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DALLA SALUTE: PICCHE!
Disarmante! Il Ministero della
Salute risponde picche all’apicoltura italiana
(14 febbraio 2010) Ad un nostro collega in Toscana è stata elevata
una sanzione di oltre 20.000 Euro per detenzione
e somministrazione di acido ossalico alle api.
L’U.N.A.API. ha immediatamente sviluppato una serie di iniziative locali
(PER
UNA VERA POLITICA VETERINARIA - LETTERA
REGIONE TOSCANA) e nazionali (DIBATTITO
TRA UNAAPI E VETERINARI - VETERINARIA
E API: SFIDA AL DIALOGO - SANITA'
API: MOZIONE DEGLI APICOLTORI) fra cui, il 13 di gennaio, una specifica
missiva di richieste urgenti al Ministero della Salute (DIFESA
SANITARIA API: LE PROPOSTE DI UNAAPI)
Il Ministero
della Salute ha risposto. Questo è l’unico aspetto positivo!
Qualcuno finalmente risponde…
Nel merito di quanto affermato nella risposta constatiamo, con stupore,
che:
- Il Ministero della Salute, rispetto alle richieste
dell’U.N.A.API. e dell’intero comparto apistico in merito alla lotta
alla varroasi, ritiene pertinente, ed evidentemente esaustivo delle
sue prerogative e responsabilità, l’ autorizzazione d’uso di
alcuni farmaci antivarroa.
- Per lo stesso Ministero è irrilevante
verificare l’effettiva efficacia dei prodotti autorizzati, a utilizzabilità
condizionata e stagionale, e conseguentemente, è irrilevante
verificare le reali condizioni sanitarie degli allevamenti apistici
nazionali. Al contrario si giunge a dichiarare di ignorare le molteplici
e reiterate segnalazioni di riduzione di efficacia dei prodotti autorizzati.
- Lo stato di salute degli alveari italiani non
è aspetto evidentemente su cui si possano in alcun modo soffermare
i Servizi cui è deputato il ruolo di predisposizione e indicazione
della migliore difesa sanitaria delle api: hanno valore soltanto gli
aspetti formali e burocratici!
- E’ evidente che non esiste collegamento di sorta
tra il Ministero e i Servizi Veterinari operanti sul territorio, fra
questi lo specifico “Centro di referenza nazionale per l’apicoltura”,
che, a fronte delle crescenti, reiterate falcidie di alveari hanno da
tempo preso atto dell’inefficacia dei presidi autorizzati, ne hanno
dato debita comunicazione al Ministero, e hanno predisposto piani di
lotta e/o indicazioni di utilizzo di altre molecole o metodiche e procedure
di lotta.
- Il Ministero non ha alcuna conoscenza e interesse
per le denunce, analisi e constatazioni, non solo delle associazioni
apistiche, ma anche della ricerca scientifica apistica tutta, degli
Istituti Zooprofilattici, delle Regioni, del Ministero dell’Agricoltura
e di quello dell’Ambiente, del Parlamento Europeo e della Commissione
Europea, come dell’EFSA, di tutti i soggetti, pubblici e privati, che
hanno dato conto dello stato di crescente crisi sanitaria delle api
in Italia e nel Mondo. Né tanto meno v’è alcuna conoscenza
di quanto riportato sui media nazionali e internazionali, da anni, sulla
crisi sanitaria delle api e crisi dell’apicoltura.
Nonostante tutto ciò lasci profondamente
esterrefatti e rattristati non abbiamo alcuna intenzione di demordere:
senza farci trascinare in stravaganti, burocratiche e capziose discussioni,
ribadiamo la necessità di trovare soluzioni concrete perché
sia diversamente affrontata e risolta la difesa degli allevamenti apistici
nazionali.
L’U.N.A.API. e l’intero mondo apistico pertanto continueranno a proporre,
che venga attivato un confronto costruttivo per condividere con le autorità
veterinarie a ben altre responsabili scelte, sia nazionali che europee,
per la difesa sanitaria degli allevamenti apistici!
Nell’attesa delle conclusioni ufficiali dell’EMEA del workshop di Londra
del dicembre 2009, ci limitiamo a ribadire al Ministero della Salute,
che gli apicoltori europei, e noi eravamo tra coloro che hanno formulato
le richieste del Gruppo Miele del Copa-Cogeca, non hanno avanzato la richiesta
di essere educati, bensì che:
- sia dichiarata l’emergenza sanitaria per le api
in tutto il territorio dell’Unione Europea.
- Sia costruita una procedura specifica di omologazione
dei medicinali per uso veterinario apistico, facilitando, anche provvisoriamente
vista l’emergenza comune a tutta l’Europa, grazie alla possibile reciprocità
delle autorizzazioni, l’accessibilità e l’utilizzazione dei presidi
sanitari tra gli Stati membri, nel rispetto della salubrità dell'alveare,
del prodotto e della sicurezza del consumatore
- Siano prioritariamente ricercati nuovi farmaci
contro la varroasi.
- Non sia consentito l’utilizzo di antibiotici
contro la peste americana delle api.
Il Consiglio di Amministrazione dell’U.N.A.API,
11 febbraio 2010, Novi Ligure.
Lettera
inviata dal Ministero della Salute ad Unaapi
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