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HOME NORME E REGOLAMENTI Danni apicoltura 2002: una delusione

Danni apicoltura 2002: una delusione

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16 marzo 2004

La nuova circolare Agea, emessa nel tantativo di spiegare la precedente circolare relativa agli aiuti sulle calamità in apicoltura 2002, solleva ulteriori dubbi e perplessità operative.

Circolare Agea del 4 marzo 2004 (pdf 49 kb)

Domanda di contributo, ai sensi del programma di interventi urgenti nel settore apistico, avversità naturali – anno 2002 (word 51 kb)

Prima circolare circolare emessa da Agea

Considerazioni di Unaapi

Lettera di Unaapi inviata al Ministero delle Politiche agricole e forestali sulla "Definizione criteri applicativi"


Circolare Agea

OGGETTO: programma di interventi urgenti nel settore apistico, avversità naturali anno 2002.

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha predisposto un programma specifico di aiuti nazionali a favore del settore apistico colpito da condizioni meteorologiche sfavorevoli nel corso dell’anno 2002.
Tale programma, che ha ottenuto il benestare della Commissione Europea ed il parere favorevole della Conferenza Stato – Regioni, prevede, a favore degli apicoltori che nell’anno 2002 hanno subito danni alla produzione di miele, eccedenti l’ordinario rischio di impresa, un contributo in conto capitale fino al 30% del danno subito.
L’entità del danno è calcolata ponendo a base di riferimento la fatturazione della produzione media del triennio precedente con l’analoga fatturazione della produzione per l’anno 2002.
Per fatturazione s’intende la differenza tra fatturato complessivo dell’anno 2002 (intero fatturato nel corso dell’anno solare al netto dell’IVA) e fatturato, al netto dell’IVA, che si riferisce al al miele prodotto nel solo anno 2002. Ciò in quanto è ricorrente la vendita e quindi la fatturazione nel corso di un anno di prodotto ottenuto nell’anno precedente.
I beneficiari dell’intervento sono individuati esclusivamente in produttori apistici che esercitano l’attività apistica a fini commerciali, ai sensi del D.Leg.vo 228/2001, che dispongono di partita IVA e pertanto sono in grado di documentare il fatturato aziendale al netto dell’IVA degli ultimi tre anni e dell’anno di riferimento ed, in via prioritaria, che possiedono un numero minimo di alveari censiti pari a n.105.
Il produttore apistico deve, in ogni caso, risultare in regola con la denuncia delle arnie alle AUSL per le annualità di riferimento utilizzate per il calcolo dell’indennizzo.
Per aziende apistiche si intendono anche le Cooperative di apicoltori alle quali spetta l’obbligo di presentare l’elenco dei soci, onde evitare eventuali duplicazioni di domande.
Le domande vanno redatte su apposito modello (all. 1) e vanno presentate alle Regioni e/o Province Autonome di Trento e Bolzano competenti per territorio entro le ore 12,00 del 31 marzo 2004.
Le istanze possono essere raccolte dall’Unione Nazionale dei Produttori competente (UNAAPI) e dalle Associazioni riconosciute dalle Regioni per essere, entro il termine di cui sopra, inoltrate alle Regioni e/o Province Autonome competenti.
A loro volta le Regioni e/o Province Autonome provvedono all’istruttoria della domanda ed in particolare a:
- verificare ed attestare la conformità della documentazione probatoria (fatturato medio delle annualità 1999-2001, fatturato dell’anno 2002, numero degli alveari dichiarati, copia della denuncia alle AUSL delle arnie possedute, eventuale autocertificazione del produttore resa ai sensi del D.P.R. 445 del 28.12.2000 attestante la rispondenza del fatturato alla reale produzione degli anni di riferimento);
- acquisire la certificazione antimafia, ai sensi del D.P.R. 30 giugno 1998 n. 252, per importi superiori ad euro 154.937,07 nonché valido certificato camerale in caso di pagamenti in favore di società.
Ulteriori verifiche potranno essere disposte dagli Uffici istruttori delle Regioni e/o Province Autonome al fine di risolvere eventuali anomalie od incongruenze rilevate.
Al termine dell’istruttoria delle pratiche le Regioni e/o Province Autonome devono inviare all’Ag.E.A – Ufficio Aiuti Nazionali – Via Palestro n. 81 -00185 Roma, l’elenco dei beneficiari con gli importi da liquidare su apposito modello (all. 2) validamente sottoscritto dal responsabile regionale, trattenendo agli atti la domanda di cui all’allegato 1 e la relativa documentazione probatoria. La Regione e/o Provincia Autonoma attesta la conformità della documentazione probatoria e la regolarità delle modalità di calcolo dell’aiuto in questione.
L’elenco di liquidazione di cui all’allegato n. 2 dovrà pervenire all’Ag.E.A entro il termine massimo del 30 giugno 2004.
L’Ag.E.A. ammetterà a liquidazione solo gli elenchi pervenuti entro il citato termine e, pertanto, i soggetti non compresi, nell’ultimo elenco di liquidazione si intenderanno non ammessi a beneficiare dell’aiuto nazionale. Di tale evento sarà data comunicazione ai soggetti interessati a cura dell’ufficio regionale istruttore, ai sensi della legge n. 241 del 7 agosto 1990.
Unitamente o contestualmente all’invio dell’elenco cartaceo dei soggetti liquidabili, le Regioni e/ Province Autonome trasmettono gli stessi dati anche su supporto magnetico o via telematica secondo specifiche tecniche da concordare.

