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normativa apistica
Spazio dedicato alla conoscenza delle norme e adempimenti che riguardano l'attività dell'apicoltore sotto il profilo civilistico, amministrativo e fiscale

Altri argomenti sul tema:

Introduzione alla normativa apistica

La figura dell'apicoltore
Adempimenti relativi a tutti gli apicoltori
- Denuncia degli alveari
- Rispetto delle distanze minime nella collocazione degli apiari
- Rispetto della normativa sanitaria
- Rispetto del codice civile
Adempimenti relativi al produttore apistico
Finanziaria 2004: novità per gli apicoltori
Regime Iva in agricoltura
Imposte sui redditi Irpef
-
Calcolo alveari
Irap
Ici
Iscrizione al Registro delle imprese
I documenti per il trasporto delle merci
Lotta alla varroasi ed utilizzo del farmaco veterinario
Normativa sul farmaco veterinario
Nomadismo
Proposta Unaapi sul nomadismo
I locali di smielatura
Requisiti minimi stabilimenti e locali di smielatura
Libretto di idoneità sanitaria
L'adeguamento alle normative igienico sanitarie
Ultima direttiva comunitaria sulla definizione del prodotto miele
Proposta Unaapi autorizzazione igienico-sanitaria laboratori estrazione e trasformazione miele
Norme generali che regolamentano la vendita dei prodotti dell'apicoltura
Il prodotto miele
Tracciabilità, HACCP e buone pratiche di lavorazione
Etichettatura del miele
Marchio di impresa

Se vuoi inserire un commento, sviluppare un tuo articolato contributo, specie se sei di diverso avviso o hai verificato nella pratica apistica qualcosa di particolare sul tema dell'articolo che hai appena letto o su aspetti di Normativa apistica, o se invece vuoi proporre e sviluppare un nuovo spunto d'altro argomento, vai al Forum "Normativa apistica". Gli interventi che saranno ritenuti più significativi saranno "affissi" nel testo che nel suo divenire potrà ospitare opinioni e punti di vista non necessariamente coincidenti. Chiunque colga questa opportunità per formare una conoscenza collettiva mette a disposizione il proprio elaborato (e nel caso le immagini o quant'altro affianchi il testo) per la pubblicazione nelle diverse forme che l'Unaapi riterrà più opportune.
PROPOSTA UNAAPI SUL NOMADISMO

In merito al nomadismo ci permettiamo di sottolineare alcuni aspetti:

  • Il nettare, la melata, il polline ecc… non sono risorse di proprietà privata.
  • Non accade in alcun comparto produttivo agricolo che attività amatoriali possano avvalersi di normative tali da anteporle ad attività a fine produttivo.
  • Le risorse produttive per l'apicoltura dipendono dal verificarsi o meno di fattori estremamente variabili: questo rende impossibile la determinazione di criteri oggettivi e costanti che permettano di definire una modalità di sfruttamento ottimale del territorio. I calcoli di portata per ettaro secondo il tipo di fioritura, così come i ridicoli calcoli con l'uso di radici quadrate per determinare la necessaria (sic!) distanza tra apiari , esprimono, il più delle volte, solo il penoso paravento, senza alcun riscontro scientifico, di misere politiche protezionistiche.
  • Non è lo spostamento di alveari il primario aspetto su cui concentrarsi al fine di un'efficiente politica di difesa sanitaria degli allevamenti apistici. Ciò che è presupposto necessario ed indispensabile è, quantomeno, la conoscenza della collocazione degli allevamenti (siano essi nomadi che stanziali) e la possibilità di sanzionare la mancata denuncia della collocazione di un allevamento e soprattutto la cattiva, e trascurata, conduzione (sia essa stanziale che nomade) che rischia di essere una pericolosa fonte di contagio per tutte le api di un comprensorio.
  • Sovente ciò che ostacola la produttività e la sanità degli allevamenti non è la carenza od insufficienza di fonti di bottinatura (è però sempre più facile addebitare all'"altro da se" ciò che non va bene) ma la scarsa od inefficiente manutenzione degli allevamenti.

Concludendo su tale terreno foriero, specie in passato, di tanti penosi conflitti sarebbe meglio, forse, prendere atto che:

  • Nessuna norma può supplire alla mancanza di cervello e di collaborazione: laddove fosse vero che non sia sufficiente il pascolo, questo dovrebbe risultare, infatti, carente per tutti, e non solo per alcuni apicoltori.
  • Solo l'attività continuativa di associazioni apistiche forti e partecipate che si avvalgano di tecnici professionali, in stretta collaborazione con i Servizi Veterinari (che possano e vogliano mettere le mani negli alveari trascurati e mal gestiti), con la disponibilità di una precisa mappatura degli apiari, potranno contribuire al risanamento degli allevamenti apistici ed alla miglior utilizzazione delle vaste risorse di pascolo apistico disponibili.

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U.N.A.API. Str. Tassarolo 22
15067 Novi Ligure (AL)

ultima modifica: 08.02.2006 -