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ANCHE DAL LAZIO GRANDI PREOCCUPAZIONI
PER L’USO DI NEONICOTINOIDI
Carissimi amici e colleghi, sono un apicoltore professionale
e volevo portare il mio contributo in merito alle notevoli preoccupazioni
che l’utilizzo in agricoltura di nuovi principi attivi comporta per l’apicoltura.
La mia azienda è in Lazio e da oltre 10 anni si occupa d’impollinazione
in serra e campo aperto di specie quali: susino, cocomero, melone, fragola
e raramente di peperone.
Vivendo in una zona ad agricoltura intensiva, ho monitorato in questi
anni d’impollinazione tutti i principi attivi pericolosi per le api.
Ricordo i primi anni in cui non c’era una adeguata conoscenza della pericolosità
di certi p.a. e avevamo una moria d’api pari al 100% delle famiglie portate
in serra per l’impollinazione.
Poi le cose sono migliorate: sfruttando le conoscenze in campo agricolo
(sono un perito agrario e un laureando in agraria) ho iniziato ad avere
incontri con gli agricoltori e ho fatto loro capire l’importanza e la
pericolosità delle sostanze che usano, insieme a loro ho ideato
calendari con modalità di somministrazione e ricercato dei prodotti
innocui per le api, valutando insieme la necessità o meno di trattare
con la presenza delle api o di aspettare il ritiro degli alveari.
Ma poi i problemi sono riemersi molto e più gravi.
Questi nuovi prodotti fitoiatrici, sono delle vere e proprie bombe in
quanto sono trasportati all’interno della pianta e arrivano a permeare
ogni organo della stessa.
Il problema grave è poi che i trattamenti fatti per via radicale
possono essere accumulati nel terreno e dare problemi anche dopo che la
coltura non è più presente; infatti se su quel appezzamento
nascono altre specie nettarifere o pollinifere queste possono avvelenare
le api anche dopo alcuni mesi dal trattamento sulla cultura precedente
(effetto residuo).
Il problema grosso molte volte non è conseguente alle scelte dell’agricoltore,
almeno nel caso dell’impollinazione, ma ai consigli “tecnici” (per meglio
dire agli interessi) dei commercianti delle rivendite di prodotti fitoiatrici.
Queste persone sono portate a privilegiare solo il loro personale conto
economico, più prodotti vendono più loro guadagnano perciò
il più delle volte gli agricoltori sono delle ignare vittime di
questo sistema basato sul consumo.
Per molecole di tale pericolosità al massimo potrebbe essere consentito
l’uso solo in caso di necessità e al massimo potrebbe esserne autorizzata
la vendita “controllata” solo dietro ricetta di un tecnico qualificato
abilitato e non su suggerimento pseudotecnico di un venditore.
Altro aspetto importante è l’effetto residuo che (non bisogna trascurare)
hanno queste molecole nel tempo. Considerate che l’Imidacloprid se somministrato
per via radicale ha la capacità di fissarsi al terreno attraverso
dei meccanismi non chiari ed è stato ritrovato su colture del ciclo
successivo, come d’altronde succede per i preparati impiegati nella concia.
Gli agricoltori della zona in cui opero con l’impollinazione e con cui
collaboro questi prodotti li usano solo per via fogliare e in assenza
di api.
Da quest’anno abbiamo avuto nuovamente gravi casi d’avvelenamento di alveari
portati in serra, da una indagine fatta, ho rilevato che alcuni casi di
avvelenamento sono con elevata probabilità connessi all’utilizzo
dell’Acetamipride del Thiacloprid.
In ogni modo anche alcuni fungicidi per l’Oidio sono risultati gravemente
tossici per le api.
Spero che il mio contributo possa essere di utilità alla battaglia
per la difesa delle api e soprattutto della qualità dell’ambiente.
San Felice Circeo 03/06/07
Guarino Tufano
Credo possa essere di qualche utilità conoscere meglio queste potenti
armi e per ciò vi propongo la lettura della descrizione di alcune
di queste tratta dal prontuario di Fitofarmaci a cura di Muccinelli.
Sono una classe d'insetticidi distinti in due sottoclassi a seconda del
gruppo chimico che li caratterizza, e precisamente in Cloronicotinili
e Tianicotinili.
CLORONICOTINILI
Principio attivo: ACETAMIPRID nome
commerciale EPIK prodotto da Sipcam.
E’ un insetticida aficida sistemico indicato per la difesa delle colture
frutticole, orticole, industriali, floricole ed ornamentali.
Campi di impiego: pomacee, drupacce, pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo,
melone, lattuga, tabacco, cotone, floricole e ornamentali.
Agisce per ingestione e per contatto su: afidi, aleurididi, tripidi, microlepidotteri
minatori, dorifora e piralidi.
Manifesta un prolungato controllo degli insetti bersaglio ed una notevole
rapidità d’azione, perciò i fitofagi colpiti muoiono poco
dopo l’intervento.
E’ un prodotto dotato d'elevata sistemia che consente anche la difesa
degli organi vegetali sviluppatisi dopo il trattamento. Dopo l’intervento
è rapidamente assorbito dall’apparato fogliare e traslocato all’interno
della pianta.