IL DIRETTORE AREA COORDINAMENTO
(Dr. Giancarlo NANNI)


 

La valutazione di U.N.A.API sulla Circolare emanata dall’AGEA (16 febbraio 2004)

L’U.N.A.API.:
• Si è mobilitata insieme ad apicoltori, associazioni ed enti, dall’estate 2002 in poi, per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità che ha colpito l’apicoltura in quell’anno;
• Ha salutato con soddisfazione, a seguito delle azioni mediatiche intraprese, il riconoscimento della calamità 2002 da parte delle istituzioni e gli impegni assunti;
• Ha seguito passo passo tutti i tentativi per dare attuazione a quanto promesso dal Ministro Alemanno sulle azioni a sostegno degli apicoltori causa avversità naturali anno 2002;
• Ritiene positivo che si sia giunti, finalmente, alla emanazione di una circolare applicativa predisposta dall’AGEA;
• Giudica inaccettabili diversi punti contenuti nella circolare applicativa AGEA.

L’U.N.A.API. ha ragione di ritenere che si sia perseguito l’obiettivo di non spendere quanto promesso e disponibile.
La circolare AGEA infatti propone svariati aspetti che impediscono agli apicoltori d’avvalersi dei fondi formalmente disponibili:
1. Prevede una tempistica inusuale per la presentazione delle domande e tale da determinare, in particolare in mesi di grande impegno di campo per gli apicoltori, una prima sostanziale “scrematura”dei possibili beneficiari;
2. Riconosce, senza fornire motivazione alcuna, il danno solo alle aziende commerciali che possiedono un numero minimo di alveari censiti pari a n.105 dimenticando che l’apicoltura è, per eccellenza, attività integrativa del reddito rurale ed agricolo, e che la definizione di “produttore apistico che esercita l’attività a fini economici” è caratterizzata dall’aver acquisito una specifica posizione IVA non legata o riferita ad un numero preciso e definito di alveari;
3. “Dimentica” che in alcune regioni in montagna e collina gli alveari necessari per definire la prevalenza professionale dell’apicoltore non sono 105 ma bensì 60;
4. Non specifica se tale limite dei 105 alveari riguarda la sola annualità 2002 od anche le tre pregresse poste quale riferimento;
5. Vincola la domanda alla verifica di censimento degli alveari alle AUSL , quando tale obbligo non è uniformemente praticato in tutte le regioni italiane;
6. “Dimentica” sia le aziende con recente crescita del numero di alveari allevati sia quelle da poco insediate, penalizzando particolarmente i giovani e le aziende con recenti investimenti,
7. Non definisce procedure certe ed univoche per la definizione del fatturato di riferimento;
8. Impone alle Regioni la verifica di conformità della documentazione probatoria quando nel contempo accetta anche l’eventualità di un’autocertificazione del produttore resa ai sensi del D.P.R. 445 del 28.12.2000 attestante la rispondenza del fatturato alla reale produzione degli anni di riferimento.
L’U.N.A.API. constata con dispiacere che non si sono volute accettare proposte migliorative e ritiene che tale atteggiamento possa essere spiegato solo con la volontà di realizzare formalmente l’aiuto promesso ma non renderlo possibile nella pratica.
L’U.N.A.API., nell’invitare comunque tutti gli apicoltori ad attivarsi per presentare le domande, esprime la speranza che il Ministro Gianni Alemanno, l’AGEA e le Regioni possano radicalmente rivedere le procedure adottate.

