di una
negativa influenza sulle capacità dell'alveare di produrre miele.
Ciò nonostante è una patologia dell'alveare poco considerata
perché non si manifesta sempre in modo evidente, compare solo in
certe annate e non si hanno certezze su quali siano gli elementi che la
determinano.
Determinazione della evoluzione delle spore
Il lavoro è stato realizzato nell'arco di due anni. In tutti i
mesi del primo anno, nel periodo compreso tra ottobre e maggio, sono stati
prelevati da sedici alveari campioni di api in cui è stato determinato
con un vetrino contaglobuli il numero di spore .
E' stata adottata la metodica standard per il conteggio delle spore di
nosema di George E. Cantwell. Dai dati ottenuti, riportati nella tab.
1 e nel grafico 1, si evidenziano due picchi di evoluzione del protozoo,
che corrispondono al periodo di ottobre ed a quello di febbraio-marzo.
Valutazione di una
tecnica apistica
Nell'anno successivo abbiamo cercato di capire quanto una tecnica apistica
possa influenzare lo sviluppo del nosema nel periodo primaverile. Alcuni
apicoltori sono infatti soliti, a partire dal mese di gennaio, restringere
le api su un numero molto limitato di favi mediante l'impiego di uno o
due diaframmi.
In un apiario di 20 alveari sono stati prelevati campioni di api nel periodo
compreso tra gennaio ed aprile. In 10 alveari dell'apiario non è
stato ristretto il volume del nido. Negli altri 10, ai primi di febbraio,
le api sono state srette su 5-7 favi, in funzione della quantità
di api presenti.
Dal conteggio risulta che, negli alveari con famiglia stretta su pochi
favi, il numero di spore è cresciuto di più che negli alveari
con famiglia non ristretta su parte dei favi.
Nel periodo di fine marzo/inizio aprile il numero di spore è ritornato
similare in entrambi i gruppi di alveari.
Osservazioni
Nel periodo considerato è stato osservato che la covata negli alveari
ristretti si è sviluppata sfruttando meglio tutta la superficie
dei favi, mentre negli alveari lasciati larghi la covata si è sviluppata
su un numero maggiore di telaini, ma con superfici più ridotte.
Il restringimento può essere effettuato con diaframmi di materiale
coibentante. Nella prova è stato usato (foto 1 e 2) un semplice
diaframma in legno.


Conclusioni
Dalla prova risulterebbe che il restringere le api nella fase di ripresa
della deposizione può comportare lo sviluppo di spore di nosema.
Ci sembra prematuro trarre, da questa limitata esperienza, conclusioni
di sorta. Ci sembra, invece, che possa essere interessante valutare un
metodo per verificare i risultati sullo sviluppo del nosema di tecniche
di conduzione apistica.
Intendiamo ripetere la prova usando diaframmi che garantiscano un miglior
coibentamento e stringendo le api su un numero minore di favi.
Con la speranza che anche altri abbiano voglia e risorse per lavorare
su questo importante tema e ci comunichino piste d'indagine e risultati.
Luca Allais
(Da
L'Apis n.2 - 2004)
4 Agosto, 2010
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