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AMBIENTE AGRICOLTURA SU REPORT
IN ONDA NELLA TRASMISSIONE
REPORT DEL 30 NOVEMBRE, ORE 21:30, RAI 3
http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html
(20 novembre 2008) “Il
piatto è servito”, 2008, 80.min.
un’inchiesta televisiva di Michele Buono, Piero
Riccardi, collaborazione Lorella Reale, produzione Aleph Film/Roma.
Con la scorsa inchiesta “Buon appetito!” raccontavamo che l’agricoltura
e l’industria del cibo così come sono organizzati oggi, secondo
l’Onu e la Fao contribuiscono al 30% del riscaldamento del pianeta e dunque
non sono più sostenibili. Ma raccontavamo anche che un’agricoltura
a basso impatto ambientale è possibile ed è efficiente.
E’ però diffusa l’idea che un cibo biologico o organico deve costare
di più. In parte è vero, ma i parametrici economici che
stiamo considerando non sono quelli giusti..
Quali sono i costi occulti di una certa agricoltura e dunque del consumo
di un certo cibo? L’obesità, la malnutrizione, i pesticidi nel
piatto o nei fiumi, quanto ci costano in termini di sanità, di
costi sociali e ambientali? Quanto costa la moria di milioni di api o
il lavoro nero che c’è dietro la raccolta di pomodori in Puglia?
Quando acquistiamo un vasetto di miele o un barattolo di pelati cosa c’è
dietro che il prezzo che paghiamo non ci mostra. I prezzi al dettaglio,
ciò che noi consumatori paghiamo, crescono sempre di più,
ma all’agricoltore arriva sempre meno. E allora qual è il limite
di costo al ribasso di un pomodoro oltre il quale un pomodoro non è
più un pomodoro se non nell’aspetto esteriore? Un costo equo del
lavoro e cibo pulito, di qualità, possono essere per tutti?
Chi sono i veri padroni dei prezzi di ciò
che mangiamo?
Da qui parte “Il piatto è servito”.
Il lungo viaggio nell’agricoltura italiana si snoda attraverso tutta l’Italia,
ma anche all’estero (Francia e Germania) e la risposta sembra essere una
sola: i padroni dei prezzi sono coloro che decidono ciò che dobbiamo
coltivare, come lo dobbiamo coltivare e cosa dobbiamo mangiare.
Ma una serie di storie positive ci dimostrano che un cibo di qualità
può essere per tutti.
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