Francesco Panella, 16-2-2004


Lettera di Unaapi inviata al Ministero delle Politiche agricole e forestali sulla "Definizione criteri applicativi"

AL MINISTRO DELL'AGRICOLTURA ON. GIANNI ALEMANNO
Via XX Settembre 20 Roma

Alle REGIONI E PROVINCE AUTONOME

All'A.G.E.A. - Via Palestro, 81 00185 ROMA

Alle ASSOCIAZIONI ED AZIENDE DEL SETTORE APICOLO

P.C. ALLA STAMPA DI SETTORE


Ogg.: Avversità naturali 2002 - Definizione criteri applicativi (14 marzo 2004)

A seguito dell'emanazione della Circolare A.G.E.A. sulle avversità naturali in apicoltura anno 2002 e delle notevoli problematiche interpretative ed applicative che ne conseguono l'U.N.A.API., con questa breve nota, sottopone alla riflessione dei soggetti coinvolti alcune possibili proposte operative.
Il presupposto, non scontato, è che vi sia una comune volontà per raggiungere l'obiettivo di far effettivamente pervenire ai produttori apistici che hanno subito la calamità 2002 le risorse formalmente disponibili.
Appare non secondario ricordare, come evidenziato dall'allegato 1 del "Programma di interventi urgenti nel settore apistico" del Mipaf, che nel 2002 si è prodotto un danno grave e generalizzato alla produzione nazionale di miele.
E' evidente, inoltre, che:
- L'apicoltura presenta caratteristiche strutturali (dimensioni aziendali, canali di commercializzazione, ecc.) molto diverse tra le Regioni,
- Il danno economico subito dalle aziende può essere, in molti casi, scarsamente evidenziato dal volume d'affari (ricorso all'approvvigionamento extra aziendale per mantenere i clienti al dettaglio).

Ciò premesso, ed anche per evitare problemi in fase di liquidazione dell'indennizzo (cosa succederà infatti se i beneficiari ammessi dalle Regioni avranno complessivamente titolo per un importo superiore allo stanziamento ?) si ritiene possa essere sensato:
- Ripartire la somma disponibile per gli indennizzi tra le Regioni proporzionalmente al danno subito come indicato dal citato allegato 1,
- Attribuire alle Regioni la facoltà di adottare i criteri e le procedure più confacenti alle caratteristiche dell'apicoltura dei rispettivi territori.
Nello specifico si ritiene possa essere, in generale, percorribile una delle le seguenti ipotesi per la suddivisione della disponibilità regionale tra le aziende beneficiarie:
1. Sulla base del numero di alveari regolarmente denunciati nel 2002 o in rapporto alle produzioni medie di miele per zona (a questo riguardo si potrebbero utilizzare anche i dati del rapporto INEA 2000 sulle produzioni zootecniche disponibili sul sito http://www.inea.it/progetti/rls.cfm)

2. Secondo il meccanismo proposto del confronto tra i volumi di affari.
In questo caso, oltre ad una migliore precisazione di aspetti non secondari della procedura, occorre assolutamente prevedere:
- Flessibilità di applicazione che consenta di ricomprendere tra i beneficiari le aziende di recente insediamento o oggetto di variazione di Ragione sociale, ma pienamente operanti nel 2002,
- Correttivi rispetto all'aumento generalizzato dei prezzi, dovuto esclusivamente alla sfavorevole congiuntura, ed all'eventuale aumento/diminuzione di alveari allevati dalle aziende negli anni di riferimento. Ciò evidentemente anche per permettere una corretta confrontabilità dei dati.

Concludiamo con l'ovvia, triste e scontata constatazione che la prevista tempistica di presentazione delle domande da parte degli apicoltori deve essere necessariamente essere rivista e riformulata se l'obiettivo è quello di far effettivamente far pervenire l'aiuto a chi ne ha diritto e non quello di poter stornare tali risorse su altri capitoli d'utilizzo.
Fiduciosi che quanto su esposto possa, ancora, essere preso in considerazione porgiamo
distinti saluti.

Francesco Panella
Presidente U.N.A.API.