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UNAAPI ADERISCE A coalizione "LIBERI
DA OGM"
(17 settembre 2007) L’Unione degli Apicoltori aderisce
alla Coalizione Liberi da OGM
e invita a partecipare alla consultazione nazionale sugli OGM.
Non tutti sanno che ben l’84% delle specie vegetali coltivate in Europa
dipende direttamente dall’impollinazione degli insetti così come
gran parte delle essenze spontanee. Il complesso meccanismo di riproduzione
della vita vegetale è strettamente dipendente dagli insetti utili
e dalle api domestiche in particolare. Un piccolo apiario amatoriale di
5 alveari può giungere a visitare in un giorno 70 milioni di fiori
in un raggio di tre chilometri su una superficie corrispondente a 4.000
campi di calcio.
Per poter autorizzare le culture OGM si è dovuto:
- coscientemente “dimenticare” il fenomeno
naturale dell’impollinazione e l’interazione ambientale degli insetti
pronubi che sono indispensabili alla riproduzione della vita e al mantenimento
della biodiversità,
- “scordare” di valutare l’impatto di tali coltivazioni
su quella parte del mondo animale che dalla relazione di reciproca sinergia
con i fiori trae e dona vita,
- ritenere “ininfluente” la conseguente e certa
contaminazione delle produzioni apistiche.
Nei paesi che si sono piegati a tale modello agricolo l’accettazione
degli OGM ha comportato, per i due terzi delle coltivazioni di piante
trasformate per essere resistenti agli erbicidi, l’esponenziale incremento
d’uso di erbicidi per reiterare sempre e solo monocultura con la totale
scomparsa di piante spontanee, il progressivo impoverimento delle risorse
di pascolo disponibili per gli insetti utili e quindi, in immensi territori,
crescita della contaminazione chimica accompagnata da colossale perdita
di bio diversità vegetale e animale. Nel caso invece dell’altro
terzo di culture OGM, modificate per secernere sostanze insetticide,
ha comportato sempre più diffusi e fondati sospetti sull’asserita
attività mirata di tali pesticidi inglobati nelle piante, è
infatti più che probabile che tale continua diffusione di sostanze
insetticide con diversificata modalità di contatto e di impatto
con il vivente possa subdolamente interferire con i meccanismi biologici
e sociali di forme animali complesse e fragili quali le api.
Ciò su cui invece già oggi non vi
possono essere dubbi di sorta ma solo preoccupanti certezze è che:
- è ridicola e illusoria la misura di “isolamento”
di 50 metri prevista dalla U.e. tra i campi coltivati a OGM e quelli
vicini giacché non tiene nel debito conto l’attività della
entomofauna. Le api con la loro instancabile attività disseminano
il polline in un raggio di oltre tre chilometri e sarebbe veramente
stolto voler trasformare le api, e gli apicoltori che le accudiscono,
in diffusori della contaminazione genetica del vivente.
- È certa la contaminazione OGM dei mieli
e di tutti i prodotti dell’alveare nel caso di coltivazione di piante
OGM visitate dalle api, quali ad esempio colza, mais, cotone ecc…Il
polline, che è sempre più apprezzato quale ottimo ed energetico
alimento anche per l’uomo, può addirittura risultare contaminato
a soglie superiori a quelle pur elevate dello 0,9% ammesse dalla norma.
- Prodotti apistici contaminati da OGM sono inaccettabili
per quanti scelgono e consumano tali preziose sostanze proprio per la
loro purezza e origine naturale.
Le coltivazioni OGM comportano gravi conseguenze
di forte impatto ambientale e in particolare espongono a immensi rischi
sia l’impollinazione, sia la fauna impollinatrice e sia gli stessi prodotti
dell’apicoltura ed è necessario che siano effettuati specifici,
seri e indipendenti studi prima che si possa anche solo ipotizzare di
diffondere ulteriormente tali culture.
Per questi motivi L’Unione degli apicoltori
aderisce convintamente alla Coalizione Liberi da OGM e invita i cittadini
e gli apicoltori tutti a partecipare alla importante consultazione- dal
15 settembre al 15 novembre- tramite internet votando all’indirizzo:
http://www.liberidaogm.org/liberi/voto.php
Novi Ligure 10 settembre 2007
Francesco Panella
presidente U.N.A.API
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ultima modifica:20 Settembre, 2007
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