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A RISCHIO LA SOPRAVVIVENZA DELLE
API
(4 maggio 2007) Notizie spesso allarmanti,
amplificate di recente da alcuni mezzi di comunicazione a livello nazionale
e locale, su estese mortalità di api in varie parte del globo,
stanno creando allarmismo fra gli apicoltori della regione.
“C’è qualcosa che non va”, dicono molti apicoltori in questi giorni
di aprile. Si ritiene opportuno mettere a fuoco il problema considerando
il territorio del Friuli Venezia Giulia. Come è accaduto in altre
parti d’Italia, anche in questa regione sono numerose le segnalazioni
di morìe di api o di spopolamenti improvvisi degli alveari. Una
situazione allarmante è determinata, a detta dei Consorzi fra gli
apicoltori, da avvelenamenti provocati dagli interventi fitosanitari effettuati
nei frutteti e nei vigneti (quest’anno, in seguito alle alte temperature,
la ripresa vegetativa di molte colture risulta anticipata di 15-20 giorni!),
ma soprattutto dall’utilizzo di seme di mais conciato con insetticidi
che si disperdono nell’ambiente durante le operazioni di semina.
Al momento attuale le cause che possono provocare queste gravi perdite
di api sono pertanto diverse e talvolta non ancora ben identificate, anche
se in regione sono in buona parte da imputare agli avvelenamenti. Purtroppo
la situazione appare ogni anno più preoccupante e, se non fosse
per la notevole capacità di recupero di questi preziosi insetti,
la sopravvivenza delle api e dell’apicoltura in generale sarebbe in grave
pericolo.
Il fenomeno non va sottovalutato e si auspica che vengano intraprese opportune
azioni prima che il danno al patrimonio apistico e all’azione pronuba
svolta dalle api, a garanzia della sopravvivenza di tante specie, sia
irreversibile.
Questa segnalazione viene fatta al fine di sensibilizzare le Autorità
competenti (Regione e Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e
Forestali) per un indispensabile controllo del territorio al fine di salvaguardare
quella preziosa componente degli agroecosistemi che è rappresentata
dalle famiglie di api presenti in regione.
Prof. Franco Frilli e Prof. Renzo Barbattini
Laboratorio Apistico Regionale
c/o Dipartimento di Biologia applicata alla Difesa delle Piante
Università di Udine
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ultima modifica:4 Maggio, 2007
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