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PER UNA VERA POLITICA VETERINARIA
INIZIATIVA DI U.N.A.API. e A.R.P.A.T.
(1 gennaio 2010) Dopo la pesante sanzione (oltre
20.000 Euro), fatta in Toscana, a un apicoltore associato all’A.R.P.A.T.
e a Conapi, “colpevole” di
“detenzione
e somministrazione alle api di… preparato galenico a base di acido ossalico”,
si è realizzato un primo importante confronto con l’autorità
di riferimento a livello regionale (che svolge anche ruolo di referenza
e coordinamento nazionale delle attività veterinarie regionali).
Il 29 dicembre a Firenze quindi, a seguito di motivata
e pressante richiesta associativa apistica, si sono svolti due incontri
con il responsabile del Settore Medicina Predittiva-Preventiva della sanità
regionale toscana, dott. Andrea Leto.
Al confronto hanno partecipato Andrea Terreni in qualità di Vicepresidente
di U.N.A.API., Duccio Pradella e Vanni Floris, rispettivamente Presidente
e Direttore dell’ A.R.P.A.T.
1- Il primo incontro ha avuto quale oggetto la sanzione
comminata per “detenzione e somministrazione
alle api di… preparato galenico a base di acido ossalico”.
La delegazione associativa ha in primo luogo ribadito sia l’estrema gravità
dello stato sanitario degli allevamenti apistici nazionali e sia l’assoluta
inadeguatezza delle politiche veterinarie pubbliche rispetto al quadro
di crescente emergenza e inefficacia dei preparati autorizzati per la
lotta alla varroa, quadro d’insieme più che noto, oramai da diversi
anni, non solo alle autorità veterinarie ma addirittura all’opinione
pubblica.
Quindi è stato espresso il pieno sostegno associativo all’operato
e all’onestà del socio apicoltore, , al quale si sta fornendo la
migliore assistenza per la formulazione del ricorso amministrativo contro
la sanzione.
Nel merito, e con determinazione, è stata inoltre sollecitata un’attenta
e completa valutazione da parte dei servizi veterinari, sull’opportunità
e sensatezza della sanzione stessa, alla luce del fatto che:
- L’utilizzo degli acidi organici, in particolare
dell’acido ossalico, è l’unico strumento oggi disponibile per
il contrasto della varroasi. Uso per altro proposto e indicato dai principali
istituti di ricerca e dai centri di referenza per l’apicoltura nazionali
e comunitari, nonché espressamente previsto e indicato in numerosi
piani di intervento regionali, non ultimi quelli pubblicati dall’ Istituto
Zooprofilattico della Toscana e del Lazio;
- Lo stesso associazionismo apistico ha più
volte e formalmente sollevato a tutti i livelli (regionale, nazionale,
comunitario) il problema dell’indeterminatezza e inaccettabile deficienza
per il comparto apistico, che si è venuta a creare a seguito
dell’emanazione delle recenti direttive comunitarie sul farmaco veterinario,
circa le modalità di utilizzo degli acidi organici e degli oli
essenziali, senza che, sino ad oggi, si siano ottenute risposte dalla
pubblica amministrazione;
- In vari documenti emanati, a livello locale o
nazionale, da soggetti responsabili della salute animale, che suggeriscono
e/o prescrivono l’utilizzo dell’acido ossalico per la difesa delle api
non c’è nessun riferimento
a particolari e specifiche procedure di ordine documentale o burocratico;
- La sanzione in questione è quindi espressione
della più deleteria interpretazione restrittiva e rigidamente
formale del proprio ruolo, che prescinde totalmente da una pragmatica
ed efficace opera di orientamento dei produttori e di difesa della qualità
delle produzioni e dei consumatori, chiaramente contrastante con le
prassi e i provvedimenti in essere in tutto il territorio nazionale.
I rappresentanti delle associazioni apistiche hanno
fatto infine rilevare che, qualora il provvedimento sanzionatorio dovesse
effettivamente concretizzarsi in un tale e ingiustificabile danno economico
all’azienda apistica, non potrebbe che comportare disorientamento e reazioni
da parte degli apicoltori. E questa inevitabile tensione fra mondo apistico
e i servizi veterinari comprometterebbe lo sforzo perseguito dalle associazioni
per un positivo clima di confronto e collaborazione con i Servizi Veterinari
nella quasi totalità del territorio toscano e nazionale.
2 - La seconda riunione è avvenuta invece a seguito di una precisa
richiesta, peraltro precedente all’episodio della sanzione, avanzata in
forma unitaria dall’ A.R.P.A.T.,
Toscana Miele, AAPT e O.P. CONAPI della Toscana, con la quale si sollecitava
un incontro con la Direzione Generale per il Diritto alla Salute per verificare
gli esiti dell’importante lavoro di concertazione fatto durante tutto
il 2009 (che ha prodotto importanti risultati quali la nuova legge regionale
per l’apicoltura e le linee guida per la produzione primaria dei prodotti
apistici), ma anche per affrontare le numerose questioni ancora aperte
e in particolare quella dell’utilizzo degli acidi organici e degli oli
essenziali in apicoltura.
Nell’incontro si è convenuto sull’opportunità di iniziative
di divulgazione e di orientamento sia verso i produttori apistici che
verso i servizi veterinari territoriali al fine di ottenere omogenee e
diffuse modalità applicative degli strumenti derivanti dalla nuova
normativa e delle stesse linee guida per la produzione primaria del miele
adottate dalla Regione Toscana. Le associazioni hanno richiesto in proposito
che venga redatta una circolare che entri nel merito dell’applicazione
e gestione delle linee guida.
Nel merito dell’utilizzo degli acidi organici, e dell’ossalico in particolare,
i rappresentanti delle associazioni hanno sottolineato come rientri nelle
facoltà dell’amministrazione regionale adottare provvedimenti specifici,
motivati dal grave stato di necessità derivante dalla diffusione
endemica della varroasi e dalla palese, e ormai nota a tutti gli operatori,
insufficienza e inefficacia dei preparati autorizzati per combattere la
parassitosi.
Il responsabile dott. Leto si è impegnato sia a una rapida verifica
delle iniziative in essere in altre regioni (Piemonte in particolare),
sia a riprendere con forza la richiesta nei confronti del Ministero della
Salute per l’apertura di un tavolo tecnico sulla questione dei presidi
sanitari per la lotta alle patologie in apicoltura.
Andrea Terreni 31 gennaio 2009
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