| |
DAL
MAIS GOCCE DI RUGIADA AVVELENATA
LA STREGA DISSE A BIANCANEVE:ASSAGGIA UNA GOCCIA D’ACQUA!
(21
gennaio 2009) Dal
mais gocce di rugiada
avvelenata con gli insetticidi sistemici!
|
Video
ricerca guttazione
(wmv 2,57 min.)
|
L’ape si distingue dagli altri insetti per la termoregolazione,
che le consente di vivere a diverse latitudini. L’Ingente,
importantissima attività di raccolta d’acqua le consente di mantenere anche
con caldo torrido nell’alveare temperatura e umidità “condizionate”
perfettamente. Fra le fonti di bottinatura preferite quelle tiepide,
in gocce, come la rugiada e le “gutte”essudate dalle piante.
E l’uomo non trova niente di meglio che far spargere alle coltivazioni
copiose microgocce micidialmente contaminate e velenose…
In un convegno a Legnaro, organizzato da Veneto Agricoltura e
dal titolo “Forum fitoiatrici autunnali”, è recentemente
emersa una nuova via di esposizione dell’ape ai neonicotinoidi
utilizzati
nella concia delle sementi. E che via! Una via mai considerata
da nessuno e che da sola potrebbe, se correttamente considerata
da coloro cui competono le autorizzazioni dei fitofarmaci, portarne
alla definitiva revoca al termine dell’attuale periodo di sospensione.
Sinora ci si è sempre limitati a vedere il problema nella
dispersione dei neonicotinoidi all’atto della semina (mais) e del
loro inquinamento di nettare e polline a causa della loro azione
sistemica. Il Professore Vincenzo Girolami in occasione del convegno
di Legnaro ha presentato una relazione ed un filmato su una sinora
non considerata via di esposizione: la guttazione, ovvero le gocce
di acqua essudate dalle foglie di giovani piante di mais (così come
di altre specie botaniche) in abbondanza in condizioni di buona
umidità, calore e ricchezza di acqua nel terreno. Gocce
di acqua che le api, gli apoidei e… quant’altri possono tranquillamente
raccogliere... e raccolgono! Ebbene il Professor Vincenzo Girolami
ha dimostrato che le guttazioni di piante ottenute da semi di
mais conciati, se vengono bevute dalle api, le uccidono entro
2-10 minuti
ed entro 20-40 minuti se solo vengono assaggiate per un attimo
estraendo la ligula.
Il Professor A. Tapparo, del Dipartimento di Scienze Chimiche
dell’Università di
Padova, ha analizzato le gocce di acqua prodotte dalle piantine
di mais con la guttazione, rinvenendo la presenza di neonicotinoidi
in ragione di una decina di milligrammi per litro (si, avete capito
bene! La misura usata è espressa in milligrammi/litro ovvero
ppm –parti per milione- quando è notorio che la dose letale
per l’ape si misura in poche, infinitesimali, ppb - parti per bilione!).
Basta ricordare che le soluzioni impiegate per i trattamenti insetticidi
in campo contengono un centinaio di grammi per litro; hanno cioè un
contenuto in neonicotinoidi solo 5-10 volte più concentrato
delle guttazioni.
Drammatico, specie considerando sia la diffusione in natura della
guttazione e la sua importanza per molte piante, sia la notevolissima
persistenza nel terreno di queste molecole, con il rischio conseguente
che possano “inquinare” anche colture in successione.
I prelievi dell’agenzia governativa canadese ARLA - www.arla.gc.ca -
dimostrano bene cosa si intenda quando si parla di molecole persistenti:
l’imidacloprid (Gaucho) ha una DT 50 (mezza vita) che varia da
1 a 2 anni in funzione del tipo di suolo; la clotianidina (Poncho)
ha una DT 50 di 1386 giorni nel Dakota del Nord, ma a Saskatchewan
dopo 775 giorni, ne era presente ancora l’80% della quantità iniziale;
il Fipronil, in una sabbia limosa dello Stato di Washington,
ha dimostrato una DT 50 di 7,3 mesi.
Quale la conclusione? Forse è ora di semplicemente prendere
atto che il problema non si risolve con la modifica delle seminatrici
e neppure con il miglioramento delle tecniche di concia (migliorando
ad esempio l’adesività dei concianti al seme) perché la
guttazione sulle piante conciate e su quelle che vengono coltivate
in loro successione mette comunque a disposizione dell’ape “gocce
di linfa” avvelenata da ingenti quantitativi di principio attivo.
Questa è la dimostrazione della superficialità con
cui sono state concesse le autorizzazioni d’uso di queste molecole
quali concianti. E’ soprattutto la dimostrazione della inadeguatezza
delle procedure autorizzative. Guttazione:
perle letali della primavera,
di Vincenzo Girolami (pdf 1,5 Mb)
Video
ricerca guttazione: perle letali della primavera
(formato wmv 2,57 minuti)
Autori sono Vincenzo Girolami e Luca Mazzon, gruppo Entomologia, Dipartimento
di Agronomia Ambientale, Università di Padova.
Al seme giallo corrisponde
il non trattato, al seme rosso corrisponde una concia con neonicotinoide.
Dalla suzione alla morte dell’ape passano due minuti reali; l’ape che ha succhiato
la guttazione di piante ottenute da seme non trattato (giallo) continua a muoversi
vitale nella gabbietta. |
|