| LIBRETTO
DI IDONEITÀ SANITARIA
Diverse
sono le Regioni e Province Autonome che hanno deliberato
la sospensione temporanea del rilascio o il rinnovo
dei libretti di idoneità sanitaria per il personale
addetto alla preparazione, produzione, manipolazione
e vendita di sostanze alimentari.
In tal senso, infatti, ad oggi il rilascio o rinnovo
dei "libretti sanitari" è sospeso
(di fatto abrogato):
- nella Provincia Autonoma
di Bolzano (L.P. n° 9 del 11/08/1988 art.42),
- nella Provincia Autonoma
di Trento (delibera 1401 del 21.06.2002),
- nella Regione Umbria
(D.G.R. n°758 del 13/07/2000 punto 5)
- nella Regione Piemonte
(D.G.R. n. 42 - 4511 del 13/11/2001 - sospensione
per due anni a far data dal 1/1/2002)
- nella Regione Valle
d'Aosta (D.G.R. n°2507 del 8/07/2002)
- nella Regione Friuli
Venezia Giulia (D.G.R. 23 ottobre 2002 n.3589)
- nella Regione Toscana
(decreto approvato e al momento in fase di pubblicazione)
Inoltre l'obbligo del libretto
di idoneità sanitaria è stato abrogato,
con la legge 388/2000 art.92 c.14, per il personale
saltuariamente impiegato dagli organizzatori di fiere,
sagre e manifestazioni a carattere religioso, benefico
o politico.
Sulla inutilità del libretto ricordiamo inoltre
che si era già espressa nel 1989 l'Organizzazione
Mondiale della Sanità (Technical Report Series
785/1989).
Numerosi sono stati e sono gli interventi degli operatori
della prevenzione, dei responsabili dei Servizi Sanitari
locali e del Consiglio Superiore della Sanità,
in cui si rileva l'inadeguatezza del libretto a tutelare
la salubrità degli alimenti, oltre ad essere
in contrasto con l'adozione del sistema HACCP, che
obbliga il responsabile dell'attività di formare
gli addetti in materia di igiene personale e di corretta
prassi igienica.
Le varie delibere e pareri autorevoli si auspica anticipino
un provvedimento generale di "abolizione dell'obbligo
del controllo sanitario per gli addetti alla preparazione,
produzione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari…
che comporta un rilevante impegno di personale per
il Servizio Sanitario Nazionale ed un'inutile perdita
di tempo per i lavoratori a fronte di una universalmente
riconosciuta inutilità in termini di prevenzione",
com'è riportato nella risoluzione del 23/5/2000
della XII Commissione della Camera dei deputati, impegnativa
per il Governo.
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