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Indagine conoscitiva sul nosema della Commissione Sanitaria U.N.A.API.

La nosemiasi: uma malattia subdola e poco considerata dell'alveare, responsabile, però, anche di gravi danni. Un primo lavoro, realizzato dalla Commissione Sanitaria U.N.A.API., fa il punto della situazione.

La Commissione Sanitaria U.N.A.API. ha in questi ultimi anni ampliato il proprio ambito di attività, non più limitato alla sola varroasi, ma esteso ora a tutte le patologie dell'alveare. A tal fine ha realizzato un'indagine conoscitiva finalizzata alla lotta alla nosemiasi, prelevando 149 campioni di api, in apiari dislocati nel nord Italia.
Particolare attenzione è stata dedicata alla scelta delle aziende, che dovevano essere rappresentative non solo del luogo e della realtà apistica, ma che fossero anche aziende di riferimento affinchè, a cascata, le osservazioni condotte potessero ricadere anche sulle altre aziende del luogo.
Attraverso l'intervista condotta in azienda e l'analisi di laboratorio delle api, è stato possibile individuare una serie di anomalie ed errori che influiscono negativamente sullo sviluppo delle famiglie favorendo l'insorgenza del nosema. Tali problematiche sono state messe a fuoco con il colloquio finale nelle aziende coinvolte nell'indagine.

tabella nosema 1Indicazioni tecniche fornite alle aziende apistiche
E' fondamentale premettere che al momento attuale non vi sono prodotti chemioterapici disponibili per la lotta al nosema; il Fumidil B, unica specialità sino a pochi anni fa autorizzata, è stato infatti ritirato dal commercio il 31 dicembre 2000, dal momento che la ditta produttrice non ha inteso rinnovare la domanda di autorizzazione. Non rimangono che rimedi allopatici e manipolativi.
Generalmente ci si accorge della presenza del nosema solo quando si osservano le pareti esterne delle arnie sporche, ma a questo punto è troppo tardi perché la quantità di spore ha raggiunto livelli tali da recare danni talora irreversibili.
Nell'impostazione della lotta alla patologia assumono, pertanto, enorme importanza gli interventi preventivi, consistenti nell'adottare tutte quelle strategie atte ad impedire che si manifesti la presenza di spore. Una volta individuate occorrerà, invece, fare in modo che rimangano entro valori contenuti tali da non arrecare danno alle api.
Più in dettaglio le indicazioni operative consistevano:

tabella nosema 2Numero di spore per ape
Nei casi in cui gli esami di laboratorio non abbiano evidenziato presenza di spore, è stato consigliato di limitarsi ad un esame visivo degli alveari, dal momento che, non essendoci spore al momento del prelevamento dei campioni, è pressochè impossibile che si possa sviluppare la malattia almeno nel breve periodo.
Nei casi in cui sia stata riscontrata dissenteria non accompagnata da presenza di spore di nosema, le problematiche sono da attribuire esclusivamente alla dissenteria, causata da eccessiva clausura conseguente ad un inverno lungo.
Il problema si risolve, generalmente, da solo con le prime giornate di bel tempo che consentono i voli di purificazione delle api. Nei casi in cui la presenza di spore arrivava al massimo a 10.000.000 per ape è stato consigliato di tenere strette le famiglie su un numero di favi limitato, garantendo una minor dispersione di calore e quindi una migliore coibentazione. Nel caso in cui il numero di spore fosse superiore ai 10.000.000 per ape, oltre a tenere strette le famiglie, è opportuno consigliare anche di intervenire con nutrizioni proteiche di supporto e, non appena le api si sono riprese, di procedere alla sostituzione delle regine dal momento che anche gli ovari delle regine, in presenza di un elevato numero di spore, vengono colpiti, riducendone drasticamente la capacità depositiva.

 

Esposizione
L'esposizione dell'apiario nella stagione invernale, potendo favorire voli di purificazione più o meno frequenti, è in grado di influenzare in maniera significativa la possibilità di sviluppo del nosema; sono da bandire le esposizioni a nord ed in misura minore quelle a est o a ovest.
E' indispensabile consigliare esposizioni a sud o sud-est, soprattutto se le api vengono invernate su mieli ricchi di ceneri (castagno e melata)

tabella nosema 3Ombreggiamento
I migliori risultati si ottengono con ombreggiamento nullo e buona esposizione al sole. Pertanto è opportuno consigliare di spostare gli apiari in zone con il maggiore soleggiamento possibile.

Scorte
Per quanto riguarda le operazioni di invernamento è opportuno consigliare di far svernare le api su scorte di miele chiaro. Il miele scuro, come il castagno e la melata, è più ricco di scorie che riempiono velocemente l'ampolla rettale favorendo la dissenteria: bastano a questo punto poche api infette dal nosema per scatenare la malattia nell'alveare. Importanti anche buone scorte di polline. Quanto più l'apiario è mal esposto, tanto più è importante la qualità delle scorte.

