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GALAN PER LA CONFERMA SOSPENSIONE
CONCIATI
(2 settembre
2010) Il Ministro Giancarlo Galan allo scopo di salvaguardare
il patrimonio apistico nazionale e la sicurezza per gli operatori,
ha chiesto al Ministero della Salute di confermare la sospensione
degli insetticidi neurotossici utilizzati per la concia del mais.
Prendiamo atto con soddisfazione della presa di posizione del
Ministro Giancarlo Galan sui concianti killer delle api. Noi apicoltori
abbiamo richiesto fossero prese decisioni sulla base dei dati
scientifici, che non possono che confermare sia la subdola e pervasiva
tossicità degli insetticidi neurotossici (non solo per
le api ma per tutta l'entomofauna pronuba e più in generale
per l'ambiente), sia dell'inefficacia del metodo delle conce nella
lotta al nuovo parassita del mais, la Diabrotica.
L’investimento, con ricerca scientifica pubblica e indipendente,
del progetto nazionale Apenet, ha evidentemente fornito risultati
di notevole interesse e di valenza internazionale. Si è
confermata quale causa dello spopolamento primaverile degli alveari
nelle zone maidicole la dispersione di polveri tossiche. Si è
verificata come possibile una riduzione ma non l’eliminazione
dell’emissione di molecole nell’ambiente, con l’uso di semi conciati
con neurotossici. Si è verificata, al contrario, l’ottimale
efficacia delle pratiche agronomiche tradizionali (rotazione)
per il contenimento della diabrotica. Non è stato ancora
possibile, invece, accertare con studi scientifici il grado di
rischio accettabile da dispersione di molecole di elevata tossicità,
in fase di semina del mais.
Gli stessi dati produttivi della coltura di mais del 2009 come
l'andamento e le previsioni per il 2010 dicono che i danni causati
dal parassita, che pure erano annunciati come enormi e inevitabili
senza le conce delle sementi, sono in realtà praticamente
inesistenti. Il paradossale risultato di tutta la vicenda è
che i maiscoltori invece dei danni temuti hanno avuto, grazie
alla sospensiva delle conce con neonicotinoidi, un bel guadagno:
il seme conciato, infatti, costa dai 15 ai 30 in più
per ogni ettaro, rispetto al seme non conciato. Se si considera
che in Italia si coltivano dagli 800.000 ai 1.200.000 di ettari
di mais il risparmio per gli agricoltori è stato significativo:
con stima approssimata per difetto dai 15 ai 20 milioni di euro.
Cifra che evidentemente è mancata nelle casse dei Venditori
di chimica. In sostanza le api stanno meglio (e l'ambiente e la
nostra salute con loro), gli agricoltori hanno qualche soldo in
più, le industrie chimiche qualche soldo in meno, ma che
certo non le penalizza più di tanto, visti i lauti profitti
che esse realizzano in ogni caso, anche in piena crisi economica
mondiale.
Francesco Panella Novi Ligure 2 settembre 2010
COMUNICATO
STAMPA MINISTRO GALAN
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