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INSETTI UTILI A RISCHIO ESTINZIONE
(17 giugno 2010) Scatta una ben preoccupante fotografia
del fenomeno.
Il rapporto 'Segnali ambientali 2010' dell'Agenzia europea dell'Ambiente,
attraverso dati e testimonianze.
A dare l'allarme sono innanzitutto i segnali forniti da piccoli animali,
api e farfalle.
Nel corso degli ultimi vent'anni, le farfalle in Europa sono diminuite
del 60%, diverse specie di api selvatiche si sono già estinte in
molte regioni, mentre in tutto il mondo le popolazioni sono decimate,
a causa di pesticidi, acari, malattie.
Continua il declino delle api nel Mondo
Anche l’avvio del 2010 conferma drammaticamente il fenomeno mondiale
del declino di vitalità e produttività delle api.
Negli USA ad esempio, dove la moria ha maggiore evidenza mediatica, l’
“inspiegabile” sparizione di alveari, negli anni più recenti, è
così censita dal Ministero
dell’Agricoltura (USDA), con impressionanti perdite percentuali annuali
del patrimonio apistico nazionale: nel 2007 -32%, nel 2008 -36%, nel 2009
-29%, nel 2010 -33,8%.
Per molto tempo i potenti interessi economici in gioco hanno fatto di
tutto per negare che fra le multifattoriali cause (cambio climatico, parassiti
ecc…) del declino delle api nel Mondo sia determinate, e di certa possibile
immediata modifica, quella di pratiche colturali agricole di pesante impatto
con crescente uso di pericolosi pesticidi. In particolare per l’aumento
e l’inarrestabile diffusione dei nuovi insetticidi a effetto sistemico
persistente, con letale azione neurologica nel tempo.
Può dare misura di quanto questa nuova famiglia di pesticidi sia
distruttiva di tutti gli insetti, solo ricordare come l’insetticida più
venduto nel mondo, la molecola ad azione neurologica sistemica e persistente
Imidacloprid, è 7.000 volte più tossico del famigerato DDT.
Un dato di fatto salta ora mai agli occhi anche dei più sprovveduti.
La geografia del declino delle api coincide con l’affermazione del modello
produttivo agroindustriale “avanzato”, basato tra l’altro sull’uso sempre
più pervasivo e indiscriminato di nuove molecole di grande stabilità
e di varia, subdola tossicità anche a dosaggi infinitesimali. Nelle
Americhe questo si coniuga con la disastrosa diffusione di colture OGM,
che comportano tra l’altro, su immensi territori, l’impossibile sopravvivenza
delle api per la totale mancanza pascolo e di biodiversità botanica.
Da un lato quindi l’uso di insetticidi sistemici indebolisce le colonie
d’api e favorisce sinergicamente l’avvento di patologie delle api, dall’altro
intere zone del mondo vengono diserbate costantemente eliminando tutte
le forme botaniche diverse da quelle modificate geneticamente per resistere
al diserbante Rondoup, trasformando milioni di ettari in deserti della
vita e della biodiversità.
Il crollo di sopravvivenza, di produttività delle api ha una elevata
incidenza soprattutto in Canada, negli Stati Uniti, in Argentina, in Giappone
e nell’ Europa (particolarmente in quella Occidentale, più “ricca”
e con agricoltura più intensiva). Questo importante indizio sa
a indicare, a chiare lettere, che gran parte degli attuali indirizzi produttivi
hanno ben poco di “agricolo” e anzi sono totalmente incompatibili con
i basilari cicli vitali naturali.
Non altrimenti è spiegabile come mai morte e spopolamento degli
alveari colpiscono in modo particolare proprio i paesi e le aree geografiche
più “sviluppati” e che utilizzano il mix proposto dalla 5 grandi
Corporation che monopolizzano l’offerta mondiale d’agrochimica: nuovi
insetticidi, OGM e diserbanti.
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