| |
NEONICOTINOIDI: PIU' MALATTIE PER
LE API?
(8 gennaio 2010) Dai neonicotinoidi il grande incremento delle malattie
delle api? Ulteriore conferma che i pesticidi neurotossici possono favorire
lo sviluppo della malattia intestinale che colpisce con sempre maggiore
frequenza gli allevamenti apistici d’intere nazioni e zone, il Nosema
apis, e indebolire le difese immunitarie sia individuali e sia sociali
a fronte di varie malattie delle api.
La rivista
Environmental Microbiology pubblica nell’ultimo numero un importante
studio: Interactions between Nosema
microspores and a neonicotinoid weaken honeybees
a cura di Cédric Alaux,1* Jean-Luc Brunet,2 Claudia Dussaubat,1
Fanny Mondet,2 Sylvie Tchamitchan,2 Marianne Cousin,2 Julien Brillard,3
Aurelie Baldy,1 Luc P. Belzunces2 e Yves Le Conte1.
1) INRA, UMR 406 Abeilles et Environnement,
Laboratoire Biologie et Protection de l’abeille, Site Agroparc, 84914
Avignon, France.
2) INRA, UMR 406 Abeilles et Environnement, Laboratoire de Toxicologie
Environnementale, Site Agroparc, 84914 Avignon, France.
3) INRA, UMR 408 Sécurité et Qualité des Produits
d’Origine Végétale, Site Agroparc, 84914 Avignon France.
A seguito della crisi e declino globale delle api e nel quadro della ricerca
degli elementi multifattoriali che la possono provocare è stata
condotta una indagine sui possibili effetti di interazione tra un insetticida
di elevata e conosciuta tossicità e persistenza e un organismo
infettivo dell’apparato digerente dell’ape. Si è quindi dimostrato
che l'interazione tra l’agente diffusivo della grave patologia intestinale,
il nosema, e un neonicotinoide (l’Imidacloprid) indebolisce significativamente
le api.
Nel breve periodo, la combinazione dei due agenti ha causato un più
elevato tasso di mortalità e stress energetico. L’interazione può
anche influenzare l’efficienza del sistema immunitario sia individuale
e sia su quello, determinante nel super organismo/alveare, sociale. E’
quindi ipotizzabile una interazione sinergica e a lungo termine, una maggiore
sensibilità della colonia agli agenti patogeni. Quindi l'interazione
tra un organismo infettivo e una molecola chimica neurotossica può
configurare una minaccia complessiva per gli insetti impollinatori. Analoga
analisi multifattoriale dovrebbe essere eseguita per altre specie di indispensabili
insetti impollinatori come i N. Bombi (Plischuk et al., 2009), anch’essi
soggetti a nosema, anch’essi in grave declino (Goulson et al., 2008).
Il 7 gennaio 2010 il presidente di U.N.A.API
Francesco Panella
ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Questa è l’ennesima conferma delle nostre osservazioni e dei nostri
più che fondati sospetti, la “coincidenza” tra avvento e crescente
uso e diffusione dei neonicotinoidi e reiterazione e dimensione delle
stragi da Nosema è altrimenti difficile da spiegare. La patologia
in Italia ha sempre comportato importanti danni ma di tipo occasionale
e non così frequente e reiterato come negli ultimi anni. D’altra
parte tale possibile e devastante effetto subdolo dell’Imidacloprid è
“ovviamente” ben presente alla Bayer che produce e vende e propone in
modo invasivo la molecola, l’insetticida più venduto e usato nel
mondo, e altri “innovativi” insetticidi neonicotinoidi/sistemici. Come
si può verificare, infatti, dall’etichetta allegata i preparati
con molecola neurotossica che la Bayer vende per la lotta alle termiti
pubblicizzano giust’appunto gli “effetti collaterali” sulle termiti che
inducono moltiplicazione delle patologie e incapacità degli insetti
di assumere adeguati comportamenti d’igiene e difensivi”.

|