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L’APICOLTURA LOMBARDA CHIEDE L’IMMEDIATA SOSPENSIONE DEI NEONICOTINOIDI

(27 giugno 2008) Le dodici Associazioni apistiche della Lombardia hanno aderito alla posizione unitaria espressa a livello nazionale dall’UNAAPI e dalla FAI ed hanno sottoscritto una richiesta di intervento della Regione nei confronti dei Ministeri competenti.

L’iniziativa assume un’importanza particolare perché gli alveari presenti nella pianura della Lombardia sono stati massicciamente colpiti. Ciò è testimoniato non solo dalle numerose segnalazioni delle Associazioni e di apicoltori singoli alle ASL e dai numerosi campioni ufficiali di api morte effettuate dai Servizi Veterinari ma anche, fatto di notevole importanza, dai risultati delle analisi compiute dal CRA-API su quegli stessi campioni. Infatti, pur non essendo ancora state eseguite le analisi su tutti i campioni, l’ultimo aggiornamento disponibile, riferito a 45 campioni di api, rileva ben 21 referti positivi ai neonicotinoidi (pari al 45,7%) così suddivisi:

  • 12 (pari al 26,7%) per Imidacloprid
  • 2 (pari al 4,4%) per Thiamethoxam
  • 6 (pari al 13,3%) per Clothianidin
  • 1 (pari al 2,2%) sia per Imidacloprid che per Clothianidin

A maggior ragione quindi, di fronte a questi dati, la Regione Lombardia è ora che tragga le debite e incontestabili conclusioni e assuma una posizione coerente

E’ da sottolineare favorevolmente, infine, che la posizione unitariamente espressa unisce Associazioni che operano in zone colpite in modo significativamente diverso dagli apicidi concomitanti con le semine del mais. Tuttavia tutti hanno compreso che quanto accaduto, per le dimensioni e per le documentate circostanze, rappresenta un’occasione emblematica per focalizzare l’attenzione sul più ampio tema dell’inquinamento ambientale da pesticidi, che non si esaurisce certo con i neonicotinoidi, che rende molto spesso impossibile la sopravvivenza delle api e dei pronubi selvatici e assai precario l’esercizio di un’apicoltura produttiva. E che richiede tempestivi e decisi cambiamenti di rotta!

Lettera inviata dalle Associazioni apistiche lombarde alla Regione Lombardia