Conclusioni
I dati raccolti in occasione delle visite aziendali ed a seguito degli esami condotti al microscopio per la ricerca delle spore del nosema consentono una loro analisi complessiva.
Un dato molto interessante è che ben il 53,69% dei campioni è risultato colpito da nosema. Questo conferma quanto la patologia sia sconosciuta e sottovalutata.
Le api infette dal nosema vanno precocemente incontro alla morte e questo fatto pregiudica lo sviluppo primaverile della famiglia ed il successivo raccolto, fattori che vengono sovente attribuiti dall'apicoltore ad altre cause.
E' stata confermata la validità delle indicazioni operative di assistenza tecnica finalizzate a colpire il parassita nei punti deboli o a rendere le api fisiologicamente capaci di difendersi: sistemare gli alveari nelle parti più calde e soleggiate, al riparo da venti, su terreno asciutto e ben drenato; evitare i luoghi di abbeverata con acqua stagnante e tenere gli abbeveratoi al sole, ben puliti, con acqua corrente o spesso rinnovata; curare che le api abbiano a disposizione molte proteine, fornendole quando scarseggia il polline, con nutrizioni a base di farine di castagne o leguminose...; favorire, in primavera, ripetuti voli di purificazione; tenere, in inverno, le famiglie calde e strette, con fori di volo ridotti, ma non oscurati.

tabella nosema 4Numero di spore per ape
Ben il 53,69% dei campioni presenta spore di nosema. Il 4,69% inferiore a 1 milione di spore/ape, il 25,46% da 1 milione a 5 milioni di spore/ape, l'11,39% da 5 milioni a 10 milioni di spore/ape e il 12,06% superiori a 10 milioni di spore/ape.

Altitudine
In funzione delle fasce altimetriche risulta che tra i 0 e 200m slm i campioni positivi sono il 44,90%, tra i 200 e 400m slm sono il 70,00%, tra i 400 e 600m slm sono il 56,67%, mentre oltre i 600m slm sono il 30,00%.

Esposizione
I campioni delle famiglie d'api esposte a est sono risultati positivi nel 66,67% dei casi, di quelle esposte a nord nel 100%, di quelle esposte a ovest nel 66,67%, di quelle esposte a sud nel 47,73%, di quelle esposte a sud-est nel 59,38% e di quelle esposte a sud-ovest del 25%.

Ombreggiamento
L'ombreggiamento completo ha determinato il 62,50% dei casi positivi, l'ombreggiamento medio il 57,69%, l'ombreggiamento minimo il 58,79% e l'ombreggiamento nullo il 47,83%.

Umidità
Nelle zone ritenute umide, i casi positivi sono stati pari al 55,00%, nelle zone con un po' di umidità sono positivi il 51,85% dei casi e in quelle dichiarate non umide sono il 54,67% dei casi.

Escursioni termiche
Nelle zone senza significativa escursione termica i casi positivi sono stati il 48,65%, quelle con escursione termica significativa il 50,75%, mentre quelle con escursioni saltuarie il 62,22% dei casi.

Diarrea all'esterno dell'alveare
Gli alveari che presentavano sintomi evidenti di dissenteria esterna erano colpiti da nosema nell'84,62%, quelli che presentavano tracce di dissenteria erano colpiti nel 70,00%, mentre quelli che non manifestavano sintomi esterni erano colpiti nel 45,28% dei casi.

Diarrea all'interno dell'alveare
Gli alveari che presentavano sintomi di dissenteria interna erano colpiti da nosema nel 100% dei casi, se invece presentavano tracce di dissenteria erano colpiti nell'84,62%, mentre se non manifestavano sintomi di dissenteria all'interno degli alveari erano colpiti nel 48,46% dei casi.

Diarrea negli anni precedenti
Tra gli apicoltori che non avevano riscontrato diarrea negli anni precedenti, il 48,08% presenta nell'anno dell'indagine conoscitiva campioni positivi; la percentuale di campioni positivi sale al 66,67% tra coloro che avevano riscontrato diarrea negli anni precedenti.

Qualità delle scorte
Anche la qualità delle scorte invernali ha influenza sul nosema: il 63,41% dei campioni era positivo se prevaleva il miele di castagno, il 70% era positivo se era un misto di castagno e melata di metcalfa, mentre era positivo il 52,86% se prevaleva la melata di metcalfa.

Api che si trascinano
Negli apiari dove non sono state osservate api che si trascinavano, incapaci al volo, davanti agli alveari, sono stati trovati positivi il 47,93% dei casi, in quelli dove c'erano poche api che si trascinavano sono stati trovati positivi il 75% dei casi e in quelli dove vi erano molte api che si trascinavano sono risultati positivi il 100% dei casi.

Nutrimento
Sono risultati positivi il 50,67% dei campioni degli apiari a cui è stata fornita una nutrizione integrativa; la percentuale di campioni positivi passa al 56,76% negli apiari in cui non si è intervenuti con alimentazione.

Tipo nutrimento
In base al tipo di nutrimento somministrato sono stati trovati il 25% dei casi positivi nel caso di somministrazione di nutrimento liquido, il 60,47% dei casi positivi nel caso di somministrazione di nutrimento solido, il 41,67% dei casi positivi nel caso di somministrazione di nutrimento sia liquido che solido.

Luca Allais
Roberto Barbero
Commissione Sanitaria U.N.A.API.

(Da L'Apis n.9 - 2003)

4 Agosto, 2010 -