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NUOVA STRAGE DI API (24 maggio 2009)
Sterminati dagli insetticidi migliaia e migliaia di alveari nelle
zone agrumicole, in particolare dell’alta Calabria (piana di Sibari) e
della Basilicata (Metaponto). Si è quindi registrata una produzione: buona se non ottima di miele di acacia (in netta controtendenza rispetto al crollo produttivo del 2008), buona nel complesso di miele di agrumi (più tardiva e contenuta in Sicilia, abbondante e d’ottima qualità in gran parte della costiera ionica e adriatica del resto dello stivale) e sono partite con ottimali premesse le produzioni di mieli primaverili (miele di Sulla in particolare). Dalla terza settimana di maggio si sono cominciati
a constatare avvelenamenti sempre più consistenti di interi apiari
negli areali agrumicoli del meridione, in particolare in quelli per produzione
non “da industria” ma per la commercializzazione del prodotto ai consumatori
(mandaranci e clementine). D’altra parte i venditori di chimica con “permesso di uccidere” indicano irresponsabilmente l’uso di un’arma devastante come l’insetticida Actara proprio nella fioritura dell’arancio.
Colpisce al contrario la completa assenza delle
locali ASL e Servizi Veterinari. Il trattamento contro gli afidi degli agrumi (causa delle mortalità registrate), nel depliant dell’”Actara” della Syngenta (vedi allegato alla voce “Agrumi”) è espressamente indicato in fioritura! |
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