Sostegno all’apicoltura: fine del regolamento 1234, al via il regolamento 1308

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20 gennaio 2014

unione europeaIl regolamento 1308/2013, che abroga il precedente regolamento 1234/2007, disciplina, fra l’altro, anche gli aiuti all’apicoltura.

I regolamenti 1221 del 1997, 797 del 2004 e 1234 del 2007 sono stati  emanati dal Consiglio europeo, per quest’ultimo invece si è applicata la procedura legislativa ordinaria, introdotta in ambito agricolo dal Trattato di Lisbona, per cui nel merito ha potuto esprimersi, con pari poteri rispetto al Consiglio, anche il Parlamento europeo.

E, in effetti, Parlamento Europeo, informato e sollecitato attivamente dal Gruppo Miele del Copa-Cogeca, ha riaffermato pure in un momento di drastici tagli la necessità di mantenere quantomeno invariato il sostegno all’apicoltura e, con successive integrazioni e modifiche, ha ottenuto l’approvazione di puntuali emendamenti finalizzati a meglio sostenere il settore.  

Leggi il Regolamento UE 1308/2013

Gli articoli del nuovo regolamento 1308/2013 di interesse per l’apicoltura sono il 55, il 56 e il 57, con questi principali contenuti e cambiamenti rispetto ai precedenti regolamenti:

$11.- Gli  Stati membri possono elaborare programmi nazionali triennali a favore dell’apicoltura e tali programmi devono essere sviluppati in collaborazione con le organizzazioni rappresentative del  settore apistico.

- Le possibili misure dei programmi nazionali vengono ampliate e modificate infatti:

1a.      Non si parla più di “lotta contro la varroasi”, ma più in generale di “lotta contro gli aggressori e le malattie dell’alveare, in particolare la varroasi”.  

1b.      La misura di sostegno ai laboratori di analisi viene estesa  a tutti i prodotti dell’apicoltura.

1c.      Viene introdotta la misura “monitoraggio del mercato”, indispensabile per potere avere con continuità dati strutturati sul mercato ed il settore produttivo.

1d.      Viene introdotta una nuova misura riguardante il “miglioramento della qualità dei prodotti per una loro maggiore valorizzazione sul mercato”.  

Si auspica che adesso, nella formulazione dei piani nazionali, queste opportunità non vadano sprecate.

  

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