Avvertenze: sulle colture autorizzate non si devono superare le due applicazioni
per anno. Il prodotto deve essere impiegato ad una distanza dai corsi
d’acqua non inferiore a 40 metri per i fruttiferi, 10 metri per le orticole,
5 metri per le altre colture.
Principio attivo: IMIDACLOPRID
nomi commerciali CONFIDOR 200 SL 17,8% , CONFIDOR OIL 0,48%, GAUCHO 350
FS 30,4%,GAUCHO 70 WS 66,5% di principio attivo.
E’ un insetticida sistemico impiegato contro afidi e aleurodidi.
Agisce per ingestione.
Insetti controllati: afidi, aleurodidi, cicaline, microlepidotteri, metcalfa,
minatrice serpentina, tentredini, dorifora, altica, insetti terricoli.
Campi d'impiego: pomacee, drupacee, agrumi, orticole (pomodoro, melanzana,
peperone, cocomero, melone, patata), tabacco, floricole, ornamentali,
concia dei semi di mais e barbabietola da zucchero.
Presenta elevata sistemia acropeta; dopo l’applicazione è traslocata
nella pianta mediante la corrente xilematica e può dalle radici,
attraverso il fusto, raggiungere le foglie e quindi i fiori e frutti.
E’ costantemente trasmesso dalle radici alle giovani foglie e a quelle
in corso di formazione, mantenendo una concentrazione sufficientemente
elevata dell’insetticida.
Oltre che dall’apparato radicale, è assorbito anche attraverso
la cuticola fogliare, ma la traslocazione dalla foglia trattata ad altre
parti della pianta è relativamente limitata, per questo con il
trattamento fogliare, la vegetazione formatasi in seguito al momento dell’applicazione
non risulta sufficientemente protetta.
Principio attivo: THIACLOPRID
nome commerciale CALIPSO 40% di p.a.
E’ un insetticida sistemico che manifesta un’elevata efficacia contro
alcuni lepidotteri carpofagi, quali Cydia pomella, Cydia Molesta e Anarsia
lineatella. Risulta attivo anche contro i microlepidotteri minatori (Phyllonorycter
blancardella, phyllonorycter corylifoliella, leucoptera scitella) e altri
insetti. Campi di impiego: pomacee, drupacee, orticole ( pomodori, melanzana,
peperone, cetrioli, zucchino, melone e cocomero), floricole e ornamentali.
Nelle piante trattate manifesta un comportamento sistemico, muovendosi
in direzione acropeta, ed anche translaminare; tali caratteristiche gli
consentono di colpire efficacemente target difficili come i lepidotteri
e di proteggere i germogli anche quando sono nelle fasi di crescita veloce.
Agisce per contatto e ingestione e si caratterizza per la sua flessibilità
d’impiego e ciò sia per la sua azione ovicida , che per quella
larvicida. Per tali ragioni può pertanto essere applicato sia precocemente,
come un chitinoinibitore, che più tardivamente, come fosforganico.
Evidenzia una prontezza d’azione che rende minimo il vagabondaggio delle
larve e una durata d'efficacia di circa
12-14 giorni in funzione dell’entità della popolazione fitofaga.
TIANICOTINILI
Principio attivo: THIAMETHOXAM
nome commerciale: ACTARA 25 WG; CRUISER 350 FS AL 29,9% di p.a. , CRUISER
70 WSBN al 70% di p.a.,..
N.B. è uscita una nuova formulazione a base di Thiamethoxam ACTARA
PLUS qui non descritta.
E’ un insetticida sistemico che agisce per contatto e soprattutto per
ingestione, particolarmente indicato per il controllo di numerosi insetti.
Campo d'impiego: agrumi, melo, drupacee, orticole (cocomero, cetriolo,
melone, peperone, pomodoro, melanzana, lattuga,patata, zucchino), tabacco,
floricole, ornamentali, vivai di arboree ed arbustive, orticole e ornamentali,
concia dei semi di mais, barbabietola da zucchero,cotone e tuberi di patata.
Nelle applicazioni fogliari dopo l’assorbimento del prodotto da parte
delle cere epicuticolari e dei tessuti parenchimatici, si localizza dapprima
negli spazi intercellulari, poi penetra nelle cellule delle foglie attraverso
la parete per sostare nel citoplasma.
Manifesta un’attività translaminare; infatti, applicatosi una sola
lamina fogliare è in grado di penetrare nella foglia, di raggiungere
la lamina opposta e qui di controllare i litofagi eventualmente presenti.
In seguito, grazie alla sua azione sistemica, entra rapidamente nel circolo
xilematico essendo trasportato, in poche ore in modo uniforme, in senso
acropeto, in tutte le parti della pianta.
Nelle applicazioni al terreno è efficacemente assorbito dalle radici
e traslocato in tutti gli organi della pianta. I trattamenti al terreno
eliminano le eventuali perdite per dilavamento delle foglie e per fotodegradazione
che si possono avere con gli interventi fogliari.
È efficace contro tutti gli stadi di sviluppo degli insetti, ad
eccezione delle uova.
Dopo l’assorbimento del prodotto da parte dei fitofagi questi, per il
particolare meccanismo d’azione della sostanza attiva, compiono movimenti
scoordinati, manifestano tremori, paralisi ed infine muoiono.
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ultima modifica:9 Guigno, 2007
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